Liliana Segre, i 200 insulti non sono mai esistiti: inventati da Repubblica

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I 200 INSULTI TOTALI VERSO PERSONAGGI DI RELIGIONE EBRAICA IN ITALIA NEL 2018 SONO STATI SPACCIATI PER INSULTI QUOTIDIANI ALLA SEGRE

E allora ci siamo. Era tutta un’invenzione per creare un clima prodromico alla famigerata ‘commissione’.

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Sabato 26 ottobre, su Repubblica, a firma di Pietro Colaprico è uscito un articolo intitolato “Liliana Segre, ebrea. Ti odio” Quegli insulti quotidiani online. All’interno, si cita un rapporto dell’osservatorio antisemita e si sostiene che la Segre riceva 200 insulti al giorno.

Il rapporto, però, è uscito due giorni dopo, e i ‘200 (in realtà 197) insulti’ riguardano tutti gli ebrei ‘famosi’, non solo la Segre. I dati, inoltre, si riferiscono al 2018, non al 2019. Quando la Segre era un’esimia sconosciuta.

E posto che per un paio di centinaia di insulti serva una scorta, questi insulti erano riferiti a tutti gli ebrei: diteci voi se su 56 milioni di italiani, 200 insulti antisemiti giustifichino una ‘emergenza antisemitismo’ e la scorta alla Segre.

E’ stata tutta una messinscena per dare il via alla censura contro chi non vuole l’invasione afroislamica. Altro che ‘antisemitismo’. Hanno usato una povera sopravvissuta da un campo di concentramento per mettere su un penoso spettacolino politico: fate schifo.




2 pensieri su “Liliana Segre, i 200 insulti non sono mai esistiti: inventati da Repubblica”

  1. Odiati da tutti, senza motivo: solo per il colore del loro naso. Dal 1200 a.C.. E loro non hanno mai fatto nulla per meritarselo. Inspiegabilmente, dopo un po’, la gente li caccia via. Inspiegabilmente. E loro raccontano sempre disperati il “come”, esagerando parecchio. Per cohencidenza non spiegano mai il perché.

    1. Faccio comunque cortesemente notare che io scrivo quasi quotidianamente dei commenti e ben più di uno. Statisticamente quindi il rapporto è necessariamente in difetto.
      Certo, i personaggi che cito non necessariamente leggono quello che scrivo. Ma qui sconfiniamo nella filosofia: se un albero cade nella foresta e nessuno lo ha percepito…

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