Coronavirus: già molti casi in Africa, ora è emergenza barconi

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Vox lo aveva scritto giorni fa, riportando fonti del governo russo, sicuramente più affidabile del nostro.

Ora, dopo il caso in Egitto, luogo di transito per i bengalesi che poi vanno in Libia ad imbarcarsi, lo scoprono tutti:

Nonostante questo, la flotta Ong è davanti alla costa nordafricana in attesa di potenziali infetti da traghettare in Italia:

Fino ad oggi, nessuno dei Paesi africani era stato, almeno ufficialmente, colpito dall’epidemia. Ma ora, con il primo caso accertato in Egitto, l’Onu, che temeva la diffusione dell’epidemia, sostiene che “la maggior parte degli ospedali non sarebbe in grado di far fronte a un numero elevato di pazienti bisognosi di cure intensive”. Lo stesso timore era stato espesso, durante il Consiglio dei ministri della Salute europei, da Roberto Speranza, che aveva parlato di “servizi sanitari nazionali molto più fragili di quelli europei, quindi una potenziale diffusione del virus in quel pezzo di mondo potrebbe avere effetti molto gravi”.

Anche a detta dell’Oms, l’arrivo del virus in Africa “non è una buona notizia perché significa che il virus si è spostato in un continente debole dal punto di vista della sanità pubblica, della capacità diagnostica e della capacità di risposta”.

Da giorni c’era la massima allerta dei servizi sanitari africani di fronte al rischio concreto di importazione del coronavirus sul continente, stretto partner commerciale della Cina. Finora non c’era stato alcun Paese africano tra i 24 paesi che a livello mondiale hanno notificato casi di contagi da nuovo coronavirus Covid-19 all’Oms, anche se il governo russo ha anticipato ieri la presenza di molti infetti in Africa, senza specificare dove.

E l’Oms lancia l’allarme: “Contagi potrebbero verificarsi in Africa in qualunque momento, e la maggior parte degli ospedali non è in grado di far fronte a un numero elevato di pazienti bisognosi di cure intensive”, ha sottolineato Michel Yao, responsabile Oms delle operazioni di emergenza in Africa.

Ma quanto è grande il rischio che questo primo caso, relativo a un paziente straniero di cui non si hanno ulteriori notizie, possa dare origine a focolai locali di infezione? Per Ricciardi, professore ordinario di Igiene e Medicina preventiva all’Università Cattolica di Roma, è troppo presto per fare previsioni: “Per prima cosa dobbiamo capire bene la storia di questa persona – precisa – Da dove viene, che cosa ha fatto, come è arrivato in Egitto, che contatti ha avuto”.

Ora il Coronavirus è ufficialmente ad un barcone dall’Italia. E ricordiamolo: gli asintomatici sono contagiosi, il virus ha un’incubazione fino a 24 giorni e resiste una decina di giorni sulle superfici.

Ma loro tengono i porti aperti! Questo è attentato alla salute pubblica. Criminali.




Un pensiero su “Coronavirus: già molti casi in Africa, ora è emergenza barconi”

  1. Fate la spesa, se potete allontanatevi dalle grandi città, procuratevi mezzi di sostentamento alternativi alla “spesa”, procuratevi mezzi per purificare l’acqua (non volete dover bucare il serbatoio della caldaia perchè avete sete), procuratevi medicinali di base come antibiotici e disinfettanti vari, procuratevi se potete dell’alcol etilico puro: insomma, preparatevi come se doveste andare in campeggio nel deserto per 3 settimane. Stimo che ci siano almeno altre 3 settimane prima che qui succeda qualcosa di grave. Sempre che succeda, ovviamente. In ogni caso, il “mondo” ha una media di tre mesi di approvvigionamenti per campare (più o meno, a seconda dei prodotti quali acciaio o medicinali o carburante e cose simili): se dovessimo affrontare misure simili a quelle dei Cinesi le cose potrebbero andare malamente molto in fretta.
    Vi consiglio i video del Senatore Tom Cotton che interroga i militari americani sui possibili sviluppi. Ha un ottimo canale su Jewtube dove pubblica tutti i suoi interventi in commissione.

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