Coronavirus in Africa, caos globale: ora è allarme Ong, chiudete i porti

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Il primo caso di Coronavirus ufficialmente diagnosticato in Africa potrebbe essere l’inizio di un domino incontrollabile. Per ora si sa poco del contagiato.

Le autorità hanno parlato di uno straniero di cui non hanno voluto specificare la nazionalità. Per quanto ne sappiamo potrebbe essere uno tra le migliaia di bengalesi che ogni settimana arrivano in aereo in Egitto per poi spostarsi in Libia e da lì prendere un barcone per l’Italia.

Giorni fa avevamo indicato questa tra le tante possibilità di ingresso del Coronavirus in Africa:

Coronavirus, emergenza in Africa: nave Ong carica di bengalesi a Messina, fermatela!

Ma il governo se ne frega.

In ogni caso è probabile che l’infetto in Egitto abbia viaggiato all’interno del Paese e che quindi chi è venuto in contatto con lui (o lei) sia potenzialmente esposto al contagio.

“Il coronavirus – ha detto Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms – potrebbe portare il caos in Paesi con sistemi sanitari deboli come quelli africani”. Come se non bastasse, c’è anche da fare i conti con “la grave carenza di strumenti ed equipaggiamenti per la protezione personale, che sta mettendo a rischio gli operatori sanitari impegnati in prima linea contro il virus”.

Oltre al paziente in Egitto, diverse persone – per ora solo sospettate di aver contratto il 2019-nCoV – sono state messe in quarantena anche in Etiopia, Kenya, Costa d’Avorio e Botswana. Tutti Paesi, a parte l’ultimo, inseriti nella lista prioritaria stilata dall’Oms degli Stati africani su cui intervenire immediatamente a causa dei forti rapporti commerciali con la Cina. “Sappiamo tutti – ha fatto notare Michel Yao, direttore regionale dell’agenzia Onu che si occupa della salute a livello globale – quanto fragili siano i sistemi sanitari in Africa, che già sono al limite del collasso a causa di altre epidemie. Sarà decisivo individuare immediatamente il coronavirus, per evitare che si diffonda in comunità dove potrebbe proliferare senza controllo”.

I Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie hanno già istituito una task force speciale che si occuperà del 2019-nCov. Il Cdc sta lavorando assieme all’Oms per garantire i necessari controlli nei punti di accesso dei Paesi a rischio.

Ma solo sei, al momento, sono in grado di eseguire i test necessari per capire se una persona sia stata o meno infettata. Questo significa che i campioni raccolti nei Paesi dove i laboratori non sono attrezzati devono essere spediti là dove possono essere analizzati correttamente

Per questo, secondo il governo russo, i casi di Coronavirus in Africa sono già molti:

Coronavirus: già molti casi in Africa, ora è emergenza barconi

Il tutto mentre le fonti ufficiali perdono sempre più credibilità:

Coronavirus, Cina ha mentito: sapeva dell’epidemia dal 7 gennaio

Secondo i modelli matematici dei ricercatori occidentali, infatti, i casi potrebbero essere milioni e non le poche decine di migliaia denunciati dal governo cinese. Dati ben più adatti alla quarantena di intere megalopoli. E più attinenti a quello che sta accadendo sulla nave da crociera in Giappone, dove gli infetti sono quasi 1 su 10.

“Credo sia verosimile che questo Coronavirus farà il giro del mondo, sono convinta che arriverà anche in Europa e in Italia in maniera più consistente, per il fatto che non abbiamo anticorpi a difenderci. Ma vanno evitati scenari apocalittici: il più grande nemico della lotta al virus è il panico, che può trasformare questa crisi sanitaria in un disastro”. Lo dice all’Adnkronos Salute la virologa Ilaria Capua, che negli Stati Uniti dirige il One Health Center of Excellence dell’University of Florida.

E per evitare il panico, devi chiudere le frontiere ai potenziali veicoli di contagio.

Sul caso confermato di Covid-19 in Africa, la Capua risponde che “era atteso che il virus fosse diagnosticato anche in Africa. Certo mi preoccupa il fatto che in questi Paesi non ci sono sistemi sanitari e di sorveglianza tali da rallentare il contagio.”.

“In questo momento – ricorda la virologa – l’epicentro non è l’Africa, ma resta l’Asia. Dobbiamo auspicarci che il sistema di contenimento messo in piedi dalla Cina, permetta all’infezione di scomparire alla spicciolata e non di montare come un’onda travolgente. Perché il problema grave è che se la popolazione si infetta tutta insieme, il Paese si ferma. Quest’epidemia non ha solo un risvolto sanitario, ma ha soprattutto ripercussioni economiche e sui fattori che contribuiscono alla globalizzazione, come i trasporti e le produzioni”. In attesa di vedere l’andamento dell’epidemia in Cina “dobbiamo prepararci qualora il virus dovesse arrivare in maniera più consistente, e per una risposta efficace tutti i Paesi devono muoversi insieme”.




4 pensieri su “Coronavirus in Africa, caos globale: ora è allarme Ong, chiudete i porti”

  1. L’uomo ammalato è un cinese che lavora in Nord Africa, come tanti altri cinesi, chè è ritornato dalla Cina dopo La Festa del Capodanno Cinese. Purtroppo ne sono tornati tanti in Africa, non solo in Egitto, ma in varie zone dell’Africa. Non si sa quali. Ma questo ce lo nascondono. E’ un virus del comunismo, compreso quello italiano, di nascondere tutto sotto il tappeto. Più ignoranti rimaniamo, meglio è per loro…..

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