E’ boom sovranista: Lega al 35% e FdI vicina a sorpasso M5s

Condividi!

Cossa accadrebbe in caso di elezioni a inizio primavera? Secondo il sondaggista Renato Mannheimer Lega primo partito al 35%. Fratelli d’Italia all’11% con Forza Italia al 6%. Fronte guidato da Salvini quindi oltre 52% e nettamente maggioranza nel Paese e in Parlamento dove, probabilmente, avrebbe i 2/3 per riscrivere la Costituzione.

VERIFICA LA NOTIZIA

Partito Democratico al 20% per il flop di Italia Viva al 3%. Azione di Carlo Calenda ferma al 2% come un’eventuale lista di sinistra (ex Liberi e Uguali). Movimento 5 Stelle in forte discesa al 14%. Altri partiti o liste complessivamente al 7%.




Un pensiero su “E’ boom sovranista: Lega al 35% e FdI vicina a sorpasso M5s”

  1. Paradossalmente, proprio per questi numeri si terranno ben stretta la poltrona, fino al 2023 se non cambieranno. A quel punto solo con un colpo di stato vero e proprio potrebbero mantenere il potere. Ma 3 anni e mezzo sono tanti in epoca dominata dalle comunicazioni rapidissime. E loro puntano che piano piano il nazionalismo si sgonfierà, non sanno bene come, magari sperano in un rilancio economico, o alle brutte a regalare cittadinanze a man bassa a clandestini per riequilibrare almeno un po’ le cose. In effetti la crisi economica è stato tra i fattori che sta facendo, il processo non è ancora concluso purtroppo, disamorare gli italiani verso la ue. ricordo bene come negli anni 80 e 90 dichiararsi contro la comunità europea fosse eresia pura, quasi una dichiarazione apologetica di fascismo. In fondo è cambiato poco, a parte che ora la ue è molto più coercitiva in ogni settore a causa della cessione costante di sovranità peraltro decisa ai piani alti, non dal popolo. Se la ‘crescita’, ripartirà, sono quasi sicuro che gli italiani e gli europei, salvo quelli che sono stati e saranno colpiti direttamente dalle bellezze dell’integrazione forzata, se ne staranno cheti a godersi il benessere, e rivoteranno partiti ‘liberal’. Naturalmente la crescita economica è un fattore che in un’economia interdipendente non è variabile con una manovrina fiscale, ma in fondo a fronte ad una depressione globale era difficile mutare il contesto nazionale anche in età ottocentesca e primo novecentesca. Se i sondaggi cambieranno, sono sicurissimo che chi si sentirà sufficiente avvantaggiato, e di potersela giocare ad armi pari con Salvini, farà cadere il governo senza pensarci. Renzi sarebbe la figura centrale in questo processo, ma l’antipatia personale che suscita difficilmente gli regaleranno più di un 5% al suo partitino. Sono abbastanza fiducioso però che la sua capacità di fare traffichini potrebbero riportarlo sulla cresta dell’onda della sua parte politica, e se avrà anche solo una falsa speranza di poter battere Salvini, certamente si giocherà quella carta molto prima della scadenza legislativa.

Lascia un commento