L’Anpi senza vergogna: «Via Quattrocchi? No, troppo vicina a quella di un partigiano»

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Passerella sul Bisagno verrà intitolata all’ero italiano ucciso dai musulmani in Iraq. Ma è accanto alla piazzetta del partigiano Attilio Firpo, così l’Anpi lo ritiene un affronto.

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Polemiche a Genova per la scelta del Comune di intitolare lunedì prossimo un ponte pedonale alla memoria del contractor genovese Fabrizio Quattrocchi, rapito e ucciso in Iraq e medaglia d’oro al valor civile alla memoria. Il punto è che quel passaggio in città sul torrente Bisagno tra corso Galliera e via Moresco è da sempre noto agli abitanti della zona come ‘passerella Firpo’: da Attilio Firpo, il partigiano ‘Attila’ fucilato proprio in corso Galliera il 14 gennaio 1945 e ricordato con una piazza sulla sponda occidentale del ponte e una targa su quella orientale dove fu ucciso. Ieri era intervenuta l’Anpi chiedendo al comune di trovare altra sede per ricordare Quattrocchi. Oggi la famiglia Firpo si rivolge direttamente al sindaco Marco Bucci con una lettera aperta, chiedendogli di “considerare altre possibilità”:”La storia dovrebbe essere maestra – scrivono i Firpo – ma se ne distruggiamo la memoria rischiamo di ripetere gli stessi errori.I simboli servono a mantenere memoria e attenzione”.

«La decisione di associare Firpo, il partigiano “Attila” ucciso nel 1945 nel corso di una rappresaglia, a Quattrocchi è piena di contrapposizioni – scrive in una nota la sezione genovese dell’Associazione nazionale partigiani -. Firpo è stato ucciso per liberare la propria patria, mentre Quattrocchi era una persona impegnata su teatri di guerra stranieri per scelta professionale. Riteniamo perciò che il Comune dovrebbe sospendere la cerimonia e cercare una nuova e più adeguata collocazione alla targa di Quattrocchi».

Che vergogna. Quattrocchi è morto come voi non saprete mai morire: da italiano.

Dio, l’orgoglio e il coraggio che ha avuto prima di essere sgozzato. Non siete degni neanche di pronunciare il suo nome. Lui riposa tra gli Eroi.




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