Toga condanna Salvini per questo manifesto: “Non si può scrivere clandestini”

Condividi!

E’ arrivata ieri la sentenza di condanna per “discriminazione razziale” nei confronti della Lega per i manifesti affissi, nell’aprile 2016, a Saronno contro l’arrivo in città di 32 clandestini.

VERIFICA LA NOTIZIA

La vicenda è nota:

Magistrato condanna Salvini: Vietato definire clandestini i clandestini

I clandestini avrebbero dovuto essere inseriti nel complesso di via Buozzi ex sede del liceo Gb Grassi, soluzione poi tramontata per i controlli eseguiti dal comune dai quali erano emersi dei vizi negli spazi e delle mancanze amministrativi.

I cartelloni realizzati con una cubitale scritta blu su sfondo giallo chiamavano clandestini i profughi rimarcando come la città non li volesse. Una definizione quella di “clandestini” giudicata ieri reato di discriminazione e non “libera manifestazione del pensiero politico”.

Avete letto bene, secondo queste toghe rosse definire clandestini i clandestini è ‘discriminazione razziale’.

Contro i cartelloni le famigerata associazioni Asgi (Studi giuridici sull’Immigrazione) e Naga si erano rivolte al tribunale civile di Milano. Entrambe le associazioni sono finanziate da Soros.

Condannata in primo grado, la Lega aveva fatto ricorso, ma anche ieri la sua tesi è stata respinta ed è arrivata una condanna con l’obbligo a pagare i danni, le spese processuali e la pubblicazione della sentenza sul sito della Lega.

Come facevano i maoisti durante la rivoluzione culturale.

“Come ritenuto dal giudice di primo grado, la definizione di “clandestini” nei cartelli affissi dalla Lega a Saronno anche prescindendo dallo “scopo”, ha indubbiamente l’”effetto” di violare la dignità dei predetti cittadini stranieri e di creare intorno a loro, nel contesto territoriale in cui sono inseriti, un clima ostile (in quanto volto a diffondere malevolenza ed a provocare esclusione dalla compagine sociale), umiliante ed offensivo, per motivi di razza, origine etnica e nazionalità”.

Delirante. Ricordiamo che i cosiddetti richiedenti asilo sono, in realtà, nel 99 per cento dei casi clandestini. Se non tutti clandestini.

Ricordiamo il giudice di primo grado:

Giudice che vieta termine “clandestini” partecipa a tutti i convegni Onlus che li accoglie (e ci guadagna)

Presto sapremo che tipo è il secondo. Vedremo la Cassazione.

E comunque la Lega deve avere come stella polare, già l’avrebbe fatto senza il M5s, la cancellazione della famigerata Legge Mancino.

“Un’altra sentenza che va contro il buon senso e la realtà”: così il segretario della Lega in Lombardia, Paolo Grimoldi.

“Un’altra sentenza che va contro il buon senso e contro la realtà. Ma sinceramente non ci aspettavamo nulla di diverso. Peccato. La corte d’Appello di Milano ha confermato sentenza del giudice di primo grado, che aveva condannato un manifesto a Saronno della Lega “per il carattere discriminatorio e denigratorio dell’espressione clandestini”, legittima una sentenza che distorce un’altra volta la realtà. Perché quel manifesto della Lega di Saronno fotografava una realtà sotto gli occhi di tutti, ovvero che la stragrande maggioranza dei richiedenti asilo erano clandestini senza requisiti per la protezione internazionale.

“Ricordiamo quei numeri? Dei 181 mila immigrati approdati in Italia nel 2016, secondo i numeri forniti dal ministero degli Interni, appena un migliaio erano siriani in fuga dalla guerra e di questi 181 mila solo due terzi, circa 123 mila, avevano presentato domanda di asilo, mentre quasi 60 mila non l’avevano nemmeno presentata confermando nei fatti di essere irregolari. Delle 123 mila domande di asilo presentate ben il 56 per cento erano state respinte, confermando lo status di irregolari e dunque di clandestini di circa 65 mila immigrati cui si aggiungevano i 60 mila che non avevano presentato la domanda: in tutto 125 mila clandestini su 181 mila. Oltre due terzi. Non solo, delle 123 mila domande esaminate solo il 5 per cento dei richiedenti asilo aveva ottenuto il riconoscimento dello status di profugo mentre un altro 35 per cento ha ottenuto una protezione sussidiaria, per ragioni umanitarie o di salute, pertanto non si trattava di profughi ma di immigrati temporaneamente accolti. Come si fa a dire che non si potevano definire clandestini e dire che non dovevano essere mandati sul territorio? Dove era la discriminazione? Ribadiamo quindi di non comprendere, alla luce di questi numeri, dove si riscontri il carattere discriminatorio o denigratorio dell’utilizzo del termine clandestini per immigrati che non hanno i requisiti per restare sul nostro territorio in base alle nostre leggi vigenti.”




5 pensieri su “Toga condanna Salvini per questo manifesto: “Non si può scrivere clandestini””

  1. uno che sta in italia senza codice fiscale senza documenti senza nulla come si chiama? sicuramente parassita e poi? direi clandestino, ed abusivo, non necessariamente negro visto che ci sono pure i BBussulmani che sono olivastri

  2. Non si può scrivere, non si può dire, non devi pensare…io aspetto il primo stronzo che mi bussa alla porta col libriccino rosso di mao…
    Milano pare capitale del pd peggio di bologna, succursali isis.
    Quella di far pubblicare la sentenza sul sito per umiliare poi…ma cosa crede nella sua prosopopea di sinistrato, che chi vota lega si spaventi?Che dica “Eh, allora hanno ragione loro!”.NO!La gente si incazza ancora di più!

  3. Porco ***** magnaccio…Prima o poi la politica merdosa di questo paese imploderà su se stessa..Allora di questo puttanaio pagheranno fisicamente i politici.O scappano se fanno in tempo o ci rimangono secchi.

Lascia un commento