Sostenitrice Borgonzoni: “pestata a sangue da ‘sardine’ perché leghista”

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AGGIORNAMENTO/5 22:21 : La presunta vittima insiste sulla veridicità della sua accusa. Ma senza i documenti richiesti non possiamo che sciogliere le riserve iniziali e definirla, fino a presentazione di quanto richiesto (se esistente), una denuncia probabilmente montata ad arte.

AGGIORNAMENTO/4 19:57 : Il profilo è di nuovo raggiungibile:

Perché non pubblicare il referto con i dati sensibili oscurati? Lo abbiamo chiesto ad A.B. che, a questo punto, rischia una denuncia.

AGGIORNAMENTO/3 18:01 : Il profilo facebook da cui è partita la denuncia risulta ora irraggiungibile. Risulta invece attivo il profilo su VK: https://vk.com/wall540144446_6702

Poco prima, la presunta vittima aveva spiegato:

Come scritto appena pubblicato l’articolo, abbiamo fin da subito chiesto un referto originale, che poi avremmo pubblicato senza dati sensibili. Inutilmente.

A questo punto risulta altamente improbabile che l’aggressione sia oggettivamente avvenuta come denunciato dalla ragazzina.

AGGIORNAMENTO/2 15:37 : Alla richiesta di documentazione, essenzialmente il foglio di dimissioni dall’ospedale intero, con data e nome (che conosciamo) che non avremmo comunque pubblicato, ci è stato negato. Quanto alla denuncia a carabinieri o polizia ci è stato confermato dagli interessati che non esiste ma che potrebbe essere fatta nei prossimi giorni.

Una reazione, ovviamente, comprensibile da parte della vittima. Ma che ci impedisce di presentare la vicenda come verità oggettiva.

A questo punto, in mancanza di dati oggettivi, è infatti impossibile confermare la veridicità di quanto accaduto. Che rimane quindi da noi riportato come semplice denuncia di A.B.

AGGIORNAMENTO 14:43 : Al momento non risultano denunce presentate. La ragazza ha pubblicato come prova dell’aggressione questo documento di dimissioni dall’ospedale locale:

Come scritto in precedenza, non è quindi possibile determinare in modo oggettivo la veridicità della denuncia. Che, per il momento, continuiamo ad indicare come tale.

Anzi, ‘fascioleghista’, secondo i presunti aggressori.

La sua testimonianza sui social, al momento, precisiamolo, senza riscontri oggettivi:

Non so nemmeno se dovrei scriverne di ciò che mi è accaduto ieri a Brescia, ma lo farò solo per informarvi e per invitarvi a stare attenti perché in giro c’è veramente della gente malata. Ieri pomeriggio mi trovavo nei pressi dell’Esse lunga di via Milano con un paio di amici della Lega Giovani. Stavamo parlando tra di noi e io come al solito portavo il mio baschetto amaranto con la spilla degli arditi. Spilletta che evidentemente non è passata inosservata a due individui vestiti come straccioni e la testa piena di rasta. Si sono messi a qualche metro da noi a fumare e ho subito notato che armeggiavano coi telefonini, scattavano foto. Giovanni, il mio amico, mi aveva informata che uno di quelli lo conosceva, che era uno sfattone che fino a qualche tempo fa abitava in un appartamento in affitto nella sua via prima di essere sfrattato perché faceva sempre casini. Il tipo secondo Giovanni frequentava anche un centro sociale che era lì a qualche centinaio di metri da noi in Via Industriale. Non erano passati nemmeno dieci minuti, noi ragazzi parlavamo tra di noi compiacendoci dei successi ottenuti dalla Borgonzoni in Emilia quando abbiamo visto arrivare altri quattro brutti ceffi che camminavano dritti verso di noi con i cappucci delle felpe tirati sulla testa. Questi ci arrivano vicino e nel contempo si avvicinarono anche i due rastoni che avevamo notato prima accerchiandoci. Un tipo viene dritto da me ad un palmo dal muso e mi dice:

“ehi tu sei la stronzetta fascista di Facebook vero? Ti abbiamo riconosciuta fascistella! Pensavi di passare inosservata in questa zona? Qui ci lasci la pelle merdosa puttana fascioleghista!”

