Coronavirus: morto Frank Plummer, capo del laboratorio che inviò i virus a Wuhan

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Attenzione: non il Coronavirus, come erroneamente scritto in alcuni siti, ma altri virus che, alcuni, ritengono possano essere stati poi manipolati.

Non abbiamo un debole per il complottismo. E siamo ragionevolmente convinti che l’epidemia di Coronavirus cinese sia di natura non artificiale, ma le casualità iniziano ad essere troppe.

Come la morte improvvisa di Frank Plummer, scienziato di 68 anni, che guidava il laboratorio da cui due scienziati cinesi hanno sottratto e inviato a Wuhan alcuni virus:

World-renowned scientist Dr. Frank Plummer of Winnipeg has died.

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Plummer, 67, was in Kenya, where he was a keynote speaker at the annual meeting of the University of Nairobi’s collaborative centre for research and training in HIV/AIDS/STIs.

Dr. Larry Gelmon, who helped set up that meeting, said Plummer collapsed and was taken to hospital in Nairobi, where he was pronounced dead on arrival.

No confirmed cause of death has yet been released.

Plummer was born and raised in Winnipeg, where he headed up Canada’s National Microbiology Laboratory for several years.

He was also involved in an innovative research partnership between the University of Manitoba and the University of Nairobi, established before the world was very aware of HIV/AIDS.

“He helped to identify a lot of the key factors that are involved in HIV transmission in the early days,” said Keith Fowke, a professor in the medical microbiology and infectious diseases department at the University of Manitoba.

Riprendiamo dai commenti:

Nel 2012 un signore arabo si sente male: ha tosse, catarro, febbre alta e respiro corto. Si presenta in ospedale a Jeddah e i suoi campioni biologici vengono analizzati da tale Dottor Zaki, egiziano, che non ha mai visto una cosa simile. Zaki a questo punto alza il telefono e chiama il suo amico Ron Fouchier che lavora all’Erasmus Medical Center di Rotterdam e gli spedisce i campioni.

https://www.semanticscholar.org/paper/Isolation-of-a-novel-coronavirus-from-a-man-with-in-Zaki-Boheemen/e5518b010208803422245fc8ebeeb22ff0fc2c27

Nel 2013 il dottor Frank Plummer del laboratorio canadese di Winnipeg ottiene dei campioni del virus dall’EMC per studiarli e mettere a punto dei test diagnostici ma soprattutto cercare di capire quali altri animali possono essere infettati dallo stesso tipo di virus.

https://www.theglobeandmail.com/life/health-and-fitness/health/canadas-national-lab-has-sample-of-new-sars-like-virus-planning-studies/article11960170/

La ricerca viene effettuata congiuntamente anche dal Canadian Food Inspection Agency lab e soprattutto dal National Center Animal Diseases che ha sede nello stesso comprensorio del National Microbiology Lab. Quest’ultimo è stato il primo laboratorio al mondo a isolare e sequenziare la SARS.

E qui facciamo un balzo in avanti di qualche anno, siamo al 2019. Ne abbiamo letto sui giornali anche dalle nostre parti, anche se in maniera del tutto sconclusionata e soltanto qualche mese dopo. A marzo scorso, senza motivo apparente e senza che nessuno se ne accorga per qualche mese, dal NML vengono spediti in Cina diversi campioni di virus fra cui il nostro coronavirus di Jeddah, Ebola ma, soprattutto, dei campioni di Nipah. Mai sentito, eh? Beh, si tratta di un virus che prende il nome dal villaggio malese dove è stato individuato al prima volta nel 1998 – Sungai Nipah. 700 casi umani, mortalità fra il 50 ed il 75%; colpisce anche pipistrelli e maiali (che infatti, come potrete facilmente scoprire da google in Malesia sono stati quasi tutti sterminati nel 1999 per evitare guai peggiori). I sintomi possono essere nessuno, tosse, mal di testa, confusione fino a che non sopravviene una infiammazione cerebrale tale che si muore malamente. Come prevenzione, visto che non esiste nè vaccino nè cura, si consiglia di non farsi mordere dai pipistrelli, di stare lontano dai porci malati e di non bere spremuta di datteri non pastorizzata. Una cura però forse ci sarebbe: Ribavirina, la stessa cosa che si dice che funzioni per il Coronavirus.
Ma torniamo a noi: ormai è luglio e improvvisamente succede questo:

