Aids, immigrato infetto si divertiva a contagiare donne

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Hanno trovato di tutto dentro il pc del trentunenne brasiliano sieropositivo, finito agli arresti domiciliari per aver contagiato una sua partner e aver avuto rapporti non protetti con almeno altre due donne. Ma ci sono altre quindici donne (ancora tutte da identificare) che potrebbero essere state infettate dall’uomo. Nonostante sapesse di essere sieropositivo, il 31enne non si è mai sognato di dirlo alle ragazze con cui faceva sesso, né di usare alcuna protezione. Dentro al suo computer gli esperti della Procura hanno, infatti, trovato materiale che è stato definito ’raccapricciante’. Non solo aveva immortalato scene di sesso non protetto, da lui praticato con diverse partner, ma tra i file che sono venuti alla luce anche a carattere pedo pornografico.

Il brasiliano, infatti, aveva archiviato, con una precisione maniacale, video e foto ritraenti rapporti sessuali con protagonisti (o, per meglio dire, vittime) bambini e bambine in tenerissima età. E’ stato necessario un hard disk per contenere tutto il materiale che è stato sequestrato e che è stato inviato, per competenza, alla Dda di Bologna. La presenza di questa mole di immagini gli è valsa un’altra denuncia: stavolta il reato che gli è arrivato sulla testa è quello di detenzione di materiale pedopornografico. Per il brasiliano il sostituto procuratore, Paolo Gengarelli, titolare dell’inchiesta, ha già chiesto il rito immediato. Ha, invece, rinunciato all’incarico il suo difensore, l’avvocato Paolo Pescatore del foro di Forlì.

A fermare il 31enne brasiliano era stata la sua ultima convivente, una riminese, che nell’agosto scorso aveva scoperto, per caso, che la persona con cui viveva era affetta da Hiv. Soprattutto era venuto fuori che il suo compagno l’aveva sempre tenuta all’oscuro sulla sua condizione, esponendola al pericolo del contagio. La riminese si era decisa a denunciarlo soprattutto per salvare la vita ad altre donne, e aveva fornito ai carabinieri il nome di altre tre ragazze che lui aveva frequentato. Sono state contattate tutte, due di queste stanno ancora aspettando i risultati definitivi degli esami, mentre la terza ha contratto il virus. Dopo che la notizia era apparsa sui giornali, in molte avevano chiamato il numero 0541-68528 per avere informazioni sulla vicenda, soprattutto per essere rassicurate. Lui, il brasiliano sieropositivo, per ora resta ai domiciliari, in silenzio.

Il cameriere, residente a Forlì, secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori aveva infatti una vita sessuale molto attiva. Era un tipo che frequentava assiduamente le palestre e i locali notturni. Ma soprattutto imperversava nei siti di incontri, di quelli parecchio spinti, e dove potrebbe avere fatto una vera e propria strage. A fermarlo è stata la sua ultima convivente, una riminese, che nell’agosto scorso si era presentata in caserma in preda alla disperazione. Aveva scoperto per caso che la persona con cui viveva era affetta da Hiv.

Avrà infettato una decina di coppie scambiste. Bene.

E pensare che c’è chi spreca il suo tempo cercando una cura. Nel 99 per cento dei casi l’Aids te la meriti. Escludiamo le mogli e le fidanzate inconsapevoli dei mariti-fidanzati puttanieri. E chi la contrae per trasfusioni. Tutti gli altri…




3 pensieri su “Aids, immigrato infetto si divertiva a contagiare donne”

  1. Il porco si trova agli arresti domiciliari?Puttana eva,perché NON si trova in cella?Perché nessuno ha buttato via la chiave?Parlano di strage da HIV?Certamente dio povero..Se queste sono state contagiate e vanno con altra gente e questi a sua volta con altri uomini o donne,da un singolo contagio ne vengono fuori a migliaia.FERMATELO.

  2. Qui il problema non é soltanto il fatto che l’untore dell’HIV é brasiliano – presumibilmente afrodiscendente – ma é il disordine sessuale, che non va confuso con la libertà sessuale, che é un’altra cosa. La troppa pornografia diffusa su internet, l’ipersessualizzazione di ogni cosa – dove anche per pubblicizzare una scatoletta di tonno si usano riferimenti sessuali – non fa che ipersessualizzare le masse, e il disordine sessuale é conseguenza di tutto ciò.

    Per carità, il sesso non va demonizzato, perché rappresenta una delle principali attività degli esseri umani e delle altre speci animali. Ma noi umani che possediamo – nel bene e nel male – una cosa che le altre speci animali non hanno, e cioè la ragione, non possiamo farci dominare dagli istinti, ma dobbiamo governarli. Governare i propri istinti vuol dire regolamentare la sessualità, che deve essere responsabile ed etica, altrimenti di fatti come questo – così come gli stupri – se ne verificheranno sempre. E casi di questo tipo, dove un individuo sieropositivo contagia le proprie partner occasionali volontariamente, se ne sono già verificati.

  3. non ho capito se per i magistrati la detenzione di materiale pedopornografico costituisce un reato più grave di praticare la pedofilia e diffondere malattie infettive (anche se a rigor di scienza la sindrome AIDS non è una malattia infettiva, anzi non è neanche una malattia ma questo è un altro discorso).

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