Inghilterra, arrestato tifoso che ha insultato 2 calciatori neri

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Il ‘razzismo’ è diventata un’ossessione:

Il tifoso del Manchester City accusato di aver rivolto insulti razzisti a Fred e Lingard, nel derby di ieri, è stato arrestato stamattina in Inghilterra. La polizia ha comunicato che si tratta di un uomo di 41 anni. Al minuto 68′ della partita di ieri, poi, il giocatore brasiliano dello United è stato anche colpito da un oggetto, probabilmente un accendino. L’arbitro Taylor, accortosi dell’episodio, ha subito interrotto il gioco e richiesto l’intervento degli steward.

Subito dopo il fischio finale il Manchester City, con una nota, ha comunicato che avrebbe collaborato subito con le autorità per rintracciare il colpevole: “Il City applica una politica di tolleranza zero in materia di discriminazione di qualsiasi tipo e chiunque venga ritenuto colpevole di abusi razziali sarà bandito dal club a vita”. Forte la reazione anche dei due allenatori: Solskjaer si è augurato che l’uomo “non metta più piede in uno stadio”, Guardiola ha definito l’episodio “inaccettabile”.

Ora, per carità, sono gesti maleducati, sbagliati a prescindere dalla razza della ‘vittima’ presa di mira, ma che si arresti qualcuno perché fa il verso ad un altro è da regime totalitario. Ed è il modello che vorrebbero applicare anche in Italia. Un modello da invasati.

Abbiamo calciatori milionari che sarebbero ‘vittime’ di razzismo perché qualcuno fa loro il verso. Il problema non è il proprietario schiavista del City, o il fondo speculativo, il problema sono i ‘maleducati’. E’ un lavaggio del cervello che porterà ad una rivolta generale che potrà prendere due strade: un ‘buuu’ di massa o l’abbandono delle masse al calcio professionistico, ormai un baraccone.

Era molto meglio il calcio degli hooligans di questo teatrino delle checche. Era violento, ma almeno era vero.




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