Vi presento la dottoressa Xiangguo Qiu. Una vera cervellona, nata a Tianjin, laureata all’università medica di Hebei nel 1985. Nel 1996 arriva in Canada per un dottorato e da lì la sua carriera decolla. Si occupa di molte cose, nessuna relativa ad agenti patogeni. Improvvisamente nel 2006 arriva al NML. Delle tante vi dirò solo che ha partecipato allo sviluppo di ZMapp, semplificando la cura per Ebola. E gli altri virus che studiava? Esatto: i coronavirus, nipah, hendra, machupo, junin, febbre della rift valley, febbre emorragica Crimea-Congo….
Qui veniamo a sapere che indagano su di lei, sul marito (il batteriologo Keding Cheng, NML anche lui) e su tutti gli altri cinesini che negli anni avevano infiltrato.
I Canadesi si svegliano e fanno una lista di tutto quello che la Qiu aveva spedito in Cina fra il 2006 e il 2018. Tra l’altro, la Qiu nel 2018 aveva anche collaborato con il dipartimento della difesa degli Stati Uniti ad un progetto su Ebola e Marburg di cui magari parleremo un’altra volta.

E i Cinesi hanno un programma di armi biologiche:

https://m.washingtontimes.com/news/2020/jan/24/virus-hit-wuhan-has-two-laboratories-linked-chines/

E la Qiu ha visitato il laboratorio di Wuhan almeno 4 volte solo nell’anno accademico 17/18.

Quello che avete letto è confermato anche dal sito di fact checking dell’agenzia internazionale AFP, in cui smentendo che tra i virus inviati vi fosse il Coronavirus, conferma l’invio a Wuhan, da parte della scienziata cinese ora sotto indagine in Canada e fatta sparire, degli altri due virus:

https://factcheck.afp.com/chinese-spies-did-not-steal-deadly-coronavirus-canada

Quindi, ricapitolando: abbiamo scienziati cinesi in Canada che inviano nell’ormai noto laboratorio di Wuhan alcuni virus. Proprio a Wuhan scoppia l’epidemia che getta nel panico le autorità cinesi, oltre la logica se ci limitiamo ai numeri ufficiali. Uno degli scienziati che avrebbe potuto dirci qualcosa di interessante sulla questione muore.




6 pensieri su “Coronavirus: morto Frank Plummer, capo del laboratorio che inviò i virus a Wuhan”

  1. Grazie per la “pubblicazione ufficiale”.
    Non ho ancora letto a sufficienza sul morto per avere delle “storielline” su di lui. Diciamo che per quello che ho letto per ora non mi pare fosse una persona che impegnava il suo cervello per il “bene” della mia gente.

    Oggi ho delle storielline su Zhengli Shi, la direttrice del laboratorio errante di virologia di Wuhan (pare abbia cambiato posto sulle mappe di google fra il 24 ed il 29 di gennaio scorso spostandosi di circa 15 chilometri – impressionante cosa sanno fare i Cinesi, vero?)
    Vi risparmio il CV completo, diciamo che sono 30 anni che lavora all’istituto di virologia di Wuhan (con 5 anni di pausa in cui ha abitato a Montpellier in Francia – magari l’ho anche vista al bar). La cosa interessante è che dal 2014 hanno iniziato a ricoprirla di soldi per le sue ricerche da ogni parte del mondo, Stati Uniti compresi che anzi risultano essere uno dei maggiori finanziatori. E che tipo di ricerche erano?
    Il 6 gennaio 2014 la Shi riceve 665000$ dall’Istituto Nazionale per la salute per uno studio intitolato “The Ecology of Bat Coronaviruses and the Risk of Future Coronavirus Emergence” (codice NIAID R01 AI1 10964). Poi quattro giorni dopo, il 10 gennaio altri 559500$ dalla United States Agency of International Development per uno studio ancora più interessante intitolato “Emerging Pandemic Threats PREDICT 2_China” (codice AID-OAA-A-14–00102).
    E i Cinesi? Circa 2.5 milioni di dollari spalmati a partire dal 2011 per ricerche su meccanismi di trasmissione interspecie, identificazione e patogenesi dei virus dei pipistrelli eccetera eccetera. (tutti i codici delle ricerchi disponibili su richiesta)
    E che cosa stava facendo al momento?
    Si trovava a metà di un ciclo di finanziamenti 2018/2023 per studiare:

