“In arrivo 230 milioni di migranti in 10 anni”: ma non sono abbastanza, dice Visco

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Stanno arrivando oltre duecento milioni di immigrati, dice quell’inutile passacarte che fa il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco. Ma non sono abbastanza.

“Tra il 2020 e il 2030 il flusso di nuovi migranti potrebbe raggiungere la cifra record di circa 230 milioni di persone. Quasi quanto la loro attuale consistenza. In Europa, tuttavia, gli arrivi previsti non basterebbero più a impedire una sensibile diminuzione del numero di persone in età attiva”.

“Nei prossimi 25 anni – ha spiegato Visco – il numero di persone di età compresa tra 20 e 64 anni scenderà di quasi 30 milioni in Europa, 6 dei quali in Italia. La stessa classe di età aumenterà fortemente, invece, in Africa e in Asia, rispettivamente di circa 570 e 290 milioni nelle previsioni delle Nazioni Unite: le risultanti pressioni migratorie”.

Insomma, siamo numeri. Peccato in Italia ci siano, oggi, 5 milioni di disoccupati. Anche se perdessimo 6 milioni di lavoratori nel futuro, magari potremmo fare come il Giappone: non avere disoccupazione. Per quelli come Visco, che vogliono un esercito di riserva permanente che abbatta il costo del lavoro (i vostri stipendi) sarebbe un dramma.

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Gian Carlo Blangiardo, già professore di demografia all’Università di Milano-Bicocca e ora presidente ISTAT, ha già smontato questa fideista propaganda sull’immigrazione.

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«L’ immigrazione va gestita con criteri di sostenibilità, per non compromettere il benessere di chi c’è e di chi arriva. Possiamo permetterci di ricevere chi vada a colmare effettive carenze in determinati settori. Penso agli indiani che mungono le mucche della pianura padana, alle badanti dell’Est Europa Il mercato, alle condizioni attuali, ha un certo bisogno di manodopera straniera. Sottolineo: alle condizioni attuali».

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«Basterebbe alzare il livello delle retribuzioni e cambiare certi contratti per spingere i giovani italiani a fare quei lavori che oggi non fanno. Nella mia università il personale che fa la vigilanza è in buona parte straniero, ma non credo che i nostri disoccupati, a certe condizioni, non siano disponibili a quel tipo di lavoro. E comunque, anche ammettendo lacune settoriali da colmare facendo ricorso a manodopera straniera, va fatta una riflessione sull’andamento futuro del mercato del lavoro».

«In molti campi un giorno potrebbe non esserci quella richiesta di forza lavoro che oggi ancora c’è. E i buchi nella popolazione non avrebbero quindi bisogno di rimpiazzi».

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3 pensieri su ““In arrivo 230 milioni di migranti in 10 anni”: ma non sono abbastanza, dice Visco”

  1. Federico Caffè, storia interessante. Il professore di Visco, di Draghi, di Tarantelli e di molti altri. Sparito nel 1987, dichiarato morto nel 1998.

    Storia interessante. Quantomeno incuriosisce.

  2. Molto più divertente la storia del professor Marco Biagi pero’, come fini’? Con un colpo di pustola in testa per aver redatto la sua legge di svendita del lavoro dipendente? Soffri? Però che orgoglio, la legge porta il suo nome.

    1. A proposito di pustole in testa, leggevo stamattina che la Grecia sta meglio di noi, parrebbe che inquesti giorni ci sia stato un pannic selling sui btp, italiani, si intende. La mia personalissima impressione è che subito dopo l’ultimo golpe gli europeisti abbiano comprato di tutto a piene mani, unicamente per dimostrare la fiducia che gli investitori, anche stranieri, riponevano nel nuovo governo, infatti ricorderemo, nei giorni subito dopo la presa del potere il mercato borsistico era pompato come un body builder ai campionati. Ora che hanno messo radici grandi come baobab sugli scranni di palazzo, hanno riversato tutta la spazzatura di nuovo nel calderone. Il simpatico Thomas Millian commenterebbe: e mo’ so c.

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