GUERRIGLIA AFRICANA: ABBIAMO IMPORTATO IL NEMICO SUI BARCONI – VIDEO

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Non stiamo assistendo allo sterminio del nostro popolo, ma alla distruzione della nostra civiltà. Anche se viene dipinta come accoglienza. In realtà, si tratta di una sostituzione portata avanti importando da altre nazioni migliaia di maschi in età militare.

Abbiamo importato centinaia di migliaia di giovani maschi in età militare, a cui era stato promesso il paradiso, ora la loro disillusione diventa violenza. Risultato inevitabile.

Ieri abbiamo avuto un assaggio di quella che potrebbe diventare una vera e propria guerra per il territorio:

Reggio Calabria, un centinaio di extracomunitari bloccano il traffico sulla via Marina: cariche della polizia, le immagini from Socedit on Vimeo.

Reggio Calabria: un centinaio di migranti protestano a Piazza Italia, le immagini from Socedit on Vimeo.

I servizi hanno da tempo rilevato la principale minaccia interna nella saldatura tra estrema sinistra e immigrati, da utilizzare come teppisti: un po’ come in epoca romana i patrizi utilizzavano gli schiavi contro i plebei

Non è un caso che a capo della sommossa ci siano i rappresentanti dell’élite radical chic:

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In difficoltà per il mancato ricambio generazionale, gli italiani non se li filano più, l’estrema sinistra punta sull’arruolamento della popolazione straniera: “L’eterogenea galassia dell’antagonismo si è distinta soprattutto per il tentativo di superare una persistente tendenza alla “parcellizzazione delle lotte”, così da dare maggiore compattezza al fronte della contestazione. In tale quadro, ha assunto specifico rilievo strategico, nelle progettualità antagoniste, il coinvolgimento nelle mobilitazioni della popolazione straniera, ritenuta, in particolare dai segmenti più oltranzisti, un bacino di reclutamento “capace di produrre conflitto”.

Capito?

Si sta preparando una guerra etnica. La ex sinistra, cooptata dai ‘capitalisti’ nelle sale da tè, ha deciso di arruolare la nuova carne da ‘lotta di classe’: che sarà molto più brutale, perché prima, il poliziotto e l’operaio si riconoscevano nei loro volti, erano figli della gente. Una lotta di classe che vede, tra l’altro, come perdente l’ex operaio italiano, abbandonato in favore di Mohamed, perché Mohamed si lascia manipolare, Mario Rossi no.

La Mafia nigeriana è arrivata sui barconi, traghettata in Italia da Pd e Ong:

“Bande di immigrati si stanno appropriando di intere aree del territorio e si stanno preparando alla guerriglia etnica in stile africano”

“Gruppi di migranti nigeriani che in un primo momento collaboravano con le mafie per lo sfruttamento della prostituzione ed il traffico delle droghe, ora stanno organizzando bande paramilitari per controllare il territorio italiano”, a rivelarlo un articolo del “Times” del 29 giugno 2017, a cui si sono aggiunte pubblicazioni del “The Guardian” dell’agosto del 2018. Parlano di gang criminali nigeriane e centrafricane che operano in Italia, già soprannominate dall’intelligence britannica “I Vichinghi”:

“I membri sono soliti portare il machete come arma – riferiscono le fonti britanniche – hanno prima controllato il traffico di esseri umani, ed oggi usano il capoluogo siciliano come punto d’approdo e smistamento in Italia per centinaia di migliaia d’immigrati clandestini”.

Secondo la stampa inglese il territorio italiano sarebbe ora a forte rischio di “tribalizzazione territoriale”, ovvero le bande di migranti potrebbero appropriarsi di aree e difenderle come usano fare nelle zone del centro Africa già attraversate da guerre civili e atavici conflitti tribali.

