I negrieri della Chiesa contro Salvini: da Biancalani a Zanotelli

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Non condivido l’immagine tutta negativa di Salvini che viene proposta in alcuni ambienti”. Così il cardinal Camillo Ruini, intervistato giorni fa dal Corriere della Sera, ha riacceso il dibattito su come i cattolici si debbano confrontare con il leader della Lega.

Una dichiarazione che ha scatenato immediate polemiche provenienti dai cattolici e dai prelati che seguono la linea antisalviniana tracciata da Papa Francesco e dalla Curia romana. Lo storico Alberto Melloni, in un tweet, evoca paragoni pericolosi: “Per una beffa della storia quel che Ruini dice oggi sul Corriere delle possibili ‘prospettive’ di Salvini, è identico a quel che von Papen diceva di Hitler a Roncalli nel 1941 [P.S. Roncalli lo zittì citando i ‘milioni di ebrei’ uccisi ‘nelle camere a gas’]".

Il ‘prete di strada’ Alex Zanotelli, invece, intervistato dall’Adnkronos, si è affrettato a prendere le distanze dall’ex presidente della Cei in quanto Salvini “esprime un'estrema destra di cui bisognerebbe solo avere paura”. “Come si fa a dialogare con lui? Sono esterrefatto dalle parole del cardinal Ruini", si chiede ancora il prete comboniano.

Padre Zanotelli: "Salvini? Genio malefico"

Ma Zanotelli non è nuovo a certe esternazioni contro Salvini

L'odio contro la Lega

Posted by Il Giornale on Sunday, November 17, 2019

Anzi, nei mesi in cui l’ex ministro dell’Interno cercava di fermare gli sbarchi irregolare delle Ong, il prete osò sostenere che"non ci si può dichiarare cristiani e votare Lega" in quanto “la politica leghista è antitetica al Vangelo". Una presa di posizione diretta a contrastare il decreto Sicurezza bis, bollato come “un atto criminale”, tanto criminale da pretendere che l’allora titolare del Viminale vada a processo. “Il discorso è chiarissimo. Salvini ha violato leggi nazionali e internazionali, utilizzando persone stremate per un suo scopo politico. E un ministro non è sopra la legge, per questo va processato”, dichiara all’epoca Zanotelli, interpellato dall’Adnkronos sul voto relativo all’autorizzazione a procedere del Parlamento. E ancora:"Da missionario e da prete ricordo che il più grande peccato secondo la Bibbia è la non accoglienza. Il non accogliere i poveri poi è ancora più grave". Sempre, intervenendo sugli scontri con le Ong, il comboniano dichiara: “Salvini l'ho definito in tanti modi, ho utilizzato anche brutte espressioni, che non voglio ripetere, ma è un genio malefico. Questi sono atti criminali e anche se vengono fatti dal governo vanno giudicati come tali". E persino padre Zanotelli non manca di paragonare velatamente le politica dei ‘porti chiusi’ a quella dei nazisti:"La gente pensa di risolvere i suoi problemi aggredendo altri poveri mentre gli affari dei benestanti vanno a gonfie vele. Avveniva così anche negli anni Trenta del secolo scorso in Germania: lo scontento sociale si addossava agli ebrei, fatti apparire come causa di tutti i mali della nazione".

Don Bartolomeo Sorge: "Salvini come la mafia"

Ben più grave è l’affermazione del teologo gesuita don Bartolomeo Sorge che negli scorsi mesi aveva twittato: “La mafia e Salvini comandano entrambi con la paura e l'odio, fingendosi religiosi. Si vincono, resistendo alla paura, all'odio e svelandone la falsa pietà". Un’affermazione al limite della diffamazione, ma che, a quanto pare, finora non ha avuto alcuno strascico giudiziario. È andata male, invece, a don Giorgio De Capitani, l’ex parroco di un paesino in provincia di Lecco che è stato condannato a risarcire Salvini di quasi 15mila euro per aver scritto, nel 2015, sui social e sul suo blog una serie di insulti del tipo "Idiozia, pezzo di m***a, morto di fame, la m***a richiama m***a, Salvini è uno schizzo salito un po' più in alto, pluri-assenteista di m***a”. A nulla sono valsi i tentativi di mediazione da parte dei leghisti, compresa l’idea di ritirare la denuncia in cambio di scuse pubbliche e di una donazione a favore dei più bisognosi. Idea categoricamente respinta dal prelato.

Don Paolo Farinella, il prete che sciopera dal Natale contro Salvini

Non penalmente rilevante, ma molto significativo dal punto di vista religioso è da considerarsi l’atteggiamento di don Paolo Farinella, parroco di San Torpete a Genova, che, intervistato da La Zanzara, in gennaio, aveva dichiarato:“Salvini ha le mani sporche di sangue. Bisogna chiudere tutte le chiese a Salvini, non può entrare finché non si pente in ginocchio". A Natale, invece, aveva chiuso la propria chiesa in segno di protesta contro il decreto Sicurezza: "Se Gesù, con Maria e Giuseppe, si presentasse da noi per celebrare la sua nascita – aveva detto – col decreto immondo di Salvini, sarebbe fermato alla frontiera e rimandato indietro perché migrante economico". Per don Farinella, l’allora ministro dell’Interno era responsabile di “un genocidio” e aveva “atteggiamenti fascisti”. E prima ancora aveva dato vita a un’iniziativa di protesta alquanto bizzarra per un prete: “Io con Salvini (che dopo le stragi di Parigi ha detto: 'Facciamo il presepe per non arrenderci') non voglio avere niente a che spartire. Perciò, è deciso, nessun presepe nella mia chiesa".

