Assalto islamico alla frontiera di Trieste: governo non li ferma, è allarme – VIDEO

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Nuovo rintraccio di clandestini a Basovizza, Friuli. Oltre 50 clandestini intercettati dopo il passaggio del confine questa mattina intorno alle 10.

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Gran parte di questi invasori sono stati portati nel centro di accoglienza di Casa Malala, a Fernetti, in attesa di formalizzare l’istanza di protezione internazionale. Perché questi pakistani, dopo avere attraversato decine di paesi prima di arrivare in Italia, chiedono asilo qui. E il solo fatto di chiederlo li trasforma in ‘richiedenti asilo’ da clandestini. Pakistani!

I dati sull’immigrazione forniti da questore di Trieste, Petronzi, nel consuntivo di fine 2019 aveva registrato un 50 percento in più di rintracci sul territorio nel 2019: circa 4mila persone alle quali se ne sono aggiunti altre 1300 che si sono presentate spontaneamente negli uffici della questura per la richiesta di asilo.

“Ancora rintracci consistenti, malgrado la stagione invernale: non abbiamo alcun stupore, tutto come previsto!” Così esordisce il SAP, alla notizia dell’ennesimo rintraccio di immigrati clandestini che hanno oltrepassato il confine. Il Sindacato lamenta le carenze di organico per la Polizia di Frontiera, così come l’usura dei mezzi e l’inadeguatezza degli stessi.

“La “specialità” di Polizia di Frontiera, patisce già per il lavoro ordinario una gravissima carenza di organico rispetto a quello previsto, messa ancor più in evidenza dal fenomeno dell’immigrazione clandestina e dall’aumento esponenziale di rintracci rispetto gli anni precedenti. Proprio durante l’incontro con il Prefetto di Trieste, è stato evidenziato dal Segretario Provinciale Lorenzo TAMARO che le richieste più volte avanzate dal SAP nelle sedi istituzionali, non ha ancora trovato delle risposte adeguate che soddisfino le esigenze degli operatori di Polizia”.

“Servono uffici più adatti ad accogliere numeri così elevati di persone, ma anche automezzi più sicuri e nuovi per il trasporto delle persone ed il pattugliamento di strade anche sterrate: la stagione primaverile, quella che porterà fisiologicamente un aumento degli “arrivi” è ormai prossima. Stiamo effettuando inoltre questi servizi con automezzi resi inadeguati dall’usura e dall’elevato chilometraggio: molti dei nostri mezzi hanno 230 mila km e spesso si verificano inevitabili rotture meccaniche ed i malfunzionamenti anche di piccole dotazioni quali luci interne, così importanti in zone buie e nelle ore notturne durante i controlli. Non disponiamo di furgoni attrezzati con vetri separatori tra il personale e le persone rintracciate, per il loro trasporto negli uffici di Frontiera per le pratiche di identificazione e trattazione degli atti”.

“Giudichiamo molto positivo lo stanziamento deliberato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, di un milione e cinquecentomila euro per la costruzione del nuovo Ufficio Immigrazione. Un’opera che consideriamo indispensabile, attesa a lungo e che auspichiamo possa essere realizzata nel più breve tempo possibile: speriamo si prenda in considerazione anche le esigenze logistiche che interessano la Polizia di Frontiera”.

E la Regione leghista tenta di fare le veci di un governo assente anche nei controlli:

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Crescono i flussi sulla rotta balcanica. Il sindacato di polizia: «Arriva una fiumana di clandestini nell’indifferenza del governo». La nuova carovana passa dalla Bosnia. Il questore: «In un anno ingressi saliti del 50%, solo a Trieste in 5mila».

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Questa mattina, intorno alle sei, la Polizia di frontiera e i militari dell’operazione Strade Sicure hanno rintracciato, già in Italia, un gruppo di 28 clandestini entrati in Italia attraverso la rotta balcanica. Gli stranieri, che arrivano da Afghanistan, Pakistan e Bangladesh, sono stati intercettati lungo strada nuova per Opicina, alle porte di Trieste.

“Continua imperterrita la fiumana di immigrati clandestini sul territorio nazionale dal versante nord orientale, oggi fermate 28 persone a pochi giorni dalla tragedia che ha portato ad una vittima sulla dorsale del monte Carso. Siamo a denunciare per l’ennesima volta la mancanza di una strategia per arginare l’affluenza migratoria della rotta balcanica”. Lo afferma il segretario generale provinciale FSP Polizia Alessio Edoardo.

“Purtroppo, nell’indifferenza del Governo, il personale della Polizia di Frontiera deve affrontare una mole di lavoro pesantissima con un organico ridotto ai minimi termini da politiche ministeriali che non prendono in dovuta considerazione la situazione del confine orientale trattandola come secondaria ma , che con i numeri in possesso, sembra essere una vera e propria emergenza quasi pari alla rotta mediterranea. Infatti, nel silenzio dei boschi, ogni giorno scendono in città decine di migranti mettendo in crisi il sistema sicurezza”.