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Rodolfo Ruperti, capo della polizia di Palermo, aveva dichiarato al Times che “la gang dei Vichinghi è sorta mentre la polizia sgominava l’organizzazione dell’Ascia Nera (struttura mafiosa nigeriana in Italia): quando elimini una gang, subito altre vengono a colmarne il vuoto”. Secondo le fonti britanniche si sarebbe ormai a cospetto di “organizzazioni molto gerarchiche, con capi presenti in ogni città”.

Il rischio secondo gli inglesi è che, messi alle strette (o progettando una supremazia sugli italiani) potrebbero anche armare i centri d’accoglienza, e coloro che vivono nei palazzi occupati, per fronteggiare le forze dell’ordine in eventuali focolai di guerriglia urbana: l’esempio dello sgombero nei pressi di Roma-Termini avrebbe potuto avere di queste conseguenze.

L’ulteriore restrizione dei flussi migratori verso la Gran Bretagna sarebbe stata operata dal governo di Londra dopo le relazioni dell’intelligence. Di più, il caso italiano sarebbe oggetto di studio e preoccupazione, al punto che Scotland Yard avrebbe consigliato maggiore controllo sui voli in entrata dall’Italia, e perquisizioni accurate sui vettori su rotaia e gomma che attraversano il canale. Dal canto loro i francesi hanno già in due occasioni fronteggiato gruppi paramilitari nelle banlieue parigine, ricorrendo all’esercito in supporto alla Gendarmerie.

Ma la politica italiana sarebbe quella di non allarmare la popolazione circa il rischio d’assalti da parte di gruppi “paramilitari extracomunitari”. Anche se bande sudamericane avrebbero già il controllo d’una decina di edifici a Milano e d’una zona non ben definita a Genova. Va rammentato che lungo l’Adriatico sarebbero già state segnalate bande di africani. Qualche funzionario di polizia ventila che ordini superiori avrebbero minimizzato il fenomeno, etichettandolo come ininfluente sotto il profilo dell’ordine pubblico. Evidentemente necessita attendere che si manifestino con i fatti, e cioè non basta qualche stupro o rapina per gridare al fenomeno diffuso.

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Occorre che bande paramilitari di migranti assalgano aziende agricole e piccoli centri rurali, che s’approprino arma alla mano di pezzi del Paese… allora forse lo Stato democraticamente sonnacchioso si desterà, forse proponendo di dialogare con gli eventuali nemici. Il Papa ci dirà di perdonare loro ogni peccato, ma soprattutto qualcuno ci rammenterà che prima di tutto sono rifugiati politici.

Così, il giornale inglese di sinistra Guardian. Prima dell’avvento di Salvini abbiamo importato una massa di sedicenti profughi con traghettamenti quotidiani dalla Libia, rifornendo queste bande criminali nigeriane in particolare, e africane in generale, di nuovi accoliti. Di soldati. Di sempre nuova manovalanza criminale.

Tanto che ora possiamo parlare di ‘bande paramilitari’ che iniziano a controllare il territorio e a creare enclave etniche che difendono con le armi. A quando la richiesta di indipendenza guidata da un imam di Boko Haram nei dintorni di Castel Volturno, già oggi occupata da decine di migliaia di clandestini africani?

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I criminali che erano al governo e che ora sono tornati, hanno creato le condizioni per una brutale guerra etnica che insanguinerà la penisola. L’unica speranza è rimpatriare il mezzo milione di clandestini che è la spina dorsale di queste bande di criminali africani che occupano il territorio. Invece hanno riaperto i porti.

Con le ong che sono tornate a fare la spola con la Libia. Sbarcando più immigrati in tre mesi di di governo Pd-M5s di quanti ne erano sbarcati in tutto l’anno con Salvini.

Già oggi, per evitare la guerriglia delle bande paramilitari che occupano intere palazzine e quartieri (noto il caso delle palazzine olimpiche di Torino), le cosiddette autorità pagano i ‘migranti’ per ‘stare buoni’ e regalano loro case. Minniti lo disse: trovare case prima di sgomberarli.

