Il leghista più intelligente: “Uscita dall’euro non è un tabù”

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Dell’uscita dell’Italia dall’euro “non ne parlavamo quando eravamo al governo perché c’era un accordo per non parlarne. Io penso che in ogni caso nessun argomento possa essere tabù”. Lo dice Claudio Borghi, parlamentare della Lega e presidente della Commissione Bilancio della Camera, ad Agorà su Rai Tre.

“Secondo lei è vietato presentare e rappresentare le istanze di questo 25% di persone? Io penso sia un dovere rappresentare le istanze del 25% di persone. Poi per far qualsiasi cosa ci vuole la maggioranza”, aggiunge Borghi rispondendo alla domanda se in un futuro governo possa essere riproposta l’uscita dell’Italia dell’euro.

Molto più del 25 per cento. Magari non la maggioranza, più per terrorismo mediatico che altro, ma comunque, da sondaggi, sopra il 40 per cento. Ma dall’euro usciremo, è solo questione di tempo.

E’ chiaro che Salvini non può dirlo, perché da una moneta unica esci senza avvisare, o la speculazione ti sbrana. Oppure esci creando una moneta parallela che lentamente prosciuga l’euro: minibond.




Un pensiero su “Il leghista più intelligente: “Uscita dall’euro non è un tabù””

  1. Ormai la situazione è data troppo oltre ed uno “stimolo” non basterà. La ricetta è più Stato, ma non più domanda aggregata. Serve uno stato che si riappropri dei monopoli naturali, ampliare gli organici delle forze dell’ordine e del comparto sanità, soprattutto per la cura degli anziani. Serve un grandioso piano per l’infanzia, dalla culla alla fine della adolescenza, istruzione di alto livello differenziata per capacità, sport agonistico, addestramento militare, organizzazione del tempo libero.

    Una Patria, dal Rodano al Carnaro.

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