Coronavirus, militare isrealiano: “Fuggito da laboratorio di armi biologiche”. Migliaia di morti?

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Il coronavirus cinese dilaga. La Cina estende la zona di quarantena a 56 milioni di persone, gli Stati Uniti richiamano da Wuhan i cittadini americani.

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E mentre, ufficialmente, le vittime sarebbero salite a 41 e 1.300 casi accertati, si parla di migliaia di morti. Un numero più vicino alla realtà se consideriamo i milioni di cittadini posti in quarantena. Decisione che segnala panico.

Tredici le città isolate. Tra le vittime anche un medico che curava i pazienti proprio a Wuhan. Ma a spaventare, soprattutto, sono le ultime indiscrezioni relative a quanto sta realmente accadendo. Sin dal principio, infatti, sono stati parecchi i dubbi circa le versioni delle autorità cinesi, così come con dubbi vengono accolti i dati ufficiali del bilancio.

Secondo il Washington Times, un ex ufficiale dell’intelligence militare israeliana, Dany Shoham, esperto di guerra batteriologica, quale ha rivelato che a Wuhan c’è un laboratorio collegato al programma segreto di armi chimiche portato avanti da Pechino. Ne avevamo parlato ieri:

Cina, il Coronavirus ‘fuggito’ da un laboratorio? “Bill Gates aveva previsto 65 milioni di morti”

Si tratterebbe dell’unico laboratorio del Paese ritenuto sicuro per lo studio di virus mortali. Al Washington Times, Shoham ha rivelato che all’interno di Wuahn “sono probabilmente utilizzate, in piani di ricerca e sviluppo, armi biologiche”. E un tecnico in quel laboratorio si sarebbe infettato. Ma non solo, “si parla già di migliaia di morti”.

E, questo ufficialmente, due medici sono tra i morti a causa del coronavirus. La prima vittima è Liang Wudong di 62 anni, morto dopo essere stato contagiato mentre lavorava nell’Hubei Xinhua Hospital di Wuhan, epicentro dell’epidemia.

Mentre un secondo medico, il dottor Jiang Jijun, 51 anni ed esperto di malattie infettive, è deceduto in seguito ad un infarto mentre si recava in clinica. Secondo uno dei suoi colleghi, il medico era sovraffaticato per le costanti ore di lavoro di questi giorni a causa dell’epidemia del coronavirus.

La Francia vuole “circoscrivere” il contagio dopo l’ufficializzazione dell’esistenza di 3 casi di coronavirus su viaggiatori rientrati di recente dalla Cina, in particolare dalla zona dell’epidemia. I casi, i primi 3 verificati in Europa, riguardano un paziente di 48 anni ricoverato a Bordeaux, nel sud-ovest, e altri due a Parigi, tutti e 3 in isolamento in ospedale. I due pazienti di Parigi sono “parenti stretti”, hanno precisato le autorità sanitarie: “bisogna trattare un’epidemia come si tratta un incendio – ha detto ieri sera la ministra della Salute Agnes Buzyn – bisogna immediatamente individuare la fonte e circoscriverla al più presto possibile”. La Buzyn ha aggiunto che il periodo di incubazione è stato probabilmente “attorno ai 7 giorni, fra due e 12”. “Tutte le persone che sono state in contatto stretto con questi pazienti – ha spiegato il ministero – saranno individuate. Riceveranno consegne specifiche per evitare ogni contatto, allo scopo di limitare la propagazione del virus”.

Sono quattro i casi di contagio accertati in Australia: uno a Melbourne e tre nel Nuovo Galles del Sud, riferisce il Guardian online. Tutti e quattro i pazienti sono stati di recente in Cina e tre di loro, di 43, 45 e 53 anni, sono arrivati direttamente da Wuhan, epicentro dell’epidemia. Ci sono tre casi confermati in Malaysia e tre in Giappone, mentre nel Regno Unito le autorità sanitarie stanno cercando di rintracciare 2mila persone che di recente hanno viaggiato a Wuhan, focolaio dell’epidemia del coronavirus, per essere sottoposti a controlli. Al momento, 14 persone sono risultate negative al contagio.




Vox

2 pensieri su “Coronavirus, militare isrealiano: “Fuggito da laboratorio di armi biologiche”. Migliaia di morti?”

  1. Posto le parole sublimi del Duce:”Neve e freddo vanno benissimo, così muoiono le mezze cartucce e si migliora questa mediocre razza italiana. Una delle principali ragioni per cui ho voluto il rimboschimento del’Appennino è stata per rendere più fredda e nevosa l’Italia”.

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