Chiese vandalizzate, cani e gatti uccisi dai richiedenti asilo

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Era il 2015 quando la Merkel aprì le frontiere e i residenti della città tedesca di Ellwangen passarono in poche settimane da 23mila a quasi 30mila abitanti.

I “profughi” defecavano nei giardini privati, vandalizzavano le chiese e rapinavano i negozi locali, mentre la polizia aveva difficoltà a tenere la situazione ‘sotto controllo’.

Il piano originale era quello di ospitare ‘solo’ 500 immigrati. Ma la cosa sfuggì di mano, come in tutta la Germania, dove arrivò 1 milione di immigrati in poche settimane.

Una delle denunce diffusa dai media e rimbalzata su Facebook:

I proprietari faticano a mandare avanti le loro attività commerciali, in quanto le persone hanno paura ad andare in città a causa dei migranti.

Ci sono seri problemi di furti in negozi, i rifugiati entrano e prendono quello che vogliono senza pagare.

All’inizio, i proprietari dei negozi di alimentari chiamavano la polizia, ma poi hanno smesso di farlo dopo che è stato detto di registrare le perdite e contattare qualcuno alla municipalità locale che li avrebbe rimborsati. Tutto confermato da un ufficiale di polizia tedesco.

Le donne hanno paura di camminare in città da sole, una donna è stata violentata e una bambina di 10 anni molestata sessualmente.

I cosiddetti rifugiati vanno nelle chiese per interrompere il servizio. Entrano e causano disordini.

I residenti sono stati costretti a mettere dei cartelli che chiedono ai migranti di non defecare nei loro giardini, una pratica comune.

E chiunque critichi il comportamento dei migranti viene immediatamente etichettato come “nazista”.

Storie simili erano emerse in tutta la Germania. Dalle grandi città ai piccoli villaggi.

Nel post qui sotto, una donna raccontava come stupri, furti, l’uccisione di animali domestici e il traffico di droga erano ormai all’ordine del giorno, dopo l’arrivo dei richiedenti asilo.

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Perché i popoli lasciano che i propri governi facciano questo?




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