Italiani vogliono uomo forte al potere: stufi di trovarsi il PD al governo

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Gli italiani sono in cerca di un uomo forte a cui dare pieni poteri. Risulta dall’ultima ricerca Censis. E’ l’effetto del governo del ribaltone e di una democrazia formale ma non sostanziale che vede un bivacco di parlamentari asserragliarsi in Parlamento dietro il paravento della ‘democrazia parlamentare’. Quando i loro partiti, insieme, rappresentano meno elettori della sola Lega.

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Il 48% degli italiani oggi dichiara che ci vorrebbe un “uomo forte al potere” che non debba preoccuparsi di Parlamento ed elezioni (e il dato sale al 56% tra le persone con redditi bassi, quelle più colpite dalla Crisi Permanente, al 67% tra gli operai).

E’ il quadro che emerge dal 53 esimo Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese.

Il 76% non ha fiducia nei partiti (e la percentuale sale all’81% tra gli operai e all’89% tra i disoccupati). Il 58% degli operai e il 55% dei disoccupati sono scontenti di come funziona la democrazia in Italia. Voti Salvini, e poi ti ritrovi il PD al governo ogni volta.

E’ l’incertezza è lo stato d’animo con cui il 69% degli italiani guarda al futuro, mentre il 17% è pessimista e solo il 14% si dice ottimista. Anche se, nonostante tutto, gli italiani non hanno ancora perso “il furore di vivere”.

Lo Stato sociale è in crisi, non ci sono i soldi pubblici necessari per un sistema di welfare. Da qui la conseguente ansia dei cittadini all’idea di dover fare da soli rispetto a bisogni non più coperti come in passato. A questo si aggiunge l’ansia provocata dal rischio di un possibile declassamento sociale. Tanto che il 69% degli italiani è convinto che la mobilità sociale sia bloccata. E se il 63% degli operai crede che in futuro resterà fermo nella condizione socioeconomica attuale, il 64% degli imprenditori e dei liberi professionisti teme invece la scivolata in basso. Infine, gli italiani ancora in grado di mettere da parte qualche soldo hanno dovuto rinunciare ai due pilastri storici della sicurezza familiare, il mattone e i Bot, di fronte a un mercato immobiliare senza più le garanzie di rivalutazione di una volta e a titoli di Stato dai rendimenti pressoché azzerati.

La crescita dell’occupazione (+321.000
occupati nel 2018) e nei primi mesi del
2019 è un “bluff”:non produce reddito e
crescita.Così il rapporto Censis.La re-
cessione ha causato -867.000 occupati a
tempo pieno e +1,2 mln a tempo parziale

Il bilancio del Centro studi è impieto-
so: dall’inizio della crisi al 2018, le
retribuzioni del lavoro dipendente sono
diminuite di oltre 1.000 euro per ogni
anno, e coloro che guadagnano meno di 9
euro lordi l’ora sono 2,9 mln.E i sala-
ri crescono meno del Pil: nel 2018 +2%
di Pil e solo +0,7% per i salari.

Il motivo? Questo:

Stiamo dando lavoro solo a ‘loro’. E lavori di bassa qualità che impoveriscono la società. E’ così che l’Impero Romano è decaduto: la schiavitù di allora è l’immigrazione di oggi.

Il lavoro e la disoccupazione preoccupano il 44% degli italiani (contro la media del 21% dei cittadini europei). L’immigrazione preoccupa il 22% degli italiani ed è legata alla disoccupazione (mai leggere questi dati separatamente), le pensioni il 12%, la criminalità il 9% e i problemi ambientali e climatici (tanto cari ai gretini e a certa sinistra) l’8%.

Altro dato allarmante: il 75% degli italiani non si fida più degli altri: è un effetto della diversificazione etnica della società che polverizza i legami sociali. Leggere le ricerche dello studio Putnam.




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