D’Annunzio, da oggi l’eroe fiumano Gigante riposa accanto al Vate

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Undici salve di cannone hanno salutato la tumulazione dei resti di Riccardo Gigante al Mausoleo nella Villa ‘Il Vittoriale’ di Gardone Riviera. Si è compiuto così il desiderio di Gabriele D’Annunzio di avere accanto a se l’amico, compagno di guerra e dell’impresa fiumana (insieme ad altri nove amici) che lo accompagnassero in altrettante urne disposte a cerchio nel Mausoleo.

Affollata la partecipazione alla cerimonia con rappresentanti delle istituzioni civili, politiche, militari, religiose e numerosi rappresentanti delle associazioni d’Arma e combattentistiche, a testimonianza che la memoria di Riccardo Gigante non si è spenta. Giovane artista e storico fiumano fu tra i fondatori del circolo irredentista ‘La Giovane Fiume’. Durante la prima guerra mondiale i cento fiumani che scelsero di combattere per l’Italia, guadagnandosi la croce al valore militare.

Al termine della guerra quando D’Annunzio e i suoi legionari arrivarono a Fiume per unirla all’Italia, Gigante fu un protagonista dell’impresa, quindi nell’ottobre del 1919 viene eletto primo sindaco irredentista della città. Quindi divenne potestà e senatore durante il periodo fascista. E alla caduta del regima quando Fiume fini nelle mani dei titini, Riccardo Gigante decise di affrontare il suo destino, attenendo i partigiani jugoslavi e il 3 maggio 1945 venne fucilato assieme ad altri militari italiani a Castua. E i suoi resti furono gettati in una fossa comune. Dopo lunghe ricerche grazie all’Associazione dei fiumani i suoi resti sono stati recuperati ed identificati ed oggi tumulati nel mausoleo del Vittoriale.

Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione ‘Il Vittoriale degli italiani’ ha sottolineato che “oggi è la giornata più solenne degli ultimi anni perché possiamo far riposare qui i resti di Riccardo Gigante, e soddisfare una volontà precisa di D’Annunzio, quella appunto di avere accanto a se gli amici dell’impresa fiumana. Ma oggi, ricordiamo anche la tragedia dell’esodo dei profughi giuliani, fiumani e dalmati che furono costretti a lasciare le loro case e la loro storia, per fuggire al terrore di un vincitore spietato, e la tragedia delle foibe”. “Ma quello di oggi non è un atto di ostilità e rancore vuole essere una atto di pace in un luogo di pace come è il Vittoriale”, ha concluso.

Da parte sua il senatore Maurizio Gasparri ha sottolineato: “Caro Gabriele D’Annunzio oggi abbiamo esaudito qui il tuo desiderio, questa è la vera storia del patrimonio culturale italiano”. Gasparri ha tenuto a precisare che “ho collaborato nelle ricerche e nell’identificazione dei resti di Riccardo Gigante, ottenuta grazie alla preziosa collaborazione delle forze armate. Infatti, il suo dna è stato identificato grazie agli esami dei Ris dei Carabinieri di Parma”.

E ancora Gasparri ha tenuto a sottolineare: “Quello di aver collaborato per arrivare all’identificazione di Riccardo Gigante ritengo sia l’opera più importante che ho compiuto in questi anni”. Ed anche il senatore di Forza Italia ha tenuto a ricordare che “questa celebrazione si svolge a pochi giorni dal ‘Giorno del ricordo’ una pagina della nostra storia che va raccontata”.

Una commossa Daniela Gigante, nipote dell’eroe fiumano ha spiegato: “Mai avrei sperato di arrivare a questo giorno. Devo ringraziare tutti per essere arrivati ad oggi con la restituzione dei resti di mio nonno. Non c’è nulla di più bello e credo possa essere un esempio per tutti”.

Il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza ha spiegato che “ci tenevo ad essere qui oggi mi sembrava un obbligo morale anche perché veniamo da una terra in cui queste cose sono molto sentite. Ed è una parte di storia d’Italia, di cinquant’anni di oblio e dimenticanza di cui dovremmo vergognarci”.




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