Italia invasa: le chiese chiudono e diventano moschee

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Tra il 2012 e il 2016 – ultimi dati disponibili – è stata concessa personalità giuridica a 46 nuove parrocchie ed è stata tolta a 101: in quei 5 anni in Italia sono sparite 55 parrocchie, quasi tutte concentrate nell’ultimo anno, il 2016, quando ne sono state soppresse 40. Nel frattempo aprono sempre più moschee. E in molti casi le sostituiscono.

Le parrocchie chiudono perché gli italiani che vanno a messa sono sempre meno:

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I grafici in queste pagine, realizzati dal sito di data journalism Truenumbers.it, mostra l’andamento del numero degli italiani che dichiarano, all’Istat, di andare in Chiesa almeno una volta la settimana, tipicamente la domenica per partecipare alla Messa:

Crollano le vocazioni. A ‘compensare’ il calo delle vocazioni in Occidente sono i seminaristi di origine africana, spesso in cerca di uno stipendio sicuro, che in questi anni sono aumentati del 21%.

E crolla il numero di pellegrini che si recano alle udienze papali. Nel grafico in queste pagine Truenumbers.it ha elaborato i dati ufficiali del Bollettino vaticano mettendo in relazione il numero delle udienze generali guidate dal Pontefice in carica con il numero di persone che vi partecipano. Da tener presente che il numero delle udienze generali è diverso di anno in anno e cambia da Papa a Papa. Per esempio: nel 2003 e 2004 San Giovanni Paolo II ha stabilito il record del numero di udienze per anno, 48, scese a 36 nel 2005, anno della sua morte e dell’inizio, il 19 aprile, del papato di Benedetto XVI. La media delle persone che partecipano alle udienze è in calo. Dopo il 2013, primo anno di pontificato di Francesco, con 40.751 persone per ogni udienza, si è scesi a 17.721 nel 2016.

Nel frattempo aumentano le moschee:

Se il blitz dei musulmani lo scorso anno a Bergamo è fallito, grazie alla Lega, in Italia ci sono giù diverse chiese che sono state trasformate in moschee.

Ufficialmente sono tre, ma questi sono solo i numeri ufficiali e non comprendono quelle sconsacrate e magari trasformate poi in luoghi di culto islamici. E quelle ‘condivise’.

La prima alla fine degli anni ’90: la chiesa di San Paolino dei giardinieri, a Palermo, al posto del Credo si recita la Shahādah. È questa, infatti, la prima chiesa d’Italia ad essere stata sconsacrata ed adibita a luogo di culto per la comunità musulmana. L’altare ad orientem dell’edificio eretto nel tardo cinquecento è stato rimosso per lasciare spazio ai tappeti dei fedeli tunisini che ormai da quasi vent’anni si inginocchiano in quella stessa direzione, ma per pregare verso la Mecca.

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Nel 2015, sempre in Sicilia, a traslocare per ospitare una nuova moschea è stata la comunità evangelica di Agrigento.

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A nord, l’associazione islamica Nuova Generazione di Lunetta, Mantova ha acquistato i locali attigui all’attuale sede, che ospitavano una piccola chiesetta cristiana: «Saranno locali polifunzionali dove ospiteremo i bambini e dove terremo attività varie, tra cui anche la preghiera» afferma Hammadi Ben Mansour, incaricato dal presidente dell’associazione, attualmente in Marocco, di illustrare pubblicamente quello che è un nuovo passo nell’islamizzazione del territorio, con l’ampliamento dell’ennesima moschea abusiva.
«Non è una moschea» millanta Ben Mansour, sapendo che non può ufficialmente esserlo perché in violazione della legge, ma lo è. E sarà moschea ‘legale’ perché si avvarrà di un cavillo.
Infatti i locali erano già luogo di culto, lì c’era una piccola chiesa cristiana evangelica. Così, comprandoli, per la prima volta a Mantova, ma non solo, un’associazione islamica si trova in un posto da poter trasformare in moschea ‘legalmente’ perché “luogo di preghiera urbanisticamente in regola”. Poco importa che sia un simbolo, osceno di islamizzazione peggiore di un garage trasformato in moschea abusiva.

Senza contare i casi di quelle ‘condivise’, come a Roma. Alla periferia della Capitale un sacerdote ha messo a disposizione della comunità musulmana la parrocchia. Che ogni venerdì si trasforma in moschea:

Noi non facciamo figli e, come folli, intanto importiamo i loro figli. Immaginate cosa accadrà se, come dicono i dati Istat, diverranno il 14 per cento della popolazione. Un futuro distopico. Ci stanno occupando. Pezzo di territorio, dopo pezzo di territorio. Devono essere fermati. Ma si fermano solo abrogando i ricongiungimenti familiari.




Un pensiero su “Italia invasa: le chiese chiudono e diventano moschee”

  1. Sono contento perché le donne squittinzie italiote saranno libere di sottomettersi.
    Poi i maschietti italioti convertiti avranno il vantaggio di poterle battere da mattina a sera e di conseguenza, le battute, indosseranno il burqa per non farsi vedere e a ragione.
    Alla lunga poi si procederà nella pratica dell’infibulazione e/o escissione del clitoride dimodoché la Bonino, se sarà ancora vivente, non dovrà andare in Africa a fare le sue campagne della figa amputata ma restarsene a casina sua a dirigere le sue truppe cammellate.
    Ahahahahahah!

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