Citofono, è stato Carabiniere ad indicare a Salvini casa spacciatore: lo indagano!

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I carabinieri di Bologna stanno verifi-
cando,con accertamenti interni,cosa sia
successo il 21 gennaio, quando Salvini
al Pilastro suonò ad un citofono chie-
dendo se lì abitasse uno spacciatore.

Il Comando non commenta le notizie su
un possibile ruolo avuto dal marescial-
lo che avrebbe messo in contatto la ma-
dre,del ragazzo morto per overdose, che
ha accompagnato Salvini e lo staff del-
la Lega in giro e fino al famoso cito-
fono.

Sul caso il Pd ha già presentato un’interrogazione.

Quindi abbiamo una povera famiglia assediata dagli spacciatori maghrebini che si rivolge ad un carabiniere e lui, consapevole di non potere fare praticamente nulla, avendo le mani legate, la mette in contatto con Salvini. Ecco spiegato come Salvini è arrivato a quella casa.

Tra l’altro, gli spacciatori in quella casa ci sono:

Il padre del ‘pusher’ tunisino confessa: “Abbiamo spacciato ma denunciamo Salvini”

Quindi abbiamo un partito politico che difende gli spacciatori maghrebini. Credendo che la sopravvivenza in Emilia (in Romagna hanno perso) per motivi clientelari e dopo avere dimezzato i voti, sia stata una sorta di carta bianca per le proprie criminali politiche migratorie: l’Italia, piddini, vi odia. Se lasciate votare gli italiani fuori da Bologna, scomparite sotto una valanga di merda.

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Qui è il tempo non delle citofonate, ma dei rastrellamenti popolari. Non vogliamo spacciatori nei nostri quartieri. Chi li vuole è perché si è già fumato il cervello.




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