Ricordo il suo alito fetido che sapeva di acido e birra, io resto comunque ferma davanti a lui, immobile, non voglio avere paura, mi limito a guardarlo in faccia senza abbassare mai lo sguardo. Così mi accorgo che il tipo tira fuori le mani dalle tasche del parka che indossava, le alza entrambe verso la testa per aggiustarsi il cappuccio della felpa che tira appena più in giù sul volto per non farsi guardare negli occhi e il figlio di puttana parte con una gomitata che mi becca dritta in faccia in piena fronte e sull’occhio sinistro. Io cado all’indietro stordita, la vista mi si offusca, e vedo che gli altri sodali del bastardo aggrediscono Giovanni e Pietro che cercano di difendersi meglio che possono. Pietro per fortuna fa arti marziali, non è uno che parla tanto, fa MMA, non è particolarmente grosso, ma è un vero fascio di nervi. Devo ringraziare lui se sono viva perché deve avergli fatto davvero male a quei bastardi senza onore. La colluttazione è durata forse un minuto, non di più, eppure in un solo minuto, le mani di Pietro, le sue scarpe e le facce di tre di quegli aggressori erano ricoperti di sangue. C’era sangue anche sui miei vestiti, schizzi che mi avevano raggiunta e io mi auguro solo che nessuno di quei figli di puttana drogati avesse l’AIDS.
Me lo auguro più che altro per Pietro perché nel pestarli si è ferito le mani. Nel frattempo erano accorse anche alcune persone sul luogo dell’aggressione che avevano visto il tutto è urlavano parole di rabbia contro quei disgraziati. Chi in dialetto è chi in italiano credetemi ha avuto modo di sfogarsi e così le zecche rosse, vedendo che la situazione peggiorava sempre più a loro sfavore sono fuggiti via, su una macchina che li aspettava poco più avanti e che è partita sgommando. Qualcuno dei presenti però pare sia riuscito a prendere almeno parzialmente il numero di targa.
Una signora imbestialita mi ha aiutata a rialzarmi e nel frattempo è arrivata anche una pattuglia dei carabinieri e di lì a pochissimo anche l’autoambulanza. Mi hanno medicata e portata agli spedali civili per maggiori accertamenti. Un carabiniere, è stato particolarmente gentile, mi ha tenuto la mano per qualche minuto era anche un gran figo di origine sarda. Dal nervoso che avevo e per mera reazione a quella violenza ho pianto e credo di avergli bagnato anche la sua bella divisa che profumava di buono e pulito. Ho pianto perché mi hanno colpita vigliaccamente e non ho potuto né reagire, né essere utile ai miei amici aiutandoli a difendersi.
Ecco il mio sabato pomeriggio in centro a Brescia, ecco fin dove può arrivare l’odio antifascista in un momento storico dove sui social viene etichettato come fascista tutto ciò che è diverso come pensiero. Un odio di cui dubito parleranno i giornali, nemmeno quelli locali tutti conformati alla sinistra. Odio che può arrivare a colpire chiunque nelle nostre città, giovane o anziano che sia. Odio che colpisce chiunque venga considerato fascioleghista da questi disgraziati rincoglioniti dalle ideologie dell’ANPI, della CGIL, del PD e che fermentano trasformandosi poi in veri e propri atti criminali che partono dai centri sociali. Disgraziati che vengono mobilitati nelle piazze di mezza Italia per fargli cantare bella ciao e fargli credere che devono rappresentare i nuovi eroi di una farsa di resistenza dove possono sentirsi autorizzati ad ogni forma di violenza verso persone civili che semplicemente hanno un pensiero diverso dal loro.

E non vi dico come hanno reagito i miei quando giunti in ospedale si sono visti una giovane figlia appena quindicenne rovinata in quel modo.

Ora però basta scrivere perché mi gira un po’ la testa. Non ho traumi importanti, ma la botta che ho preso mi ha un po’ stordita. Prometto di riprendermi presto.

Ciao cari amici. Vi voglio bene!

Non essendoci riferimenti sui media, cosa comunque non sorprendente vista la censura mediatica in atto, non possiamo confermare la notizia e rimaniamo in attesa di conferme. Ma riportiamo al momento la denuncia.

La ragazzina, che dovrebbe rispondere al nome di A.B. (nome che Vox conosce ma protegge su richiesta della famiglia), è nota sui social come IoSonoItalia o Italia Moli, la risposta sovranista ai gretini:




3 pensieri su “Sostenitrice Borgonzoni: “pestata a sangue da ‘sardine’ perché leghista””

  1. Bastardi filopartigiani vigliacchi, merde figli di merde nipoti di assassini, spero vi facciano una purga punitiva che respirate da una cannuccia ridotti a vegetali finché le piaghe non vi consumano!!!!Centri sociali schifosi!!

  2. Cara ragazza, ti auguro di guarire presto e spero non ti restino segni, ma spero ancora di più che tuo padre noleggi un tir e lo schianti dentro a quel centro sociale di merda mentre sono tutti dentro a farsi le canne!!!!

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