Così Repubblica ha fregato gli italiani: come è nata la Commissione Segre – VIDEO

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Video un tantino troppo moderato, ma insomma:

Ripercorriamo la vicenda:

Dopo gli articoli di ieri che hanno colto Repubblica con le dita nella marmellata:

Liliana Segre, i 200 insulti non sono mai esistiti: inventati da Repubblica

Repubblica insiste e accusa tutti di negazionismo:

Ora esiste anche il ‘negazionismo’ rispetto ai dati farlocchi diffusi da Repubblica. Si deve fare un atto di fede, o si è negazionisti.

E nello scambio tra il parlamentare della Lega Borghi e Repubblica viene svelato tutto il nulla che c’era dietro la campagna ‘Segre’ di Repubblica:

Si scopre che i dati degli insulti a Segre proprio non esistono. Sono dati generici raccolti su Twitter di presunti insulti antisemiti.

Su Dagospia la cronologia dei ‘chiarimenti’ di Repubblica. Imbarazzanti ‘chiarimenti’:

Paolo Becchi sintetizza su Twitter: “Solo per capire, senza polemica e con tutto il rispetto: noi paghiamo la scorta alla senatrice Segre perché Repubblica si è inventata una notizia falsa”. Dunque, il professore ricorda come sia stata creata “una Commissione su un problema inesistente. E poi poiché hanno fatto esistere il problema è stata assegnata una scorta. La profezia che si avvera. Tutto questo grazie a notizie prive di fondamento divulgate da un giornale”. Infine, l’amara considerazione di Becchi: “E non puoi neppure dirlo, perché se lo dici sei un antisemita. La trappola perfetta”, conclude Becchi.




4 pensieri su “Così Repubblica ha fregato gli italiani: come è nata la Commissione Segre – VIDEO”

  1. Io in tanti anni un clima così non l’ho mai visto.
    Analizziamo il twitter del Professore, ha poche parole a disposizione, ma lui si vuole tutelare e ne spreca mezze dicendo “solo per capire – senza polemica – con tutto il rispetto” Queste 3 premesse, quasi distinte tra loro ma che hanno la funzione di tranquillizzare l’animo di chi legge che lui non ha nulla contro di lei, perché il suo subconscio teme di venire male interpretato.
    La paura si sta insinuando nelle nostre menti su tutto quello che viene proferito, sulle azioni e quello che scriviamo, che non sia ACCETTATO dal sistema, che possa essere frainteso e possano incriminarci.
    Salvini dicendo “la droga fa male” dovrà subire un processo.
    Ma ci rendiamo conto??? Una donna assuefatta dalle luci della ribalta si accorge che calerà il sipario ed il silenzio, ora che ha avuto quello per cui ha lavorato nessuno la cercherà più e cadrà nel dimenticatoio, non ci stà. Pretende attenzione e poco importa se la frase incriminata è profondamente giusta, ovvia direi, infatti suo fratello se non si fosse mai drogato non sarebbe morto, cita in tribunale uno dei politici più in vista. È ancora protagonista.
    Nemmeno il gossip è più al sicuro. Un giornalista si è “permesso” di raccontare la serata al ristorante di una donna dello spettacolo che personalmente detesto, non solo perché manifesta idee di sinistra, comunque per aver sottolineato che durante la cena sono state servite abbondanti libagioni è stato trascinato in tribunale e rischia, non una multa (che già sarebbe grave) ma l’arresto! Due anni di carcere!
    Il motto “taci il nemico ti ascolta” è valido anche oggi come ieri, ma siamo sicuri di essere disposti al silenzio?

  2. Ho provato a capire le scuse farlocche di Repubblica ma non sono riuscito a capirci niente, si sono inventati sta cavolata e costringono chi cerca di inchiodarli ai fatti, smerdandoli come è giusto che sia, a ragionamenti allucinanti sui dati dell’osservatorio della ceppa recensiti eccetera… fanno schifo! Ragionano così, se è a fin di bene, tutto va bene. Devono impazzire!

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