“Giusto oscurare CasaPound”: Facebook insiste

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“Penso ancora che la nostra decisione sia giusta, ma ci atterremo alle decisioni dell’autorità” italiane. Così Nick Clegg, vicepresidente di Facebook nonché ex vicepremier britannico nel governo di David Cameron, ha commentato il caso della vergognosa censura attuata dal social network nei confronti di CasaPound. Durante un convegno organizzato dall’università Luiss di Roma, Clegg ha definito “l’oscuramento di CasaPound” una decisione “estrema” ma “legittima”. Un modo decisamente arrogante per ribadire che il colosso social si permette di sancire ciò che è lecito e ciò che non lo è, in barba alla legge italiana.

Il vicepresidente della multinazionale americana ha infatti definito “un caso interessante”, come se fosse un esperimento sociale da cui prendere spunto, il bavaglio imposto al movimento della tartaruga frecciata. “Dicono sempre che Fb non prende decisioni per arginare questi fenomeni ma una volta che abbiamo preso una decisione, estrema, siamo stati criticati perché essa si è basata anche su quello che l’organizzazione promuove fuori dalla piattaforma”, ha detto Clegg.

Al di là della bizzarra spiegazione di questo appassionato di vicepresidenze, c’è da mettere in evidenza il modo utilizzato dalle multinazionali per controllare la politica: li assumono dopo. E’ così che pagano il conto.

Così è tutto legale. Come ad esempio le conferenze milionarie di ex presidenti americani in Arabia Saudita ma anche di attuali ex premier italiani.




4 pensieri su ““Giusto oscurare CasaPound”: Facebook insiste”

  1. Di Prodi ho perso un po’ le tracce da quando prende la stecca dai cinesi, però di qualche anno fa mi ricordo bene il giro di Yen di IRI-Italtel-Goldman-Siemens.
    In questo caso, assunto prima di entrare ufficialmente in politica, già nel 90 era consulente Goldman e solo dopo presidente IRI (con steccona in Yen per il passaggio di Italtel a Siemens) e solo dopo ancora presidente del consiglio con tutte le magagne della quotazione lira/euro. E qui mi fermo perchè altrimenti diventa lunga.
    Ed in effetti, se lo si guarda bene in viso sembrano chiappe orizzontali.

  2. Che un simile personaggio sia stato vicepresidente del governo conservatore di Cameron la dice lunga sullo stato della ‘destra’ nel mondo occidentale. Anche Johnson, sul quale possiamo riporre qualche speranze, ha parlato apertamente di ‘lotta al razzismo’. Il problema non è la lotta al razzismo a senso unico, ma se vogliamo dare importanza alle radici dell’occidente che sono composte da popoli bianchi. Se non vogliamo, o meglio, se non vogliono, lo dicano, perché 500 milioni di europei in rapido declino demografico, non resisteranno alla pressione di 4 miliardi di africani nei prossimi 40 anni. Faccio questa facile profezia. Quindi apriamo il dibattito, parliamone. Se ci dicono che hanno già deciso almeno il popolo potrà disporre del voto, se ancora vale qualcosa, per confermare o meno questa scelta criminale.

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