Consulta dichiara incostituzionale legge anti-moschee della Lega: 15 toghe rosse islamizzano l’Italia

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Non basterà prendersi il governo. Il prossimo Parlamento sovranista deve mettere in condizione di non nuocere la Consulta, una sorta di consiglio dei mullah di sinistra negli anni infarcito da presidenti della Repubblica abusivi di radical chic anti-italiani di centrosinistra. E’ una entità anti-democratica: in 15, e a maggioranza, decidono se una legge voluta dai cittadini è o meno ‘costituzionale’. Tanto vale avere il Re.

La legge “anti-Moschee” della Regione Lombardia è anti-costituzionale. Lo stabilisce una sentenza della Consulta seconda cui la libertà religiosa garantita dall’articolo 19 della Costituzione comprende anche la libertà di culto e, con essa, il diritto di disporre di spazi adeguati per poterla concretamente esercitare. Per questo, motivano i giudici, il legislatore deve tener conto della necessità di dare risposta a questa esigenza e non può comunque ostacolare l’insediamento di attrezzature religiose.

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Annullato dunque due disposizioni in materia di localizzazione dei luoghi di culto introdotte nella disciplina urbanistica lombarda (l. 12/2005) dalla legge regionale della Lombardia n. 2 del 2015. “Le norme censurate – scrivono i supremi giudici – determinavano una forte compressione della libertà religiosa senza che a ciò corrispondesse alcun reale interesse di buon governo del territorio”. La Corte ha fatto riferimento al carattere assoluto della norma, che riguardava indistintamente tutte le nuove attrezzature religiose a prescindere dal loro impatto urbanistico, e al regime differenziato irragionevolmente riservato alle sole attrezzature religiose e non alle altre opere di urbanizzazione secondaria. In base alla seconda disposizione dichiarata incostituzionale (articolo 72, quinto comma, secondo periodo), prosegue la Corte, il Par poteva essere adottato solo unitamente al piano di governo del territorio (Pgt). Secondo la Corte, questa necessaria contestualità e il carattere del tutto discrezionale del potere del Comune di procedere alla formazione del Pgt rendevano assolutamente incerta e aleatoria la possibilità di realizzare nuovi luoghi di culto.

Lo Stato italiano non riconosce l’Islam come religione. Non vogliamo islamizzare il territorio. Il prossimo governo sovranista deve mettere un articolo anti-moschee nella Costituzione.

I musulmani utilizzano le nostre libertà per infiltrarsi. Poi, una volta maggioranza, ci toglieranno le libertà. Non possiamo e non vogliamo che 15 parrucconi con stipendi d’oro decidano il nostro futuro.

Salvini deve capire che il potere, una volta conquistato su mandato popolare, va esercitato contro le burocrazie e le élite in modo spietato: la Corte Costituzionale va occupata politicamente manu militari, o bocceranno tutte le leggi votate dal popolo.

Comunque, il modo migliore per non avere moschee è non avere islamici. La resistenza è alla frontiera. E’ abrogando i ricongiungimenti familiari.




2 pensieri su “Consulta dichiara incostituzionale legge anti-moschee della Lega: 15 toghe rosse islamizzano l’Italia”

  1. L’Islam è solo in parte una religione, piuttosto è un movimento politico che si nasconde dietro la religione per non dover subire restrizioni e controlli come quelli previsti per i partiti e le forze politiche, in questo modo le moschee diventano luoghi di propaganda politica orientata al sovvertimento dello Stato liberale democratico e l’instaurazione di un regime dittatoriale basato sulla legge coranica detta anche SHARIA

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