Islamici raddoppieranno in Italia anche senza nuovi arrivi

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Ieri vi abbiamo presentato la previsione dell’istituto Pew Research sulla crescita della popolazione islamica in Europa, nel caso l’immigrazione prosegua ai livelli attuali:

E’ guerra demografica: il piano per eliminare il popolo italiano

Ma anche nel caso di ‘immigrazione zero’, la natalità loro e la denatalità nostra significherà il quasi raddoppio della popolazione islamica in Europa e il raddoppio in Italia:

Muslims in the EU, Norway and Switzerland in 2050: zero migration scenario

Amount of growth in Europe's Muslim population depends on future migration

Questo significa che oltre al blocco dell’immigrazione e uno stimolo mirato agli italiani di sangue per la natalità, è necessario (anzi urgente) un piano di rimpatrio degli immigrati islamici già presenti in Europa e in Italia. Non ci sono alternative. Altrimenti saremo ospiti a casa nostra. Perché già l’8 per cento della popolazione, significa un partito che può imporre una visione islamica della società alla coalizione di cui fa parte.

Invece il governo abusivo lavora per accelerare questa sostituzione etnica in corso:

Di Maio firma e dà il Reddito di Cittadinanza a 3 milioni di immigrati

La terza guerra mondiale è demografica.

Già oggi, a Milano c’è una scuola così piena di figli di immigrati, che le famiglie italiane della zona sono in fuga, iscrivono i figli altrove. E hanno ragione. Non solo. A dare l’allarme anche alcuni genitori di origine sudamericana che “a casa hanno sentito i loro figli parlare in arabo”, ha spiegato una docente che vuole mantenere l’anonimato.

La scuola è l’Istituto comprensivo Fabio Filzi di Milano, nel quartiere Corvetto, già al centro di problemi di dis-integrazione e criminalità.

“I genitori italiani si rifiutano di iscrivere i loro figli qui – ammise il preside, Domenico Balbi – tanto che effettivamente non riusciamo a formare un numero adeguato di prime classi nella Primaria”.

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Secondo i dati presentati dal Politecnico, gli alunni stranieri a Milano oggi sono il 25% alla primaria e il 18 per cento alle scuole medie, “ma la distribuzione varia molto dal centro alle periferie dove gli stranieri arrivano all’80%”. Al Fabio Filzi, nella 1/a A, “su 26 bambini, 22 sono stranieri, di origine straniera o italiani con un genitore straniero”.

Ci stanno invadendo. A Milano, che è l’epicentro della transizione demografica in corso, il 25% dei futuri residenti è straniera. Significa che presto, con questi ritmi, saranno la maggioranza. Dobbiamo fermarli. E’ nostro dovere fermarli. Prima di diventare stranieri in casa nostra, prima che i nostri figli tornino a casa parlando arabo.




4 pensieri su “Islamici raddoppieranno in Italia anche senza nuovi arrivi”

  1. I responsabili di questa situazione hanno nomi e cognomi e vivono nell’agiatezza. Vi sono inclusi anche personaggi di destra, un giorno ,come minimo, bisognera’ fare i conti coi loro patrimoni e togliergli tutto. E’ uno schifo epocale che non ha assolutamente precedenti storici.

  2. Temo che la causa preponderante del voto ai 5 stelle sia stata l’inopia che affligge tanti italiani (e non) infatti chi non è italiano ma ha la facoltà di voto per vari moti, si può trovare in condizione di bisogno e trovare la carotina del sussidio interessante. Quando si è votato molti sprovveduti non immaginavano che avrebbero messo tanti paletti, hanno allora barato sugli averi… insomma con quel maledetto rdc è successo di tutto, anche che andasse al governo un partito trasformista, che nascondeva ben altri scopi che aiutare i poveracci. Il precipitare nei sondaggi convaliderebbe la mia teoria. Che poi ci siano in mezzo anche dei sognatori con le fette di salame che credono ancora che i loro leader siano protesi al futuro con una politica all’avanguardia è un dato di fatto.

  3. Ovvio che anche un eventuale blocco dei flussi migratori non arresterà l’islamizzazione, perché gli islamici che abbiamo qua da decenni, ci tengono ad avere una discendenza e a trasmettere i loro cromosomi, cosa a cui purtroppo siamo noi europei a non tenerci più.

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