A scuola il libro dell’orsetto trans per bambini

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La Lega chiede la rimozione dalla biblioteca della scuola del libro che parla della teoria gender. Le polemiche: “Sconforto e preoccipazione”

Errol ha come amico un’orsetto, Thomas, con il quale gioca, passeggia e si diverte. Ma un giorno il suo inseparabile compagno di avventure appare triste e Errol insiste per sapere cosa succede.

“Vedi- dice l’orsetto- in fondo al cuore io non mi sento Thomas, ma Tilly, quindi ho paura che questo farà finire la nostra amicizia”.

La trama del libro, intitolato L’importante è che siamo amici, dalla risposta che Errol dà a Thomas dopo la sua confidenza, ha come tema principale la filosofia gender. Il volume è stato introdotto nella sezione bambini della biblioteca della scuola di Spinea e i consiglieri della Lega hanno presentato una mozione, che verrà discussa lunedì prossimo in consiglio comunale, chiedendo di rimuoverlo.

Mozione oscurantista?L’intento di questo atto riteniamo che sia stato sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tutela…

Posted by Martina Vesnaver Sindaco on Wednesday, November 6, 2019

Giusto toglierlo. Ma questi libri non sono che una goccia nel mare di merda che i media di distrazione di massa scaricano addosso ai vostri figli nel cosiddetto ‘intrattenimento’: è così che li manipolano. Il degrado entra così nelle vostre case, non con i libri chiusi in una biblioteca.




2 pensieri su “A scuola il libro dell’orsetto trans per bambini”

  1. Il problema è che certe notizie, sia odierne che del passato verranno fatte sparire. L’incubo è talmente vasto che toglie il fiato. Certo non si metteranno platealmente a bruciare i libri ma li elimineranno dalle biblioteche, scaffali dei mercatini, mentre è pacifico che le grandi catene che gestiscono il libro si autocensurano già.
    Ieri, con un malcelato disgusto, sono entrata da “edizioni paoline” dovevo prendere dell’incenso naturale quello in grani. Benché gli antichi grimori abbiano per me ormai pochi segreti, l’intento era semplicemente avere in casa un profumo che adoro forse perché incarna la decadenza d’annunziana fin de siecle, comunque indovinate chi c’era dietro il bancone? Un africana. Naturalmente ho declinato, facendo due passi in più ho scoperto che l’italianissima signora della vetusta drogheria aveva quello che cercavo.

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