Mille sbarcati con la TBC infettiva: ma controlli sono ‘incostituzionali’

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DATI UFFICIALI SIMIT: Società Italiana di Malattie Infettive

E quasi 1.000 di questi l’avevano nella forma polmonare attiva: quindi infettiva.

Da novembre 2013 al dicembre 2018, solo in Sicilia sono sbarcati oltre 450 mila clandestini provenienti prevalentemente dal continente africano. Senza contare le altre centinaia di migliaia scaricati in altri porti, ovviamente.

Nella provincia di Catania, in dettaglio, ne sono giunti 15.200 nel 2016, 16mila nel 2017, oltre 4mila nel 2018, con il drastico calo degli sbarchi in seguito alla politica dei porti chiusi portata avanti da Salvini. Sbarchi poi ripresi col nuovo governo.

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“Uno screening effettuato in collaborazione dall’Università di Catania e dall’Arnas Garibaldi di Catania- sottolinea Bruno Cacopardo, direttore Uoc Malattie Infettive Ospedale Garibaldi e professore ordinario Malattie Infettive Università di Catania- ha recentemente evidenziato che più di un migrante sbarcato su mille presenta tubercolosi polmonare attiva e necessita pertanto di ricovero e cure. Appare complessa in questa popolazione la cosiddetta retenction in care poiché i migranti avviati a trattamento antitubercolare tendono ad interromperlo arbitrariamente poco dopo la dimissione”.

Incredibile. Si tratta di un esercito di circa 1.000 infetti con Tubercolosi attiva, tenendo presente gli sbarchi a livello nazionale e non solo siciliano. Ma questa è solo la forma più facilmente rilevabile di TBC o di altre patologie. Perché, come sappiamo, non si possono fare esami del sangue allo sbarco. E parliamo solo di quella ‘attiva’, non di quella latente, nel qual caso si parla di migliaia di casi che poi vengono rilevati in seguito:

Boom Tubercolosi tra migranti: 300 casi al mese

Ma non finisce qui.

La tubercolosi viene riattivata nei migranti provenienti da aree endemiche per Tbc in seguito agli stenti del lungo viaggio di migrazione, in media oltre 240 giorni. Ciò in seguito a malnutrizione, altre malattie, detenzione, violenze, che indeboliscono progressivamente il sistema immunitario del soggetto infetto. Una parte di migranti non proveniente da aree endemiche rischia comunque il contagio in seguito ad esposizione durante lunghi periodi di detenzione o di vita in coabitazione con altri migranti provenienti dalle aree endemiche.

Quindi non è vero che ‘si ammalano in Italia’, ma che la forma latente di TBC si riattiva.

“[…]destinato a creare gravi rischi, sia individuali (riattivazione della malattia tubercolare alla sospensione del trattamento), sia comunitari (contagi all’interno delle comunità di accoglienza), sia in termini, infine, di sanità pubblica, perché non è escludibile, sul lungo termine, una potenziale diffusione alla popolazione autoctona locale”.

C’è poi l’infezione da Hiv/Aids, con un costante e rapido aumento nel tempo della proporzione dei casi Aids notificati in stranieri. “In Italia- aggiunge Mauro Sapienza, direttore Uoc Medicina interna ed Uuooss Gastroenterologia & lungodegenza, responsabile Medicina della Migrazione Ospedale “Umberto I” – Enna- esistono numerose indicazioni dirette e indirette dell’aumentato rischio di malattie sessualmente trasmissibili negli immigrati: le malattie infettive genito-urinarie (con particolare riferimento a Schistosoma haematobium) costituiscono uno dei più frequenti gruppi di patologie tra gli immigrati.

Tra le altre condizioni infettivologiche connesse ai flussi migratori, rammentiamo il rischio di acquisizione di malaria, spesso legata a viaggi del migrante nel proprio paese di origine senza ricorrere ad adeguate misure di prevenzione. L’incidenza di casi di altre patologie tropicali esotiche (lebbra, filariosi, tripanosomiasi africana) appare, infine, relativamente modesta”.

E come sappiamo, i presidi medici dei Cara non possono trattenere e sottoporre agli appositi trattamenti sanitari chi ha patologie come la tubercolosi perché si ledono i diritti del clandestino:

Perché secondo la ‘sinistra’ sarebbe incostituzionale obbligare chi sbarca a farsi prelevare il sangue:

I pericolosi bambini italiani sono obbligati a farsi decine di vaccini. Giustamente. Ma chi arriva da Paesi dove l’incidenza di Aids e Tbc è sopra il 20 per cento della popolazione non si può obbligarlo a farsi analizzare: nonostante arrivi come un cazzo di clandestino!




2 pensieri su “Mille sbarcati con la TBC infettiva: ma controlli sono ‘incostituzionali’”

    1. Vero Werner, sono perfettamente d’accordo con lei. Purtroppo tirano fuori dal cassetto la Costituzione quando fa’ loro comodo. Comunque, l’obbligo di vaccinazione dei nostri bambini deriva dalla consapevolezza che saremmo stati invasi da questa gente piena di malattie. Oltre al fatto che nessuno sa’ cosa ci sia davvero nei vaccini……

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