Erdogan ci manda un altro veliero carico di musulmani: ne sbarcano 56 in Puglia

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Cinquantasei clandestini curdi sono stati intercettati dalla Capitaneria di Porto a 6 miglia al largo di Santa Maria di Leuca, in provincia di Lecce, e messi in salvo. Hanno raccontato di essere da giorni su una barca a vela.

A causa della situazione meteorologica le operazioni di sbarco si sono presentate più difficoltose, “ma il trasbordo e lo sbarco sono terminati senza alcun imprevisto”, riferisce la Croce Rossa Italiana.

Due persone sono state portate in ospedale a causa di lievi malori dovuti alla traversata e a mal di denti. Dovremmo anche rifargli i denti nuovi.

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A breve saranno trasferiti nei centri di accoglienza secondo il piano di ricollocamento nelle varie regioni italiane predisposto dal ministero dell’Interno.

Da quando non c’è Salvini, in Calabria e Puglia gli sbarchi da velieri si ripetono con frequenza crescente.

Questi pagano migliaia di euro a testa per venire a spacciare in Italia.

È la conferma non solo che la rotta che parte dalla Turchia è più che mai viva, ma che un’organizzazione formata da cittadini dell’ex Urss, probabilmente delle repubbliche islamiche, gestisce il flusso dal paese anatolico verso l’Italia.

L’Unione Europea paga, per un accordo stipulato al tempo del Pd al governo. tre miliardi di euro l’anno al governo di Ankara perché blocchi il flusso di clandestini, soprattutto quello via terra. L’Italia partecipa come sempre con oltre il 10 per cento del budget, quindi oltre 300 milioni di euro.

Così, noi diamo ad Erdogan 300 milioni di euro l’anno, lui blocca i clandestini verso la Germania e ci manda i velieri pieni zeppi di musulmani.

In una situazione normale, verrebbero caricati sul primo aereo verso casa loro. In una situazione ideale, le imbarcazioni cariche di giovani maschi islamici verrebbero affondate appena avvistate. Non viviamo una situazione ideale né normale.




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