“Questa O.S. chiede più responsabilità al Governo per un impegno nel rafforzare il personale della PS sul territorio, senza utilizzare le solite ed inutili attività di tampone per mezzo di aggregazioni temporanee, ci auguriamo una presa di posizione seria e costruttiva, che porti ad un immediato aumento del personale permanente, il quale, possa attuare una attività di vigilanza del territorio superiore alle due unità attuali, oltre si c’è il bisogno di attivare protocolli sanitari per il controllo dei migranti rintracciati e del personale di Polizia operante il quale e a stretto contatto con i rintracciati per tutto il tempo delle operazioni di identificazione”.

Conclude il poliziotto: ”Solo in questa maniera si potrà avere un servizio costante di vigilanza del territorio senza andare a pesare sul poco personale ormai stremato dai servizi.”

La verità è un’altra: invece di usare i nostri militari per difendere le nostre frontiere, li usiamo per difendere la frontiere altrui. Duemila soldati schierati al confine orientale sarebbero sufficienti a renderlo impermeabile con l’ausilio delle più moderne tecnologia.

Quasi ottomila clandestini hanno violato la frontiera orientale nel 2019. L’anno si chiude con un forte aumento di arrivi in Friuli Venezia Giulia, la maggior parte nell’area triestina.

Nel giorno di San Silvestro un gruppo di nepalesi (nepalesi!) è stato trovato a Bagnoli della Rosandra.

A tirare le somme è la Polizia di Frontiera, che parla di 3500 rintracci nell’area giuliano-isontina, a cui vanno aggiunti coloro che si presentano spontaneamente in questura. Il conteggio finale di quasi ottomila ingressi lo fa il prefetto di Trieste Valerio Valenti, ma per dati più precisi bisogna attendere i prossimi giorni. Quasi tutti chiedono la protezione internazionale e hanno diritto a rimanere in italia.

Ma, ciononostante, sono in calo le presenze di richiedenti asilo in Friuli Venezia Giulia; il merito è del crollo degli sbarchi nel periodo Salvini.

Difficile un raffronto col 2018 per ragioni statistiche, ma l’incremento almeno per i rintracci della Polizia di frontiera è stato di circa il 75%: 3500 contro i 2000 del 2018. Numeri che in passato però erano stati ancora più impegnativi. Nel solo tarvisiano ci furono 6000 rintracci nel 2016. Due le novità dell’anno: l’introduzione delle pattuglie miste, otto a settimana, e il fenomeno degli inseguimenti transfrontalieri, quattro in totale. In un caso un furgone guidato da un passeur è arrivato fino a Visco e la polizia è arrivata a esplodere colpi d’arma da fuoco. I denunciati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sono stati 63.

A Trieste sono giunti per lo più cittadini pachistani (“circa il 60% del totale”) afghani, iracheni, siriani e bengalesi. Per quanto riguarda le espulsioni, ha precisato Petronzi, sono stati 210 gli stranieri irregolari espulsi dal territorio nazionale, “una decina in più rispetto al 2018”.

Gettano i documenti nel bosco per non essere identificati ed obbligare l’Italia ad accoglierli. Che i clandestini in arrivo in Italia dalla rotta balcanica fossero già inquadrati in sistemi d’accoglienza di Croazia, Bosnia o Grecia e poi disfacessero della documentazione oltre dei vestiti comprovanti il lungo viaggio, era cosa nota: lo fanno per non essere rimandati indietro.

Il Tg di Telequattro, rete friulana, lo ha dimostrato: sono infatti stati trovati due tessere di riconoscimento accanto a vestiti e sacchi a pelo abbandonati sul Carso.

Più precisamente, il primo è un tesserino che viene rilasciato dalla Croazia ai richiedenti asilo, con tanto di numero di serie, data e luogo di nascita mentre il secondo è un documento identificativo del Temporary Reception Centre (TRC Bira), assegnato a quanti entrano nel sistema di accoglienza dei rifugiati della Bosnia, nel sito creato su indicazione dell’agenzia della Nazioni Unite sotto l’egida dell’Iom, l’organizzazione internazionale delle migrazioni. Quella che rifornisce i ‘migranti’ anche di carta prepagata: siamo certi che questa non l’hanno gettata.

Qualora i migranti venissero trovati in possesso di documenti del genere, scatterebbe l’immediato rimpatrio nei due Paesi che li hanno presi in carico per primi. Diversamente i due possono far valere il suolo italiano come primo punito per entrare nel sistema. Cosa ridicola, visto che non sono uccelli migratori.

Ciò viene rimarcato dal fatto di aver utilizzato vestiti completamente puliti, da quanto filtrerebbe da fonti investigative, recapitati ad hoc dai passeur quando vengono portati a destinazione, nonché dall’accortezza di eliminare zaini, sacchi a pelo e eventuali titoli comprovanti il passaggio dai Balcani, come scontrini, ricette e blister di medicinali in quanto scritti nella lingua dove sono stati fatti gli acquisti

Tutti vogliamo andare in Italia”, col Pd al governo è la meta più ambita dei clandestini:

Parliamo di migliaia di clandestini islamici che sono ormai da anni in marcia verso l’Italia. E che in Italia entrano. Armati.