Stiamo creando piccole Gaza sul nostro territorio ‘grazie’ al delirante e criminale progetto targato PD-Vaticano-Casaleggio di ‘ripopolamento’ del territorio. Verrà il giorno in cui la guerriglia deflagrerà, e allora i patrioti avranno libertà di liberare il territorio. Sarebbe intelligente liberarlo prima. La guerra non è in Africa, è nelle nostre città: dobbiamo metterci in testa di combatterla.

Il Pd, dal 2013, ne ha scaricati in Italia quasi 100mila di nigeriani, quasi tutti arrivati sui barconi: è come se avessimo traghettato un esercito ostile in Italia. Un esercito sempre più arrogante:

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Fino al 2013, anno in cui il Pd ha preso in mano il governo da solo, con un golpe di palazzo, i nigeriani non erano nemmeno tra le prime dieci nazionalità di ingresso. Poi il boom. In un crescendo che ne ha portati nel 2017 quasi 30 mila in un solo anno. Come se volessero accelerare questo trasferimento in vista dell’arrivo di un nuovo governo.

Ma nessuna procura si è mai sognata di indagare su questo.

Se fosse un processo, l’accusa evidenzierebbe il fatto che per favorirne la permanenza in Italia, dopo averli traghettati, la stessa parte politica aveva inventato una nuova figura di asilo, la ‘protezione umanitaria’, fatta su misura per i nigeriani: che non fuggendo da alcuna guerra, non avrebbero potuto essere accolti.

Accuserebbe poi il Pd di averlo fatto per rifornire le Coop del partito di clienti a spese dei contribuenti. Un accusa particolarmente brillante, potrebbe poi sostenere che lo strano aumento di nigeriani sui barconi, coinciso con l’inizio dell’operazione Mare Nostrum fortemente voluta dal Pd, non sia stata casuale: possibile che il Pd abbia svenduto la sicurezza dei cittadini ‘solo’ per arricchire le coop? O c’era dietro dell’altro?

Detto più chiaramente: qui abbiamo un’organizzazione criminale che vuole trasferire in Italia migliaia di propri soldati, dall’altra parte abbiamo un governo che organizza una sorta di servizio taxi dalla Libia all’Italia, a cui poi si unisce quello privato delle Ong, tutte dai finanziamenti opachi: qui prodest?

Fatto sta che, alla fine, l’esercito della mafia nigeriana è stato trasferito in Italia. Ragazzine sono state uccise. La droga circola a prezzi sempre più stracciati con una distribuzione capillare. E sono nelle nostre case popolari:

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Sono nelle nostre strade:

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Qui abbiamo il movente. L’arma. E la vittima. Di tutto questo dobbiamo ringraziare il Pd.

Ma pare che nessun magistrato se ne interessi. Vogliono processare Salvini. Colui che questo flusso di soldati della mafia nigeriana ha bloccato:

Salvini ha azzerato gli sbarchi di nigeriani: 21 in 6 mesi

Ovviamente, il PD non ha avuto e non ha alcun rapporto con la mafia nigeriana. Quindi una bella commissione di inchiesta servirebbe a mettere a tacere chi dice che i 100 mila nigeriani sbarcati in questi anni siano un do ut des con Benin City.

Però, poi, appena torna al potere, per la quarta volta in sei anni senza voto popolare, la prima cosa che fa qual è? Riaprire i proti. Ricominciano subito ad importare mafia nigeriana.

Stiamo crescendo un tumore. Lo stiamo cibando. Un giorno dovremo asportarlo. Prima lo facciamo, più possibilità abbiamo di sopravvivere.

È necessario che l’esercito operi circondando queste zone franche, rastrellando e rimpatriando tutti i clandestini e i regolari senza lavoro su aerei militari.

Oppure, mettere a disposizione aerei Alitalia, fornendo così un aiuto legittimo da parte dello Stato alla compagnia di bandiera.

Ma l’unico modo di riprendersi il territorio è affidando l’azione ai militari. Si può fare decretando in quelle particolari porzioni di territorio lo stato di emergenza. Un po’ quello che accade nelle favelas brasiliane: l’avete voluta la società multietnica? Eccola.




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