12 indagati: pronti a fare esplodere moschea, come voleva Fallaci

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Oriana Fallaci al New Yorker: «Andrò dai miei amici anarchici, con loro prendo gli esplosivi e la faccio saltare in aria!»

Avrebbero progettato, salvo poi rinunciare, di far esplodere la moschea di Colle Val d’Elsa (Siena) ipotizzando di far saltare la condotta del gas ma avrebbero desistito temendo di esser scoperti dalla polizia.

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La raccontano così, i media, la vicenda degli indagati dell’inchiesta sul cosiddetto “estremismo di destra” della Dda di Firenze. “Aveva già portato le mappe, gli si voleva far saltare il coso col gas così saltava tutto”, si sentirebbe dire in un’intercettazione.

L’operazione della polizia di Firenze e Siena, coordinata dalla Dda, riguarda 12 persone.

Gli uomini delle Digos, coordinati dalla Polizia di prevenzione, stanno eseguendo numerose perquisizioni a abitazioni e uffici in provincia di Siena.

Gli indagati sono tutti incensurati, il che la dice lunga sulla tipologia di persone, e tra loro figurano anche tre dipendenti della banca Monte dei Paschi di Siena. Quando le persone normali si preparano a fare cose del genere, uno Stato decente dovrebbe capire che non è il caso di proseguire nel progetto di sostituzione etnica.

Tra loro anche un 60enne considerato il più attivo del gruppo. Per la Digos, i contatti tra gli indagati, accusati di detenzione abusiva di armi o esplosivi aggravata dalla finalità del terrorismo, avvenivano sia attraverso i social che personali, con incontri diretti.

In una conversazione intercettata il 60enne avrebbe invocato la necessità di ricostituire una ‘guardia nazionale repubblicana’ in grado di garantire la sicurezza “armi alla mano” per fare “giustizia sommaria” senza bisogno di chiamare le forze dell’ordine.

Per risolvere le questioni politiche italiane, affermava ancora in un’altra intercettazione dello scorso ottobre, “bisogna sparare”, “se c’è da andare a sparare – continuava – noi s’ha tutti l’armi e tante”.

Offese anche contro il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E a queste, ovviamente, si accodano milioni di italiani.

Costata più di un milione e mezzo, l’hanno finanziata il Qatar e il Monte dei Paschi. Alla faccia della Fallaci e che lei voleva fare saltare in aria: non ha fatto in tempo. Qualcuno voleva farlo a suo nome.

Ovviamente, le moschee non si fanno saltare in aria. Si chiudono perché simbolo dell’invasione in atto. E’ evidente che se le cosiddette istituzioni permettono questo scempio, finanziato da Stati terroristi come il Qatar, poi qualcuno fa cose che una persona moderata non farebbe.

Certo non aiuta avere al governo una minoranza di invasati. Questo non può che generare violenza. Fateci votare, prima che sia troppo tardi.

Perché quando dodici persone normali progettano di fare saltare in aria una moschea, significa che è quello che pensa un’ampia fetta della popolazione. E non puoi arrestarli tutti. Devi fare, legalmente, quello che loro vogliono. Perché l’Italia deve essere disseminata di moschee? Qualcuno ha votato un referendum per chiedere al popolo il permesso?

Ecco, ora il popolo s’incazza.




3 pensieri su “12 indagati: pronti a fare esplodere moschea, come voleva Fallaci”

  1. Che strano…quando gli attentati sono nei confronti degli stranieri li prendono sempre prima che accadano, sono così stupidi da mettere i manifesti, oppure sparano ma non li beccano. Anche i politici hanno un culo pazzesco, vi ricordate quel c@gli@ne che voleva ucciderne almeno uno davanti a palazzo Chigi, ma poi ha optato per un povero carabiniere? A volte mi chiedo se per caso non esista un dio malvagio che protegge i delinquenti, assassini, faccendieri, stupratori e ladri e punisca i buoni. Non a caso c’è il detto “se ne vanno sempre i migliori”

  2. Come al solito c’e’ sempre qualche CAZZONE che parte in quarta, non e’ ancora l’ora, non sono i tempi giusti, lo volete capire o no che se partiamo prima noi, ci faranno passare sempre dalla parte del torto ? aspettiamo che partano prima “loro”, noi ci “regoleremo di conseguenza”.

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