Per Famiglia Cristiana, Salvini è il diavolo

Nella lista dei preti antisalviani non poteva mancare don Massimo Biancalani, parroco di Vicofaro, in provincia di Pistoia, diventato famoso nell’estate 2017 per aver postato sui propri canali delle foto in piscina in compagnia dei migranti che aveva ospitato nella sua parrocchia. Dopo aver avversato le politiche migratorie dell’allora governo gialloverde con un fotomontaggio alquanto irriverente, criticò Salvini per la sua proposta di censire i rom in Italia:"Ancora una volta un’ingiustizia. Cosa vogliamo fare? Vogliamo deportare i rom che non sono cittadini italiani? Dove li mandiamo? Ma stiamo scherzando?". E ancora: "Salvini tenta spesso di usare la religione, è una strumentalizzazione bella e buona". Un clima di odio favorito o cavalcato dalla copertina di Famiglia Cristiana del 26 luglio 2018 ‘Vade retro Salvini’, con cui si pone l’accento sulla presunta cattiveria e sul cinismo di Salvini. “Niente di personale o ideologico – precisava il sommario – si tratta di Vangelo”. E meno male che non vi era nulla di personale…

I negrieri in tonaca

La Chiesa si è scagliata con una violenza degna di altri temi contro il primo decreto Salvini che abolisce la ‘protezione umanitaria’ e contro la chiusura dei porti. Ora raddoppia contro il decreto sicurezza bis che rade al suolo definitivamente la mangiatoia dell’accoglienza.

Misure che, di fatto, eliminano con un tratto di penna migliaia di ospiti pagatori della Caritas. Dimezzando questo business:

Gli affari della Chiesa con gli sbarchi: 1 miliardo di euro per ospitarne 20mila l’anno

Avete mai sentito vescovi e Papa scagliarsi con tale animosità contro chi assassina bambini prima che questi escano dalla pancia della mamma? No.

Mesi fa, il giornale dei Vescovi, che ce l’aveva col governo per la fine dei finanziamenti pubblici ai giornali:

Ora quella parte di Chiesa che adorava i 35 euro più della Croce, ‘resiste’:

La realtà risponde così alla Chiesa di Giuda, quella che si è venduta per 35 euro. E se ne frega se ora i clandestini morti sono il 90% di meno:

Salvini: chi fa sbarcare uccide – DATI

Loro pensano alle loro grandi case vuote, al miliardo di euro perso con i porti chiusi e il taglio dei 35 euro.

Basti vedere chi è che si è scagliato con più violenza contro Salvini:

Vescovo indagato per milioni di euro spariti: “Salvini non può dirsi cristiano” – FOTO

Don Biancalani scomunica Salvini: “Vade retro”

Tutta gente, per un motivo o l’altro, in astinenza da ‘negri’.

E con chi stiano i fedeli, è chiaro. Fino a pochi anni fa, un italiano su tre entrava almeno una volta alla settimana in chiesa. Poi è arrivato lui.

E ora quel numero è sceso a circa uno su quattro: dal 33% al 27,5%. I dati riguardano anche altri luoghi di culto, ma essendo in Italia, i numeri riguardano quasi esclusivamente le chiese.

Sono dati Istat. E’ cresciuto anche il numero di chi, schifato dalla piega umanitarista presa dalla Chiesa, nei luoghi di preghiera non mette mai piede. Si è passati dal 22,7% al 19,3%. Le percentuali scendono anche tra il nocciolo duro di chi frequenta le chiese, le donne: si è passati dal 44,2% al 32,7%.

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Cresce in modo consistente il numero di coloro che non frequentano mai chiese, sinagoghe o altri luoghi religiosi, passate dall’11,8% al 18,9%. I maschi sono i più informati, e quindi disertano in massa la parrocchie che accolgono fancazzisti: sol il 22,1% si reca in chiesa 1 volta a settimana. Il 26,7% non frequenta mai.

Effetto Bergoglio: fedeli in fuga dalla Messa, presenza ai minimi storici – GRAFICO

Il gruppo che si è assottigliato di più è quello dei giovanissimi dai 18 ai 24 anni, che ha perso ben il 30% dei frequentanti, mentre la flessioni è più contenuta per i 25-29enni (- 20%) e aumenta ancora (30%) tra gli adulti dai 55 ai 59 anni. Per gli italiani dai 40 ai 50 anni il calo è del – 10%, per gli over 50 del -12%.

Vanno alla messa della domenica il 40% degli anziani, rispetto al 25% di quanti hanno un’età compresa tra i 45 e i 60 anni, rispetto ancora al 15% circa dei giovanissimi tra i 18 e i 29 anni.




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