Ennesima ladra rom incinta liberata dai magistrati di Milano

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Circondate, aggredite e derubate. Viaggio milanese decisamente da dimenticare per due turiste orientali di diciannove e trenta anni, che domenica pomeriggio sono finite nel mirino di una banda di ladre zingare. Che poi sono sinonimi.

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Tutto è iniziato alle 18 nel mezzanino di Centrale sulla metro verde. Lì sono state accerchiate da tre zingare che le hanno aggredite e rapinate di tutto: borse, portafogli e documenti.

I primi ad arrivare sul posto sono stati i carabinieri del Radiomobile, che sono riusciti a bloccare una delle scippatrici: la solita zingara bosniaca, ventidue anni, che è stata identificata e poi denunciata a piede libero per rapina anche perché incinta e quindi in uno stato di salute non “compatibile” col carcere.

Le due complici, e il bottino, sono invece spariti nel nulla.

Solo l’altro giorno:

Madame furto ri-beccata a rubare, non è incinta ma il magistrato la manda ai domiciliari

E noi manteniamo i suoi figli. Pensate quanto siamo idioti, quando potevamo rimandarla in Bosnia vent’anni fa.

I parassiti utilizzano le guerre e le emergenze per spostarsi in luoghi più redditizi da parassitare. E se sono abitati da dementi non in grado di difendersi perché si fanno piegare dal pietismo, parassitano che è un piacere.

E a Milano le proteggono:

Rom incinte in trasferta a Milano: «Lì non ci arrestano, procura ci difende»




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