Nonna in lacrime davanti ai pm: la vogliono in carcere per ‘offese’ a Mattarella

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Al regime non basta punire i dissidenti, esige la pubblica umiliazione. Gulag digitali.

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Tra chi potrebbe finire a processo per gli insulti contro Sergio Mattarella c’è anche la signora Elvira Zanrosso, settantenne pensionata residente a Bologna.

Erano i giorni in cui Mattarella tentava in ogni modo di evitare la formazione del governo M5s-Lega, per la precisione il momento era quello in cui il Capo dello Stato rifiutò il nome di Paolo Savona come ministro dell’Economia e Di Maio lo minacciava di impeachment.

E la signora si sfogò con un post su Facebook: “Ti hanno ammazzato il fratello, caz***… non ti basta?”. Una frase stupida, ma certamente non una minaccia realistica, visto da chi arrivava.

Post che le è costato un’indagine per vari reati: non soltanto offesa all’onore e al prestigio del presidente della Repubblica, ma anche attentato alla libertà e istigazione a delinquere. In linea teorica, la signora potrebbe finire in carcere con una pena massima di 15 anni. Insieme a lei altri nove indagati. Quelli individuati, altre migliaia non sono stati individuati.

E dell’interrogatorio della signora Zanrosso dà, ovviamente, conto Repubblica. L’organo ufficiale dei laogai.

La signora, in lacrime di fronte al pm Gery Ferrara che le chiedeva conto dei suoi ‘psicoreati’, avrebbe detto: “La supplico, deve aiutarmi a chiedere scusa al presidente Mattarella. Ditemi come devo fare, mi butto in ginocchio. Perché l’ho fatto? Era un periodo molto caldo – ha rimarcato la pensionata – in cui gli animi erano surriscaldati da alcuni parlamentari dei Cinque Stelle di cui ero simpatizzante. Mi sono lasciata contagiare stupidamente da questi fatti. Io – ha concluso, apparentemente disperata – che sono madre, nonna, amante della pittura e degli animali”.

Se una notizia del genere arrivasse dalla Russia, si parlerebbe di dittatura. Invece arriva dall’Italia, e allora è giusto che una pensionata vada in galera perché ha offeso l’abusivo al Colle.




2 pensieri su “Nonna in lacrime davanti ai pm: la vogliono in carcere per ‘offese’ a Mattarella”

  1. Come “signore”? Questo è un porco europeista, un dittatore laido e senza scrupoli. Un kalergiano di merda. Ecco quando si vuole offendere si incomincia così. Si dovrebbe vergognare di esistere lui, il pm, e il giudice che sovrintende ad una vergogna simile. Inoltre la frase, come è stata espressa, era ambigua. “Ti hanno ammazzato il fratello, non ti basta?” Avrebbe potuto intendere “stai attento che comportandoti in una certa maniera finisci per farti ammazzare anche tu, come già è accaduto a tuo fratello” Quindi avvertire un politico della pericolosità del suo operato non è catalogabile come minaccia. L’avvocato della donna è un cretino avrebbe potuto confutare le accuse in 5 minuti.

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