Bimbo stuprato da profugo, la mamma: “Gli avevo detto di fidarsi dei migranti”

Condividi!

Non lasciate che i vostri figli siano vittime del buonismo propagandato dagli accoglioni. Un giorno potreste pentirvene.

VERIFICA LA NOTIZIA

Come la mamma di Goran. Era una donna disperata, distrutta dai sensi di colpa.La madre del bambino di 10 anni, violentato da un profugo iracheno in una piscina austriaca, pentita e col senso di colpa di avere insegnato ai propri figli a fidarsi ed essere accoglienti con i migranti.

mamma2

Il migrante si era difeso dicendo che aveva una ‘emergenza sessuale’, la donna ha definito la ‘difesa’ del profugo come ‘semplicemente mostruosa’.

La madre del bambino, che è arrivata in Austria negli anni ’90 dalla Serbia, ha detto di avere sempre insegnato ai suoi cinque figli di offrire la stessa ospitalità ai nuovi arrivati ​​che lei stessa aveva ricevuto. Ma non tutti gli immigrati sono uguali, conta la natura. Conta da dove vengono. E gli attuali immigrati vengono da luoghi dove donne e bambini sono semplicemente oggetti o prede sessuali.

La donna ha confessato di essere profondamente pentita per avere insegnato ai propri figli ad essere accoglienti con i migranti.

Il bambino, Goran, dovette essere ricoverato in ospedale con ferite gravi e sua madre raccontò che suo figlio pianse ogni notte dopo la violenza.

Ricordate che i pregiudizi aiutano i bambini ad evitare ‘problemi’




6 pensieri su “Bimbo stuprato da profugo, la mamma: “Gli avevo detto di fidarsi dei migranti””

  1. Sensi di colpa

    quando l’allievo supera il maestro (maestra)

    il figlio imparando la lezione è diventato un accoglione migliore, avendolo accolto sin
    dentro le chiappe fino alla carbonizzazione rettale dell’ingresso libero, non parliamo poi della valutazione con lode della lezione orale, lasciamo perdere.

    E la madre è ora afflitta, per aver perso un’altra occasione che
    purtroppo per lei l’inesorabile trascorrere del tempo gli nega e sempre più negherà.

    Non gli resta che il solo insegnamento.

    Poveretta, mi unisco allo sconforto,

  2. Un consiglio finale alla ”signora” maestra, mi permetto una piccola correzione del suo indubbio e saggio metodo di insegnamento:

    NON offrire la stessa ”ospitalità” sia ai nuovi arrivati che ai vecchi
    senza almeno una pausa di ”rinfresco-raffreddamento” della suddetta ospitalità, in quanto le emorroidi sono sempre in agguato e si corre il rischio di fare la fine di un radiatore d’auto
    surriscaldato che da lì a poco scoppierà.

    Si cambi la sede di ”ospitalità” spesso intervallati da impacchi freddi, in modo da offrire il massimo degli onori di casa ai graditi ospiti evitando d’incorrere in errori di (razzo) facendo anche le solite brutte retro-figure europee.

  3. Conta certo la ”natura” (se trespolo da canarino o possessore di barra da passaggio a livello).

    Ma la maestra sbaglia ad affermare ”la stessa ospitalità ai nuovi arrivati ​​che lei stessa aveva ricevuto”, in quanto i risultati ottenuti su di lei, si vedono.

    La maestra si attenga all’insegnamento per gradi e senza saltare le ”lezioni” predisposte se non vuole appunto come accaduto, incorrere in sgradite rottamazioni anticipate del suo bambino che finiranno per acutizzare la già pesante e malinconica frustrazione dovuta alla sua ormai quasi esclusione ad eventuali e prossime partecipazioni a nuove ”lezioni d’accoglienza”

Lascia un commento