Abbiamo importato 100mila africani coi ‘ricongiungimenti familiari’

Condividi!

I ricongiungimenti familiari vanno aboliti. Si viene in Italia per lavorare, e ne bastano per questo poche centinaia l’anno per lavori particolari e con permessi temporanei. Quella in atto è invece un’immigrazione di ripopolamento. La stessa che ha ridotto la Francia ad una sorta di periferia nigeriana.

Ma la piaga dei ricongiungimenti familiari porta in Italia centinaia di migliaia di mantenuti in cerca del reddito di cittadinanza anche oltre l’Africa.

Il dato nazionale è ancora peggiore.

VERIFICA LA NOTIZIA
E’ un’immigrazione di parassiti, nel senso etimologico del termine: entità che non producono ma che drenano risorse dall’ospite. Che lavora per loro.

E’ questo che sta accadendo in Italia.

Nell’ultimo anno, infatti, i permessi di soggiorno rilasciati sono stati 239mila, e quasi tutti per ricongiungimento familiare o richiedenti asilo. Mentre solo 14mila sono stati i permessi di lavoro, il 40,5% dei quali era costituito da lavoratori stagionali mentre appena il 10,6% è dato da lavoratori altamente qualificati.

Questo significa che meno della metà dei 30mila posti messi a disposizione dal governo sono stati sfruttati. E che poco più del 5% degli immigrati viene in Italia a lavorare. Quindi: perché li facciamo entrare? A cosa diavolo servono?

In pratica: gli immigrati, in Italia, vengono a farsi mantenere, non a lavorare.

E questo è un processo che sta andando avanti da anni. Tanto che, ora, il rapporto costi-benefici dell’immigrazione in Italia e’ totalmente squilibrato sui costi.

Gli immigrati in Italia sono, ad oggi, oltre 5 milioni. Escluso il milione di irregolari, che non avendo il permesso di soggiorno, in quanto clandestini, non pagano i contributi.

Non che i regolari li paghino:

VERIFICA LA NOTIZIA

La maggior parte degli immigrati non lavora. E’ la componente formata dai familiari a carico.

Quindi per ragioni di eta’, o perche’ troppo giovani, o perche’ troppo anziani, che non lavorano, pesando pero’ sul nostro welfare. E’ l’errore di permettere gli ingressi per ricongiungimento familiare. In Francia, questa politica, ha completamente mutato il panorama etnico del Paese. Stiamo facendo lo stesso errore.

E poi, ovviamente, ci sono disoccupati o gente che risulta disoccupata e che lavora in nero. Di conseguenza, andando a vedere nel dettaglio, solo una parte minoritaria degli immigrati ha un posto di lavoro regolare e contribuisce veramente alla ricchezza del Paese.

Ta gli immigrati il tasso di occupazione è pari a 57,8%: significa che il 42,2% vive alle nostre spalle. Un dato incredibilmente alto per chi dovrebbe essere qui a ‘pagarci le pensioni’.

Come non ce la pagheranno gli oltre 100mila che, ancora, vivono in centri di accoglienza a spese nostre. Erano 200mila al tempo del PD.

Uno dei punti da riformare è quello dei ricongiungimenti: importiamo fancazzisti che vanno a creare un esercito di disadattati per future banlieus. Se proprio abbiamo bisogno di immigrati che lavorano – pochissimi – allora facciamo entrare solo quelli, non le nonne e i nipoti: perché altrimenti è immigrazione di ripopolamento. Di sostituzione etnica.




Un pensiero su “Abbiamo importato 100mila africani coi ‘ricongiungimenti familiari’”

  1. Porca Troia.. Ho lavorato 35anni in miniera. Per una pensione del cavolo. Mi sono ammalato respirando aria degli esplosivi..e questi vengono in Italia.. Prendono la pensione senza aver mai fatto un cazzo…. E poi si meravigliano se uno diventa razzista? Andate affanxulote italiani della minchia…cj vuole una bella rivoltazione in tutta l’Europa
    Mandarli tutti quanti affanculo

Lascia un commento