MES, Conte alla Camera dà la colpa a Salvini

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Il premier Conte adesso riferisce in Parlamento sul caso Mes.

Dopo le accuse di questi giorni e soprattutto gli attacchi all’esecutivo da parte della Lega e del centrodestra, il premier ha deciso di spiegare la sua posizione davanti all’Aula di Montecitorio: “Non posso nascondere che questa mia informativa non può essere degradata a un ordinario momento della fisiologica interlocuzione tra governo e Parlamento ma è un passaggio che assume un rilievo particolare”, ha affermato il premier. L’intervento di Conte poi risponde a chi ha chiesto in questi giorni un passo indietro del premier proprio per le sue manovre pro-Mes che vanno a ridisegnare il patto sul fondo Salva-Stati in Europa: “Se fosse vero che ho tradito e che sono uno spergiuro dovrei rassegnare subito le dimissioni”, ha affermato Conte.

In questi giorni infatti ha ricevuto accuse pesanti dalla Lega e da Fratelli d’Italia che lo hanno definito un “traditore” della patria e di aver dato vita ad un attentato contro la Costituzione. Proprio durante questa risposta rivolta ai deputati della Lega, è scoppiata la bufera in Aula. I deputati del Carroccio hanno protestato in Aula commentando le dure parole del premier. Proteste che vengono subito riprese dal presidente Roberto fico, che riporta l’ordine in Aula. E dai banchi leghsiti si sono alzati dei cori contro il premier: “Piantala, ora basta, vergognati”. Solo l’intervento di Fico è riuscito a riportare la serenità nell’Aula. Attorno a Conte si respira aria di tensione e di fatto il suo discorso in Parlamento è stato accompagnato da una serie di fischi e da parte delle opposizioni. Poi un altro affondo contro Salvini: “Se queste accuse non avessero fondamento e anzi fosse dimostrato che chi le ha mosse era ben consapevole della loro falsità, avremmo la prova che chi ora è all’opposizione e si è candidato a governare il Paese con pieni poteri, sta dando prova, e purtroppo non sarebbe la prima volta, di scarsa cultura delle regole e della più assoluta mancanza di rispetto delle istituzioni”. E anche in questo caso dal Carroccio sono arrivate pesanti risposte a sun di fischi alle parole del premier.

Hanno passato la notte a scannarsi tra di loro in CdM e questo finge di non avere fatto nulla di strano.




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