Coronavirus Cina: è emergenza grazie al mondo senza frontiere

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Mentre i Paesi vicini cominciano ad alzare le barriere contro il nuovo coronavirus che si sta rapidamente diffondendo nella Cina meridionale, a Pechino si lanciano avvertimenti chiari: gli errori di sottovalutazione, le reticenze che caratterizzarono anni fa la risposta all’epidemia di SARS e che peggiorarono la situazione non si devono ripetere.Al momento siamo ancora molto lontani dai danni creati dalla SARS. In tutto sono stati rilevati 220 contagi, con quattro decessi. L’epicentro è la città di Wuhan, ma ci sono stati contagi anche in Guangdong, Pechino e Shanghai. A Guangdong è stata inviata una squadra di ricercatori guidata dal professor Zhong Nanshan, che fu a capo della task force per combattere la SARS 17 anni fa. Ieri proprio questo esperto ha confermato che è stato rilevato anche il contagio da umano a umano del virus, il che lo rende particolarmente pericoloso.A Ginevra è in calendario una riunione d’emergenza dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) proprio per valutare il rischio presentato dal contagio e se segnalarlo come minaccia sanitaria globale.Un allarme che è aggravato dal periodo. I festeggiamenti per il capodanno lunare sono l’occasione per i cinesi di viaggiare e questi movimenti rischiano di accelerare il tasso di diffusione del virus.

Le autorità sanitarie nazionali cinesi hanno confermato la presenza di 77 nuovi casi di pazienti affetti dal coronavirus che ha innescato un’epidemia di polmonite virale. Lo riferisce la Commissione Nazionale per la Sanità, in un comunicato diffuso ai media cinesi riferito ai dati di ieri. Oltre ai 77 casi accertati – 72 nella provincia dello Hubei, dove si trova Wuhan, la città da cui si è diffuso il virus, più due a Shanghai e tre a Pechino – ci sono anche nuovi 27 casi sospetti, in nove province del Paese. In totale, sono 291 i casi confermati in Cina di polmonite virale da coronavirus, mentre su altre 54 persone sono in corso accertamenti medici. Attualmente sono stati rintracciati 1.739 contatti stretti, conclude la nota, 817 dimessi dopo accertamenti altri 922 ancora sottoposti ai test medici.

In realtà:

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“Il Virus ha scelto il momento peggiore per saltare fuori: il 25 gennaio e’ il Capodanno Cinese, che corrisponde all’unico lungo periodo di ferie per i cinesi e viene sfruttato solitamente per viaggiare, anche all’estero”. Lo scrive il virologo Roberto Burioni sulla sua pagina we MedicalFacts a proposito del Virus cinese. “Per cui – prosegue – siccome da Wuhan arrivano in Italia tre voli a settimana, io consiglierei al Ministro della Salute una grandissima attenzione agli aeroporti”.

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“Le bugie in questo campo – sottolinea Burioni – hanno le gambe cortissime e i Virus al contrario corrono molto velocemente, e i primi casi tra i sanitari e in altre nazioni (il Virus e’ partito da un mercato di animali di Wuhan, una citta’ cinese), si sono gia’ verificati, smentendo i numeri e la visione troppo ottimistica delle autorita’ cinesi”. Ancora, spiega il virologo, “il nuovo Virus, del quale abbiamo e’ diventato in grado di trasmettersi da uomo a uomo. E’ quindi accaduto quello che noi virologi chiamiamo “spillover”, ovvero “tracimazione”. Un Virus e’ passato da un animale a un uomo e si e’ adattato all’uomo: ora e’ a tutti gli effetti un Virus umano. Un nuovo Virus umano”.

Il medico sottolinea che “la situazione e’ molto confusa. Nella migliore tradizione le autorita’ cinesi, che a fine 2002 ritardarono in maniera inaccettabile la diffusione di notizie sulla SARS, non consentendo una pronta risposta internazionale contro questa malattia, si sono comportate in maniera non molto diversa. Per tre settimane hanno sostenuto che la trasmissione da uomo a uomo non avveniva e hanno tenuto fermo a 59 casi il conto dei malati. Quando poi gli studiosi dell’Imperial College hanno messo nero su bianco quello che tutti gli esperti pensavano – aggiunge ancora Burioni – ovvero che il numero di casi era immensamente piu’ alto (gli inglesi li hanno stimati in 1.700, ma secondo me sono di piu’), anche i cinesi hanno dovuto calare la maschera, ma tenendosi sempre molto, troppo bassi”.




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