Nigeriano pesta e morde agente, tenta di rubargli la pistola

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Ha pestato e preso a morsi un agente di polizia, procurandogli traumi e lesioni ritenute guaribili in 45 giorni, e quindi cercato si sfilargli la pistola d’ordinanza dalla fondina.

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L’episodio risale allo scorso 4 settembre: “Stavamo facendo un controllo sul territorio”, ricorda l’agente Giuseppe Sepede.”Erano le 11,15 e abbiamo notato in bici in via Rossi un ragazzo che raccoglieva un portafogli da donna da terra, ma che poi abbiamo scoperto essere il suo”, racconta. Ma l’africano non aveva alcuna intenzione di collaborare con gli uomini in divisa, e preferì darsi alla fuga. “Gli abbiamo intimato l’alt, ma lui aveva accelerato. Così quando gli abbiamo chiesto i documenti ci aveva insultato e detto che eravamo razzisti”, aggiunge ancora, spiegando al giudice come fin da subito l’ostilità dello straniero fosse emersa con grande forza. “L’agitazione era tanta così abbiamo chiesto i rinforzi. Alla richiesta dei documenti lui ha tentato di darmi un pugno al volto ma l’ho schivato. Aveva un anello a forma di bue con due corna sporgenti”, denuncia Sepede.

“Mi ha dato un pugno al torace e ho sentito le ossa rompersi. Così l’ho afferrato cercando di portarlo a terra. Qui mi ha dato altri due colpi”, ricorda ancora l’agente, che poi passa alle fasi più concitate e pericolose del confronto. “Il problema è che ha cercato di afferrare la pistola in due momenti diversi finchè ho sentito l’arma staccarsi dal cinturone. Una frazione di secondo, ma l’ho disarmato, la pistola era carica. È stato usato lo spray al peperoncino, così la pistola è stata allontana e lui ammanettato”, conclude.

E’ stato condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione.




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