Consulta: 1.400 euro al giorno di stipendio per impedire agli italiani di votare

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La Consulta, bocciando il referendum sulla legge elettorale voluto dalla Lega, di fatto impedisce agli italiani di scegliere con quale formula legislativa eleggere i propri rappresentanti. Un atto eversivo camuffato da una decisione tecnica.

La Corte Costituzionale, infatti, ha dichiarato il quesito inammissibile perché, se fosse passato,non avrebbe prodotto una legge immediatamente applicabile.

La sinistra globalista e venduta controlla la Consulta da decenni. E la Consulta, ultima ridotta dell’Oligarchia, è un organo antidemocratico che nega la sovranità popolare alla radice.

“È una vergogna, è il vecchio sistema che si difende: Pd e 5stelle sono e restano attaccati alle poltrone. Ci dispiace che non si lasci decidere il popolo: così è il ritorno alla preistoria della peggiore politica italica”, ha commentato subito Matteo Salvini. Ancora più duro Calderoli che, in una nota, attacca: “Ieri il quotidiano la Repubblica scriveva ‘Cancellare Salvini’ e oggi con la decisione negativa della Consulta sul referendum sulla legge elettorale possiamo scrivere ‘cancelliamo il popolo’”. Secondo il vicepresidente del Senato “la decisione inaspettata della Corte Costituzionale pone fine alla possibilità che possano essere presentati futuri referendum abrogativi in materia elettorale e quindi, di fatto, pone la materia elettorale tra quelle che non possono essere sottoposte a referendum”, sebbene questo nella nostra Costituzione non ci sia scritto. Calderoli conclude con una previsione: “Questa decisione, insieme alla proposta della maggioranza di una legge elettorale proporzionale, il finto Germanicum, apre definitamente le porte al ritorno della prima Repubblica! Per cui ora facciamoci il segno della croce…”.

Molto duro anche il commento di Giorgia Meloni che giudica prevedibile tale esito “sia per l’aspetto politico non gradito alla sinistra e quindi sgradito alla maggioranza della Consulta, sia per la natura tecnica del quesito a nostro avviso corretto ma obiettivamente al limite del consentito”. Per il leader di Fratelli d’Italia “il centrodestra deve rilanciare subito con una proposta unitaria che dica no al tentativo dei rossi-gialli di farci tornare col proporzionale agli anni della Prima Repubblica quando, alla faccia dei cittadini, decidevano tutto i partiti che allora avevano almeno uomini, regole e strutture oggi assenti”.

La decisione precedente:

Consulta dichiara incostituzionale legge anti-moschee della Lega: 15 toghe rosse islamizzano l’Italia

Non basterà prendersi il governo. Il prossimo Parlamento sovranista deve mettere in condizione di non nuocere la Consulta, una sorta di consiglio dei mullah di sinistra negli anni infarcito da presidenti della Repubblica abusivi di radical chic anti-italiani di centrosinistra. E’ una entità anti-democratica: in 15, e a maggioranza, decidono se una legge voluta dai cittadini è o meno ‘costituzionale’. Tanto vale avere il Re. Almeno è più divertente.

E sono dei parassiti.

La retribuzione annua netta che percepisce un giudice della Corte Costituzionale è pari a 427.416,99 euro mentre il Presidente – per il suo lavoro in più(?) – percepisce 512.900,44 euro compresa l’indennità di rappresentanza.
Per dare un ordine di grandezza: un giudice della corte costituzionale percepisce in un giorno, quanto un operaio percepisce in un mese, ovvero circa 1.400 euro: chi dei due partecipa di più alla creazione di ricchezza del paese?

Stipendi vergognosi per individui che non fanno praticamente nulla per il paese, se non vomitare sentenze dannose e di parte.

Ma non basta, al termine del loro “servizio”, che dura qualche anno, percepiscono una pensione e un’indennità di buonuscita che varia in relazione ai percorsi professionali di ciascun Giudice costituzionale e quindi alle differenti posizioni maturate nel corso della carriera.

I veri privilegi non sono in parlamento – anche se ce ne sono – sono nelle magistrature e nelle varie oligarchie burocratiche.

Ah, se per caso ve lo foste chiesto, sì, hanno anche l’auto blu. Infatti un’autovettura è assegnata a tutti i Giudici in virtù di un regolamento interno – si fanno i regolamenti “interni” per assegnarsi privilegi – ed in considerazione – scrive un portavoce della Consulta – della particolare posizione rivestita dagli ex membri della Corte, che continuano a far parte di commissioni, gruppi di lavoro, delegazioni per incontri istituzionali in Italia e all’estero. Ma quale posizione, quale “lavoro”…

La Corte Costituzionale è l’architrave dell’autoconservazione di questo sistema corrotto.

Il 26 gennaio vedremo se la forma pacifica è sufficiente a restituire l’ordine democratico alla Repubblica italiana.




Un pensiero su “Consulta: 1.400 euro al giorno di stipendio per impedire agli italiani di votare”

  1. va abrogato l art 138 della costituzione che e’ una muina napoletana, dopo aver fatto la procedura che oggi la stessa costituzione impone per modificarla….per autotutelarsi, l art 138 si cambia e si dice che la costituzione si cambia a maggioranza dei presenti votanti ovvero la meta’+1 se nn ci si riesce, con referendum popolare, fatto questo si abrogano tutte le leggi contro il popolo, contro la sua volonta’ a partire dal fatto, che secondo sta schifezza di costituzione , dovremmo mantenere milioni di parassiti a vita, che non si potrebbero respingere….. ma prima di tutti va abrogata la corte costituzionale con tutti i suoi privilegi istantaneamente

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