Ospita profugo in casa: lui gli sbatte la figlia e poi lo sgozza nel sonno

Condividi!

Ha aspettato che si addormentasse, poi gli ha tagliato la gola nel sonno. Così un richiedente asilo afghano ha sgozzato un pensionato tedesco di 85 anni che lo ospitava in casa, e dal quale aveva avuto un lavoro come badante.

VERIFICA LA NOTIZIA

Il profugo era arrivato in Germania con l’ormai famigerata ondata del 2015 e ha vissuto per diverso tempo in centri di accoglienza. Doveva essere espulso – perché anche in Germania si sono accorti che non c’è più la guerra in Afghanistan mentre qui da noi la notizia non è ancora arrivata – ma aveva ottenuto un ‘periodo di grazia’ che sarebbe scaduto quest’anno, nel 2019. Ma lui, a novembre dello scorso anno ha sgozzato l’anziano.

Alcuni mesi fa la condanna dell’afghano, che si ritiene avesse all’epoca dell’assassinio almeno 21 anni, alla pena dell’ergastolo. Poi confermata in appello alcuni giorni fa.

A quel tempo, la figlia lavorava come volontaria in un centro di accoglienza immigrati nell’area di Zwickau. Lì conobbe l’afghano. E dopo essersi fatta sbattere dal richiedente asilo per alcuni mesi, lo ha fatto ospitare dal padre, in cambio il richiedente asilo lo assisteva come badante.

A metà novembre dello scorso anno gli ha tagliato la gola nel sonno.




4 pensieri su “Ospita profugo in casa: lui gli sbatte la figlia e poi lo sgozza nel sonno”

  1. Sarà già corsa a cercarne un’altro nei centri d’accoglienza?E non la capiscono proprio che é più sicuro lasciare liberi in casa dei cobra reali piuttosto che tenersi un “profugo”.
    Gli animali si rendono conto quando vanno al macello, gli accoglioni no ma la cosa grave è che vogliono tirarci dentro tutti.

  2. A 85 anni, quindi era nato e visse la sua infanzia in piena epoca ‘nazista’, penso che se qualcuno avesse profetizzato ai suoi genitori che il loro figlio avrebbe fatto questa orrenda fine, per mano di un afghano, in Germania (!), nemmeno negli incubi più cupi avrebbero pensato potesse divenire reale.
    Questo hanno fatto questi ‘signori’, criminali globali e globalisti, che si meritano un secondo processo di norimberga per aver permesso tutto questo. E il problema è che il ‘progetto’ è tutt’altro che finito nei loro piani.

Lascia un commento