Fiumi e valanghe, Italia schiaffeggiata dalla natura: e si gonfia il Piave – VIDEO

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I fiumi esondano, e in particolare c’è allarme per l’Arno e il Reno.

L’Arno è oltre il primo livello di guardia a Firenze e continua a salire, evacuate 23 famiglie a Barberino Tavarnelle e 500 persone a Cecina (Livorno).

In Alto Adige una valanga è caduta su un centro abitato in Val Martello: case danneggiate, ma nessuna vittima. Riaperta l’Autobrennero che era stata chiusa dopo che un cavo di media tensione è caduto sulla carreggiata e sulla linea ferroviaria. Il governatore altoatesino Kompatscher invita i cittadini a restare a casa e seguire le indicazioni della Protezione civile.

Intanto a Venezia il picco di marea si è fermato a 150 cm, poi la marea scende.

Il forte scirocco ha ripreso a soffiare e ha riportato l’acqua alta a Venezia, ormai allagata al 70% e con piazza San Marco chiusa al passaggio dei pedoni. Nel centro storico la marea ha raggiunto il picco massimo di un metro e 50, ma ora sta cominciando a scendere. I 150 centimetri sono stati raggiunti alle 13.15 a Punta della Salute, mentre in mare si è andati anche oltre, a 155 centimetri. Poi l’acqua ha cominciato a calare: alle 13.20 in città era a 148 centimetri. E sempre in Veneto preoccupa la piena del Piave, provocato da Zingaretti: per le 15 il governatore Luca Zaia ha presieduto una riunione della Protezione civile.

Ecco un quadro della situazione:

Valanga in val Martello – In val Martello, alle 8.50, una valanga si è abbattuta su una zona abitata. Nevicate intense su tutta la provincia, anche a Bolzano. In val Martello è scesa la cosiddetta valanga ‘Eberhoefer’, che in passato è stata già oggetto di lavori di messa in sicurezza a causa dell’elevato pericolo che rappresenta per le case sottostanti. Per motivi sicurezza risultano chiuse 30 strade statali e provinciale, come praticamente tutte la strade secondaria di montagna. Come ha riferito Rai Suedtirol, che si è messa in contatto con il sindaco Georg Altstaetter, la valanga ha leggermente danneggiato alcune case. Secondo le prime informazioni, non ci sono vittime. Enorme masse di neve e di alberi sradicati si sono riversate a valle, invadendo – come una colata di lava – le strade del paese. In alcuni punti la neve arriva al primo piano delle case.

Alberi caduti e forte vento, 200 interventi a Roma – Sono stati duecento gli interventi dei vigili del fuoco nella notte in tutta Roma per allagamenti e alberi caduti a causa del temporale e del forte vento che si è abbattuto sulla Capitale. Alberi sulla carreggiata sulla Salita di Sant’Onofrio, in centro; chiuso al traffico perché allagato il sottopasso in direzione via Gregorio VII sul lungotevere in Sassia; alberi in strada e relativa chiusira al transito anche in via di Donna Olimpia a Monteverde e a via Vitellia; sempre alberi caduti in via Cavriglia, zona Prati Fiscali. Su via Aurelia, tra il chilometro 14 e il 13, è caduto un cartellone pubblicitario per il forte vento. Interventi si segnalano anche a Civitavecchia e a Nettuno. Sul fronte trasporti, la circolazione della metro C è stata rallentata per un’ora nella tratta Giardintti-Pantano a causa del forte vento. Rallentata anche la ferrovia regionale Roma-Lido a causa della presenza di un albero sulla rete elettrica nei pressi di Ostia Antica. Un albero è caduto nella tarda serata di ieri ad Albano Laziale, vicino Roma, ferendo un automobilista in transito: l’uomo è stato portato in ospedale in codice rosso, ma non sarebbe in pericolo di vita. Sul posto vigili del fuoco e polizia. Nella notte un altro albero è caduto su via Cassia, altezza Corso Francia, a Roma. Illeso l’automobilista.

Arno sopra il primo livello di guardia a Firenze – In Toscana si vivono invece ore di ansia per l’Arno. A causa delle piogge che già da ieri hanno interessato la gran parte della regione (solo a Firenze sono caduti nelle ultime 24 ore oltre 62,6 millimetri di pioggia con raffiche di vento fino a 76 chilometri orari, che hanno spinto alla chiusura del Giardino dei Boboli) il fiume continua a salire. L’idrometro a Firenze Uffizi ha registrato alle 13 un colmo della piena a 4,80 metri, quindi sotto il secondo livello di guardia, che è di 5,50 metri, comunque al di sopra dei massimi registrati negli ultimi 20 anni. Una leggera tracimazione c’è già stata alle Sieci, nel Comune di Pontassieve, alle porte di Firenze. Allagamenti anche nel Grossetano dove un torrente è uscito fuori dagli argini. Evacuate 23 famiglie a Barberino Tavarnelle e 500 persone a Cecina (Livorno) per esondazioni dei fiumi.

Preoccupazione anche in Emilia Romagna, dove è allerta rossa per fiumi e torrenti: Il torrente Idice ha rotto un argine ed è esondato nella zona di Budrio, nel Bolognese. Sono in corso le operazioni di evacuazione che potrebbero riguardare almeno un centinaio di persone, secondo le prime informazioni. Il Comune raccomanda ai cittadini di non andare sul posto e di usare “la massima prudenza negli spostamenti sulle strade segnalate come punti critici”. Si sta allestendo un centro di soccorso nel Palasport comunale.

Ora si teme l’esondazione del Reno. Il rischio è soprattutto per la zona Trebbo di Reno, la stessa dove a febbraio 2019 le acque ruppero gli argini, creando non pochi danni. Già diecimila persone sono senza luce e gas.

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