Coronavirus: cinesi portano l’epidemia in Europa, potrebbe causare milioni di morti se non chiudiamo frontiere

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Il primo paziente affetto da Coronavirus in Germania, un imprenditore, è rimasto contagiato dal contatto con un’ospite cinese ricevuta nella sua impresa.

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La donna, proveniente dalla Cina, si trovava nel distretto di Starnberg, in Baviera, per una sessione di aggiornamento alla Webasto. Sarebbe il secondo caso al mondo di trasmissione del virus fuori dalla Cina, dopo quello in Vietnam.

Folle che i cinesi non vengano messi tutti in quarantena.

Magari non sarà questo coronavirus, ma prima o poi, se non mettiamo fine a questo flusso frenetico di persone

Il nuovo coronavirus di Wuhan ha causato finora 106 morti, di cui 100 nella sola provincia di Hubei: sono gli ultimi aggiornamenti forniti dalle autorità cinesi, secondo cui i nuovi casi di contagio registrati sono stati quasi 1.300. Ma questi sono solo i dati ufficiali.

Alle 82 vittime registrate fino a ieri si sono sommate le 24 annunciate oggi dalla Commissione sanitaria dell’Hubei, che portano il bilancio nella provincia centrale cinese da dove è partita l’epidemia a quota 100. In aggiunta, i nuovi casi accertati sono stati 1.291, spingendo il totale su scala mondiale con il coinvolgimento di una dozzina di Paesi (da ultimo anche la Germania), oltre quota 4.000. Soltanto nell’Hubei i casi sono stati 2.714, di cui 2.567 trattati con il ricovero ospedaliero e 47 nel frattempo dimessi dopo le relative cure. Finora sono 30 le città e le province cinesi che hanno lanciato il ‘livello 1′ d’allerta sul responso all’emergenza del coronavirus, mentre Hong Kong ha deciso il suo “livello più alto” di risposta alla crisi.

Intanto, unuovo caso di contagio da uomo a uomo del coronavirus, stavolta in Giappone dove un uomo che non ha viaggiato di recente in Cina ha contratto il nuovo virus dopo aver fatto da guida per dei turisti cinesi arrivati da Wuhan, dove è iniziata l’epidemia. Lo hanno reso noto le autorità nipponiche. L’uomo, sulla sessantina, di Nara, nel Giappone occidentale, è ricoverato da sabato. In totale sono sei i casi registrati finora in Giappone.

La Cina ha deciso il rinvio sine die dell’inizio del secondo semestre per scuole e università, negli sforzi per contenere l’epidemia del coronavirus di Wuhan. Il ministero dell’Educazione, con gli studenti nel pieno delle vacanze del Capodanno lunare, non ha fornito ulteriori dettagli. Le università e gli istituti scolastici “sotto l’egida del ministero dell’Educazione devono rimandare l’apertura del semestre primaverile in modo adeguato”, ha spiegato il ministero in una nota. Gli studenti che “tornano dalle loro case dopo le celebrazioni del Capodanno lunare non devono rientrare nella loro istituzione senza un’apposita autorizzazione”. Per quanto riguarda la data di riapertura di asili nido, scuole e istituti secondari, “dovrà essere determinata dalle autorità scolastiche locali” in accordo con il governo centrale.

C’è un primo caso confermato di coronavirus cinese in Germania, nello stato sudorientale della Baviera. Lo rendo noto il ministero della Salute bavarese. “Un uomo della zona di Starnberg è stato infettato dal nuovo virus” ed “è stato posto sotto controllo medico e in isolamento,” ha spiega un portavoce del dicastero. Il paziente è “in buone condizioni mediche”, ha aggiunto la fonte senza ulteriori dettagli. I parenti del paziente sono stati informati dei sintomi che possono comparire in caso di malattia, nonché delle precauzioni igieniche da adottare. L’epidemia di polmonite virale ha già ucciso 82 persone in Cina e circa 2.744 persone sono state infettate nel Paese, secondo l’ultimo rapporto ufficiale di ieri. Il ministero della Salute bavarese non ha fornito indicazioni sull’uomo o sulle circostanze in cui potrebbe essere stato infettato dal virus. Tuttavia una conferenza stampa è prevista per stamattina a Monaco. La Germania diventa così il secondo paese in Europa ad essere colpito dal coronavirus, dopo tre casi in Francia confermati il 24 gennaio. I tre pazienti, uno a Bordeaux e due a Parigi, avevano recentemente viaggiato in Cina. La Germania ha invitato ieri i suoi cittadini a evitare viaggi “non essenziali” in Cina. Berlino sta inoltre prendendo in considerazione una “possibile evacuazione” dei suoi cittadini dalla città cinese di Wuhan, epicentro del virus.

Il team di esperti di Hong Kong guidato da Gabriel Leung, preside della facoltà di medicina dell’ Hong Kong University, stima il picco dell’epidemia da coronavirus in 5 megacittà cinesi (Pechino, Shanghai, Guangzhou, Shenzhen e Chongqing) tra fine aprile e inizio maggio. Solo a Chongqing, che ha oltre 30 milioni di abitanti, potrebbero esserci 150.000 nuovi casi al giorno per gli alti volumi di viaggi della popolazione verso Wuhan. Proiezioni forse troppo pessimiste perchè valutano la stretta su Wuhan, ma non altri possibili interventi.

Ieri l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato che il rischio globale derivante dal coronavirus cinese è “elevato”, ammettendo un errore nei suoi precedenti rapporti in cui riferiva che il rischio fosse “moderato”. L’ultimo rapporto dell’organismo Onu, diffuso domenica sera, ha rilevato un rischio “molto alto in Cina, alto a livello regionale e alto a livello globale”. In una nota aggiunge che nelle comunicazioni dei giorni precedenti era stato detto “erroneamente” che il rischio era “moderato”, ha spiegato la portavoce Fadela Chaib.

“La situazione è in continua evoluzione e il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della sanità (Oms), Tedros, si trova in questi giorni in Cina, per verificarla sul luogo. Al suo rientro, verso metà o fine di questa settimana, verrà convocato nuovamente il Comitato per la gestione dell’emergenza, che valuterà se sia o meno il caso di dichiarare lo stato di emergenza internazionale”. Così all’Ansa Ranieri Guerra, direttore generale aggiunto dell’Oms.

Terrore anche in Italia, per un caso poi rivelatosi non positivo:

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Alla fine, questi virus altro non sono che sintomi di una malattia strutturale che si chiama Globalizzazione. L’aspetto sanitario di sintomi che vediamo anche in economia, ambiente e sicurezza. Il movimento sfrenato di persone e merci sta devastando il Pianeta. Questa sì, un’emergenza. Fosti non fummo per essere a Pechino la mattina e a New York la sera.




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