Più di 20mila sono ammassati sul confine bosniaco-croato per cercare di entrare e poi dilagare verso l’Italia e il resto dell’Europa occidentale.

Altre migliaia sono in attesa di essere trasferiti dalle isole greche alla Grecia continentale per poi mettersi in marcia.

E come riportava mesi fa il più grande quotidiano austriaco, Kronen Zeitung, citando dati e informazioni del governo austriaco, sono armati. Erano stimati in ventimila un anno fa, oggi sono almeno 25mila. E molti sono già passati.

Clandestini che, come un esercito nemico, si sono ammassati ai confini Ue della Bosnia.

Secondo il rapporto, il 95 percento dei clandestini che da anni è li ammassato è giovane e maschio, molti di questi immigrati – se non tutti – sono armati di coltelli. La maggior parte arriva dal Pakistan, dall’Iran, dall’Algeria e dal Marocco.

Sono questi:

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Solo quest’anno ne sono entrati, in Italia, quasi seimila. E mentre la Francia ci rimanda indietro quelli che becca in territorio francese, noi non facciamo lo stesso con la Slovenia.

E sapete come arrivano? Pagati anche da voi.

Secondo la polizia croata, ai clandestini che attraversano i Balcani, vengono distribuite carte di credito prepagate: “I migranti illegali che rispediamo a casa, nel giro di pochi giorni si ripresentano per provare e rientrare in Croazia. La maggior parte di loro è ben equipaggiata, con scarpe e vestiti nuovi, smartphone sofisticati e di ultima generazione, persino armi. E tutti hanno in dotazione una Mastercard senza nome ma con la dicitura Unhcr e un numero stampigliato. Quello che non ci spieghiamo è da quale conto ritirino i soldi dagli sportelli automatici”.

In realtà la spiegazione è molto semplice. Lo ha spiegato Tara Nathan, vice-presidente esecutivo di Mastercard in un’intervista.

Mastercard in accordo con Mercy Corps, organizzazione ‘umanitaria’ con sede negli Usa che, spiega la vice-presidente di Mastercard, “ha permesso la distribuzione di carte prepagate ai rifugiati in tutta la Grecia e in Serbia“ nel “primo programma della regione a sfruttare un sistema di pagamento senza contanti per coloro che cercano sicurezza in Europa. Il modello – osserva Nathan – consente ai rifugiati di acquistare beni in modo più efficiente senza spendere troppo”.

E al finanziamento di questa distribuzione di carte di credito partecipa anche l’Unione Europea: soldi vostri. Soldi che i clandestini usano per venire a casa vostra, armati.

Magari anche per muoversi nell’ombra, visto che sono anonime.




3 pensieri su “Assalto islamico alla frontiera di Trieste: governo non li ferma, è allarme – VIDEO”

  1. LA SOLUZIONE DEL PROBLEMA ITALIANO E’ SEMPLICE. CAMBIARE GOVERNO E USCIRE DALL’EUROPA, DIVENTARE UNO STATO NEUTRALE COME LA SVIZZERA . ALLORA : IL GOVERNO ATTUALE NON SI SCHIODA, KIMPEDISCE LIBERE ELEZIONI . BISOGNA AVERE TANTO CORAGGIO E SACRIFICARSI PER L’ITALIA, I RISCHI SONO GRANDI,,, BISOGNA ORGANIZZARE CON I GENERALI ALLEATI L’ASSALTO AI PALAZZI , ROVESCIARE IL GOVERNO INCLUSO IL COMUNISTA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA , ARRESTARE TUTTI PER CRIMINI CONTRO LA NAZIONE E INSTAURARE UN NUOVO GOVERNO CON LIBERE ELEZIONI . USCIRE DALL’EURO,,, CAMBIARE LA COSTITUZIONE VECCHIA DI 100 ANNI,,, CACCIARE TUTTI I CLANDESTINI NON AVENTI DIRITTO AD OCCUPARE L’ITALICO SUOLO . RIFORMARE TUTTE LE LEGGI,,, RIDARE ONORE E DIGNITA’ ALLE NOSTRE FORZE DELL’ORDINE ,,, RIDARE PRESTIGIO AL MADE IN ITALY E BOICOTTARE TUTTI I PRODOTTI TEDESCHI E FRANCESI . E QUESTO E’ SOLO IL 10 % DI QUELLO CHE BISOGNA FARE, AGGIUNGO CHE BISOGNA DICHIARARE FUORILEGGE LE SARDINE ED IL PD-M5S, METTERE SOTTO PROCESSO I SUOI ESPONENTI E CONDANNARLI TUTTI ALLA GALERA ESPROPRIANDO TUTTE LE LORO PROPRIETA’ COME RIMBORSO DANNI AGLI ITALIANI .

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