Casalino minaccia di arresto i renziani: Conte vicino alla resa

Condividi!

Conte avrebbe verificato l’impossibilità di trovare “responsabili” (puttane) che sostituiscano Italia Viva nella maggioranza di governo. Al premier rimangono soltanto due strade: trovare un accordo con Renzi o rassegnare le dimissioni a Sergio Mattarella. Il nervosismo di Conte e dei suoi collaboratori si è palesato tramite Rocco Casalino, che ha minacciato di arresto il parlamentare Michele Anzaldi su Facebook.

VERIFICA LA NOTIZIA
Prima, il renziano Michele Anzaldi, sulla sua pagina Facebook ha attaccato il capo della gay-gang Casalino e scritto: “La campagna orchestrata dal portavoce di Palazzo Chigi calpesta non solo il Parlamento e i partiti della maggioranza, ma anche la presidenza della Repubblica. Una vergognosa mistificazione, degna del Papocchio di Roberto Benigni”.

La reazione di Casalino è violenta. E su Facebook (salvo poi rimuovere tutto) commenta il post del renziano citando il codice penale: “Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a milletrentadue euro. Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a duemilasessantacinque euro. Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a cinquecentosedici euro. Se l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate”.

In pratica minaccia un parlamentare di arresto perché potrebbe non appoggiare più un governo abusivo. Si chiama squadrismo.

Da qui si apre una vera e propria rivolta da parte dei renziani che accusano Casalino di aver agitato le manette minacciando Anzaldi. E così lo “stato maggiore” di Italia Viva ha subito messo nel mirino lo stesso Casalino chiedendo delle scuse. A farlo sono il ministro Teresa Bellanova e il vicepresidente della Camera, Ettore Rosato. In una nota i due renziani vanno all’attacco di Casalino: “È gravissimo che il portavoce del presidente del consiglio minacci un parlamentare della repubblica, cercando di zittire il sacrosanto diritto di critica”. Poi rincarano la dose: “Se Casalino vuole evitare figuracce, non mandi in giro audio in cui svela le sue vere intenzioni, ma – sottolineano – sappiamo che il portavoce del premier non è nuovo a simili uscite. Dopo aver minacciato la chiusura de Il Foglio, ora vuole mettere a tacere un parlamentare. Ora chiediamo che chi rappresenta le istituzioni coinvolte reagisca. Il presidente del Consiglio Conte prenda immediatamente le distanze e il presidente della Camera Fico intervenga a tutela di un deputato della Repubblica”.

Mattarella sciolga le Camere o pagherà anche lui conseguenze difficilmente immaginabili. Ormai lo spettacolo è oltre il degrado, è quasi una guerra tra gang di trafficanti.




Lascia un commento