    1) meccanismi evolutivi dei coronavirus dei pipistrelli in relazione ai recettori dell’ospite e rischio di un contagio interspecie (progetto 31770175),

    2) evoluzione genetica e meccanismi di trasmissione di “importanti” virus specifici dei pipistrelli (progetto ancora senza numero, scadenza 2023)

    3) Studi biologici dei patogeni relativi al neocoronavirus suino (progetto 31830096)

    Wikipedia dice che lei e la sua collega Cui Jie sono quelle che hanno scoperto che la SARS veniva dai pipistrelli.
    Potremmo pensare che quindi, in un caso di CoV preso dalla zuppa di pipistrelli sarebbe proprio la persona da contattare. E non solo, se il mio pipistrellino domestico stesse male lo porterei da lei, perchè lei sui pipistrelli e le loro malattie le sa veramente tutte.

    Attualmente, di Corona-chan sappiamo che è un CoV dei pipistrelli ricombinato con “qualcosa di strano di cui non siamo completamente a conoscenza”.
    Il primo morto ufficiale è del 12 dicembre.
    E che cosa mi combina la Shi il giorno prima?

    Pubblica questo….

    https://archive.is/7FTuB

    Zhengli, volevo dirti… Ti è scappato il cane. Vienilo a riprendere prima che si mangi tutti i gatti…

    1. Ah, ovviamente il documento originale è casualmente sparito dalla biblioteca online dell’università del Minnesota.
      Non un archivio cinese, badate bene.
      Se fossi molto molto molto paranoico potrei avere un sacco di brutti pensieri, tipo che siete tutti d’accordo e che volete “sfoltirci” secondo i dettami dell’Agenda 21.
      Per ora preferisco pensare a qualcosa di più semplice, tipo che anche gli Americani hanno delle spie e amano schiacciare i propri nemici. Hanno fatto concentrare l’occhio di Winnie the Pooh verso Hong Kong con la rivoltina e vi hanno piazzato il colpo finale attivando la propria “risorsa” che ha liberato il candidato migliore della schiatta degli esperimenti della Shi, scegliendo quello più adatto a colpire gli asiatici.
      O magari, come mi sembra, ci stavate lavorando ed è scappato.

      1. Certo che il fatto che sia scappato quello più adatto a sterminare gli asiatici per via del recettore ACE2 e che sia scappato in occasione della loro festività più importante è proprio la migliore delle mille coincidenze che abbiamo incontrato in questi giorni.

          1. Molto interessante Antana quello che scrivi. Ho dato una letta all’abstract degli articoli ed effettivamente si evince come la dottoressa stesse studiando i meccanismi di attacco del virus. Restano certamente i punti di domanda circa la casualità o causalità degli eventi che sottolinei.
            Siamo nei guai, questo è certo e l’attitudine a proclamare che va tutto bene è veramente pericolosa. Sto monitorando gli eventi della coppia di turisti cinesi per capire l’inffettivita del virus, secondo me verso il 11-15 Feb dovremmo sapere se gli altri 20 turisti che viaggiavano con loro sviluppano febbre per farci un’idea al proposito. Incrocio le dita.

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