Le coop stanno con Bonaccini e sponsorizzano le manifestazioni anti-Salvini

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L’Alleanza cooperative italiane della Regione rossa si è schierata con il governatore uscente. Un universo che muove miliardi e nei cui organigrammi il Pd la fa da padrone. Dalle multiutility alle costruzioni, dall’informazione fino a Eataly. Qui tutto si tiene.

La piazza delle Sardine domenica chi l’ha preparata? Chi si è fatto carico dei costi?,dispendiosissimi maxischermi per concerto da stadio, moltissimi tecnici addetti al server e professionisti predisposti per la sicurezza e, dulcis in fundo, elicotteri per il controllo e le inquadrature dall’alto. Insomma, chi c’è realmente dietro? Si è chiesto Fusaro.

Intanto possiamo dire chi ha finanziato il parcheggio dei manifestanti.

Tutto per facilitare la partecipazione delle ‘sardine’ nella manifestazione anti-Salvini

Per la manifestazione che si è tenuta a Bologna, i banchi di ‘sardine’ accorsi al concertone organizzato da Bimbo Santori, hanno potuto usufruire di parcheggio gratuito:

Domani le Sardine in Piazza VIII Agosto: sul palco anche tanti artisti

Posted by BolognaToday on Saturday, January 18, 2020

Curioso. Siamo andati a vedere. Il parcheggio è gestito dalla solita cooperativa. E ha avuto in gestione lo spazio pubblico dal Comune di Bologna attraverso questa entità creata dal Comune di Bologna e finanziata dalla Regione Emilia Romagna, entrambi, al momento, guidati dal PD:

Cos’è Incredibol

Insomma, una coop che collabora con il Comune di Bologna e un’entità finanziata dalla Regione Emilia Romagna ha collaborato con la manifestazione delle ‘sardine’.

Diteci ancora che sono ‘spontanei’.

Che le Coop stiano dalla parte di Bonaccini e del PD, e che quindi facilitino le manifestazioni delle Sardine, non sorprende. Il sistema para-mafioso che foraggia il sistema è noto. Gli intrecci tra il Partito Stato della regione e il sistema cooperativo sono al limite del voto di scambio.

I dati parlano chiaro:

Ospitiamo 91.424 immigrati in hotel: per la prima volta non calano, boom in Emilia Romagna

E ora si capisce perché.

Anche il Comune di Bologna, ad esempio, non interromperà l’accoglienza dei finti profughi sul territorio. Come noto il nuovo governo ha dato l’ok per una proroga di 6 mesi – dal 1 gennaio al 30 giugno 2020 – dei servizi ex Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) oggi Siproimi: in pratica, i richiedenti asilo e i titolari di protezione umanitaria (finti profughi che il Pd aveva trasformato in profughi per foraggiare le coop, come Oseghale) che, a seguito dei decreti Sicurezza voluti da Salvini, sarebbero dovuti uscire dagli hotel per profughi.
Questo, ovviamente, avrebbe messo in ulteriore crisi il business delle coop vicine al PD. E proprio ora che in Emilia Romagna servono i voti per non perdere la Regione. E allora, ecco la marchetta.

Per altri 6 mesi potranno rimanere nelle strutture a spese degli italiani, in attesa che l’attuale governo decida cosa fare: in pratica, vogliono prorogare il loro gozzoviglio in eterno. Alle spalle degli italiani per sempre: stiamo parlando di nigeriani, pakistani e bengalesi.

Conti alla mano, a Bologna l’ok della Lamorgese ha evitato che 437 richiedenti asilo (clandestini nel 95% dei casi) e 256 finti profughi con permesso umanitario dovessero lasciare l’accoglienza gestita dalle coop vicine alla sinistra. Voi capite che già alla canna del gas per il crollo dovuto ai porti chiusi, sarebbero morte. Non potevano permetterlo alla vigilia del voto.

E’ voto di scambio. Così lo chiamerebbero in Sicilia. In Emilia Romagna il PD la chiama ‘accoglienza’.

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