Circondato e pestato da nordafricani mentre torna a casa in treno: coltello alla gola per una sigaretta

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L’aggressione alla stazione di Pisa dopo il no per una cartina da sigarette. Il racconto: «Calci e pugni, poi mi hanno puntato un coltello alla gola. Erano immigrati, credo fossero nordafricani»

Lo hanno accerchiato e picchiato con calci e pugni nel sottopasso della stazione di Pisa, puntandogli pure un coltello alla gola. «La mia colpa? Aver detto di no alla richiesta di una cartina per sigaretta. È incredibile, potevo morire».

A raccontare la terribile aggressione è direttamente la vittima. Ventitré anni e assunto da due settimane nel negozio di Corso Italia della catena catalana Mango, Simone Cesarano stava tornando a casa dopo il turno di lavoro. «I ricordi sono un po’ confusi – spiega – e naturalmente appena dimesso dall’ospedale ho fatto denuncia alla polizia ferroviaria, cercando di ricostruire il tutto nel modo più dettagliato possibile. Ero uscito dal negozio verso le 20.30, ben sapendo che avrei perso il treno per Livorno delle 20.32. Il mio obiettivo era salire su quello delle 21.10, come poi ho fatto. Ma nel frattempo mi sono imbattuto in queste cinque persone nordafricane con uno di loro che mi ha detto: “Mi dai una cartina che devo farmi uno spinello?”. Io non ce l’avevo. Ho detto semplicemente di no, la verità, e mi sono ritrovato per terra, dopo essere stato picchiato con pugni e calci. E con un coltello puntato alla gola».

Le telecamere del sottopasso della stazione – secondo quanto sarebbe stato detto allo stesso Cesarano – purtroppo sarebbero guaste. Ma la speranza è che gli altri impianti di videosorveglianza, numerosi sulle banchine e nella piazza esterna allo stabile pisano, abbiano ripreso i cinque aggressori. Sempre insieme, anche nella fuga. L’identikit: carnagione scura (per questo il ventitreenne ipotizza che siano nordafricani) e fra i 25 e i 30 anni al massimo. La Polfer di Livorno, guidata dal dirigente Fabrizio Maestrini, si è già messa in contatto con i colleghi della città della Torre, guidati da Giovanni D’Allestro. «La cosa che mi fa più rabbia – racconta il ventitreenne – è che il tutto è accaduto nell’indifferenza generale dei viaggiatori. Solo dopo un po’ un ragazzo si è messo a urlare e questi cinque delinquenti sono fuggiti. Io ero terrorizzato, non ho neanche pensato di chiamare il 118 e il 113 e sono subito scappato sulla banchina per prendere il treno e alle 22.30 sono andato al pronto soccorso di Livorno. Lì per lì stavo bene, non sentivo neanche dolore. Ma era solo l’adrenalina, una mera illusione. Ora infatti mi fa male la testa», racconta mentre ha ancora in mano il foglio di dimissioni e la denuncia presentata alla polizia.

In ospedale Cesarano – molto conosciuto a Livorno, visto che è anche calciatore e ballerino di latino-americano – è rimasto fino alle 10.30 di ieri. Una Tac, alle 8, ha escluso per fortuna problemi più seri alla testa. Ma restano due importanti traumi all’occhio e alla tempia, entrambi dalla parte destra. Il referto è invece di sette giorni di prognosi. «Questo fine settimana resterò a casa, purtroppo non posso andare a lavorare – prosegue – ma siccome sono stato assunto da due settimane e lunedì forse starò meglio, in negozio vorrei tornare il prima possibile. Spero di non incontrare nuovamente quelle persone. Mi fa rabbia pensare al fatto che poteva capitare a chiunque. Se al mio posto ci fosse stata una ragazzina o un’anziana – conclude il commesso – cosa sarebbe successo? Sarebbero morte? È pericolosissimo. Ed è incredibile che tutto questo sia accaduto in un punto, nel sottopasso della stazione, dove ogni anno transitano milioni di persone»




Vox

4 pensieri su “Circondato e pestato da nordafricani mentre torna a casa in treno: coltello alla gola per una sigaretta”

    1. Mmmmmh!Già, tanto più che fosse successo a me avrei tirato fuori tanti epiteti razzisti da far sembrare quelli del k.k.k. delle educande, oltre a cercare il sangue del primo comunista pro-negri leccacorano che trovavo.

  1. non mi do pace, finché riuscirò a capire perché troppe telecamere nelle stazioni ferroviarie non funzionano . . . chi le controlla non si accorge del non funzionamento? quanto tempo passa fra la richiesta di intervento per la riparazione e la riparazione?? comincio a pensare male: a qualcuno interessa questa situazione . . . c’è collusione tra malavita ed i responsabili del tutto???? non cè da meravigliarsi . . . è alta la collusione . . .

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