Sono finiti i profughi, niente torneo di calcetto: “Tutta colpa di Salvini”

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Fischio finale per ‘Mai più fuori dai giochi’, bizzarro evento organizzato ormai da oltre quindici anni nell’ambito del calendario della rassegna di inclusione sociale ‘Oltre la siepe’. La manifestazione sportiva «per la pace e il dialogo tra popoli e persone», che sarebbe dovuta andare in scena questa sera alle 19 alla palestra Ruscello di via Volta, non ci sarà. Cancellata. Almeno per il 2019.

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All’appuntamento curato dalla polisportiva Eppur si muove, dalle associazioni sportive della Rete regionale per l’inclusione sociale e dal dipartimento Salute mentale e dipendenze patologiche dell’Ausl, avrebbe dovuto infatti partecipare, come da tradizione, anche un gruppo di immigrati ospiti di centri di accoglienza. E in particolare quelli della cooperativa sociale Cidas di Ferrara e della Fondazione Santa Caterina di Imola.

Ma per ‘colpa’ di Salvini non ci sono più. Dei circa 200 richiedenti asilo presenti nel circondario fino allo scorso mese di giugno, divisi tra Centri di accoglienza straordinaria e Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, dopo l’introduzione del decreto Sicurezza voluto dall’ex ministero dell’Interno Matteo Salvini, è rimasto ben poco. Per la gioia dei cittadini ma con grande dispiacere di questi affaristi del $ociale.

Quindi niente squadra di calcetto. E dunque l’evento salta, per mancanza di giocatori.

«Non riusciremo a organizzare il torneo, svoltosi ininterrottamente ogni anno dal 2003, perché mancano le persone alle quali questa iniziativa si rivolge principalmente – spiega Ennio Sergio, referente di Oltre la siepe, motivando così la sospensione della manifestazione –. Ogni anni partecipavano più di 100 persone, ma ora ci hanno detto che ‘non ci sono le condizioni’ per poterlo fare. E’ un pugno nello stomaco, uno schiaffo. Questo è uno degli effetti diretti del decreto Sicurezza e crea un vero e proprio deserto. I progetti di accoglienza diffusa e di integrazione realizzati in questi anni (nei quali erano coinvolti anche a Imola i ragazzi migranti) che avevano assicurato una reale integrazioni sui territori, sono stati chiusi. E i ragazzi stessi sono stati trasferiti e dispersi in altre città. Alcuni anche a Bologna nel grande centro di accoglienza straordinaria Cas, riaperto in via Mattei, dove verranno ‘accolte’ 200 persone».

Quindi, secondo questo bizzarro personaggio, dovremmo importare clandestini sui barconi così lui potrebbe organizzare patetici partite di calcetto.

A puntare il dito contro i capitolati dei nuovi bandi per la gestione dei richiedenti asilo, colpevoli di «tagliare budget e attività», era stato a inizio anno il Comitato territoriale per la pace e i diritti. E alcune realtà aveva annunciato l’intenzione di non partecipare più alle gare pubbliche. Così sono iniziate le defezioni. E la quota 200 di cui sopra è andata via via assottigliandosi. Fino ad arrivare alla situazione odierna. «Non so che dire: da oggi qualcuno si sente più sicuro e a posto. Io personalmente mi sento più triste – afferma Sergio di fronte alla partenza dei migranti dal circondario imolese –. In questa partita non so chi abbia vinto, ma sono sicuro che ha perso l’umanità. Speriamo che le cose cambino e che ci si possa rincontrare il prossimo anno».

Insomma, lui punta a più sbarchi e che col Pd riprende il business dell’accoglienza.

«Mi pare alquanto singolare che ci si lamenti di non avere più persone provenienti dai circuiti di accoglienza per organizzare una manifestazione sportiva – replica il consigliere regionale della Lega, Daniele Marchetti – Se ci tenevano davvero, potevano farlo lo stesso, il torneo; invece mi sembra ci sia solo la volontà di usare certi argomenti per stravolgere la realtà».

Questi affaristi avevano scambiato un’emergenza per qualcosa di strutturale. Gliel’avevano venduta così. Ma non è così.




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