Tasse sulla prima casa per mantenere 100mila ‘profughi’ in hotel

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Basterebbe cacciare i quasi 100mila immigrati che ospitiamo come ‘richiedenti asilo’, per lo più nigeriani, pakistani e bengalesi per risparmiare quasi 1 miliardo di euro per l’anno a venire. Invece, preferiscono tassare le case degli italiani.

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Il governo del ribaltone ha rinviato la plastic tax a luglio (e non più ad aprile del 2020) e la sugar tax ad ottobre. E’ il governo delle tasse a scoppio ritardato.

Ma questo ‘ritardo’ crea un buco: perché i ‘migranti’ vanno comunque mantenuti. E allora ecco la patrimoniale.

Perché sì, la rimodulazione della cosiddetta tassa sulla fortuna, portando dal 15 al 20% le imposte da pagare sulle vincite sui giochi, porta 300 milioni. Un bel bottino che però non basta a mantenere quasi 100mila immigrati afroislamici in hotel.

Nel pacchetto di emendamenti dei relatori, allora, spunta una stretta sulle cosiddette “finte prime case”, soprattutto quelle nei luoghi di vacanza. In sostanza, lo stesso nucleo familiare non potrà indicare più di un’ abitazione principale anche se la casa si trova fuori dal territorio comunale di residenza della famiglia. La ratio della norma è evitare che grazie allo spostamento fittizio della residenza di uno dei due coniugi si riuscisse a non pagare l’ Imu su un’ abitazione che in realtà non è quella principale.

Secondo noi nessuna proprietà immobiliare dovrebbe essere tassata. Soprattutto non per mantenere invasori in hotel. Soprattutto quando le multinazionali del web e i padroni dei giornali italiani eludono le tasse spostando – loro possono – le residenze in paradisi fiscali.

Intanto, sono sempre di più gli italiani costretti a vendere i gioielli di famiglia in cambio di soldi perché non ce la fanno ad arrivare a fine mese:

E questo, perché devono pagare tasse ormai insostenibili:


Tasse che poi il fottuto Stato usa per mantenere i richiedenti asilo in hotel.
A farla da padrone nei costi per l’emergenza immigrazione alcune voci di spesa: il 68% delle delle risorse è finito nell’accoglienza, ovvero nei famosi 35 euro a migrante che lo Stato versa alle coop, srl e associazioni per ospitare i richiedenti asilo più la paghetta che finisce direttamente agli immigrati.

Ma non è tutto. C’era poi il coordinamento e le operazioni di salvataggio condotte dalla Marina militare e dalla Guardia costiera (18,9% del totale). Bisogna inoltre considerare le spese mediche e l’istruzione dei migranti, scontando ovviamente gli 80 milioni che l’Ue ci dà come contentino.

Nel 2017, ultimo anno di completa competenza del Pd, l’Italia ha speso 4,3 miliardi di euro per l’accoglienza dei sedicenti profughi. Tutti soldi che potevamo spendere per infrastrutture, pensioni e giovani disoccupati. O per nazionalizzare ILVA e bonificare la fabbrica dei tumori di Taranto.

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La cifra emerge dalla relazione sul rendiconto generale dello stato resa nota dalla Corte dei Conti. Nel 2018, il PD aveva ipotizzato che la spesa sarebbe oscillata tra i 4,7 e i 5 miliardi e rotti di euro. Insomma, 10 miliardi di euro in soli due anni: indegno. L’intervento di Salvini ha immediatamente fatto calare questa spesa di 1 miliardo di euro per poi dimezzarla per quest’anno: il Pd è tornato al governo troppo tardi.

E non sono solo i 35 euro a botta o i 500 che spettano ai sindaci dei comuni che decidono di accogliere, ci sono un mare di altri finanziamenti come contributi occasionali, progetti d’integrazione, assegni per i minori non accompagnati e per le persone con patologie, mentali e non.

Un decreto firmato dall’allora responsabile dem del Viminale, Marco Minniti (datato 28 dicembre 2017), ha provveduto ad accreditare quest’estate una cifra vicina ai 20 milioni di euro sui conti correnti di 754 enti locali, praticamente tutti guidati dal Pd, per pagare i conti dell’accoglienza: quasi sempre di sedicenti minori non accompagnati, che costa il doppio dei loro ‘colleghi’ adulti.

“Misure urgenti a favore dei Comuni in materia di accoglienza”: Roma ha ottenuto 1.384.000 euro. Poi c’è Bologna (880.000 euro), Milano (324.000), Torino (272.000) e Firenze (235.500).

Se analizziamo quanto speso negli ultimi 8 anni, da quando il Pd governo abusivamente, con l’unica parentesi dei 14 mesi salviniani, i contribuenti italiani hanno visto uscire dalle loro tasche qualcosa come 19.972.484.000 euro. Un’enormità.

Per esattezza: 1,1 miliardi in media all’anno nel triennio 2011-2013, 2 miliardi nel 2014, 2,3 nel 2015, 3,3 nel 2016, 4,3 nel 2017 e 4 nel 2018.

Si tratta di oltre 1.000 euro per famiglia italiana. In pratica ogni famiglia italiana ha pagata una sovrattassa per mantenere i fancazzisti afroislamici in hotel. Intollerabile. Il PD dovrebbe sparire e i suoi membri processati davanti ad un tribunale del Popolo.

Non solo, i richiedenti asilo. Altri 5 miliardi l’anno servono a mantenere anche il resto di immigrati, che ci costano, ormai, cinque miliardi di euro l’anno in sussidi e welfare vario. Escluse case popolari e reddito di cittadinanza:

Altro che risorsa, immigrati sono una tassa: quanto ci costano




2 pensieri su “Tasse sulla prima casa per mantenere 100mila ‘profughi’ in hotel”

  1. Ma*******na impestata….buttare fuori gli scrocconi non si può?Costa troppo il viaggio,? Ma gli ambasciatori del loro paese che ci stanno a fare in Italia?Fare arrivare un aereo dal loro paese che si venga a prendere tutta la merda nera arrivata con i barconi per portarsela via e’chiedere troppo?

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