Nassiriya, padre Zanotelli contro vittime italiane: “Non sono martiri”

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Alex Zanotelli, missionario pacifista e fan dei porti aperti, nemico giurato di Matteo Salvini, sputa sui cadaveri dei 19 martiri di Nassirya. Come un teppista da strada qualunque.

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“I militari vittime dell’attentato a Nassiriya non andrebbero definiti ‘martiri'”, ha detto nel giorno in cui si ricorda l’attacco alla base Maestrale in cui morirono diciannove italiani (dodici carabinieri, cinque soldati e due civili). “Noi – ha continuato – eravamo lì per difendere con le armi il nostro petrolio”. “Preti così possono far perdere la fede”, ha subito ribattuto il vicepresidente del Senato, Ignazio La Russa, invitando apertamente papa Francesco a “esaminare le parole” pronunciate dal prete.

“Noi eravamo lì per difendere con le armi il nostro petrolio – attacca – guardiamoci in faccia e diciamoci queste cose, anche se purtroppo in Italia sembra impossibile dirlo e costa una valanga di insulti… ma è questa la cruda verità”. Nell’intervista all’AdnKronos il prete non ha filtri e getta fango su tutti: “Cosa ci stanno a fare, ancora oggi, i soldati italiani in Iraq, come del resto anche in Afghanistan? Noi occidentali li aiutiamo a fare la guerra all’Isis? Ma se in Siria abbiamo abbandonato i curdi, che hanno davvero lottato contro l’Isis…”.

“Preti così possono far perdere la fede”, commenta La Russa con l’AdnKronos. “Il Papa, o chi per lui, dovrebbe esaminare le parole che per un cattolico possono essere vere e proprie bestemmie”.

E’ vero, sono stati mandati lì per interessi non italiani. E’ vero, sono morti per nulla. Ma ancora di più, per questo, sono martiri: vittime non solo del terrorismo islamico, ma anche di chi manda i nostri soldati in giro per il mondo a fare interessi di potenze straniere e non i nostri.




3 pensieri su “Nassiriya, padre Zanotelli contro vittime italiane: “Non sono martiri””

  1. Visti che Zanotelli festeggia con le zecche i nostri morti colgo l’occasione per festeggiare uno dei loro bello fresco:

    Noel Ignatiev (27 dicembre 1940 – 9 novembre 2019)
    “The key to solving the social problems of our age is to abolish the white race. Until that task is accomplished, even partial reform will prove elusive, because white influence permeates every issue in U.S. society, whether domestic or foreign.”

    1. “The goal of abolishing the white race is on its face so desirable that some may find it hard to believe that it could incur any opposition other than from committed white supremacists… Keep bashing the dead white males, and the live ones, and the females too, until the social construct known as ‘the white race’ is destroyed – not ‘deconstructed’ but destroyed.”

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