Spacciatore tunisino in sciopero della fame: “Non potete espellermi”

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Un detenuto del carcere di Montacuto ad Ancona si è cucito labbra e palpebre dopo avere cominciato lo sciopero della fame il 2 novembre per protestare contro il decreto di espulsione che diventerà esecutivo ad aprile 2020, non appena espiata la pena. Ha anche ingoiato due pile ‘stilo’.

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Si tratta di un tunisino di 34 anni, recluso per spaccio di droga e ormai arrivato a fine pena. Ieri è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale di Torrette espellere le due pile e poi è stato riportato in carcere. Il giorno prima si era cucito labbra e palpebre con un kit in dotazione nell’istituto di pena. Ha rifiutato l’intervento dei medici per far tagliare i fili da cucito e intende continuare la sua protesta e lo sciopero della fame. Le sue condizioni sono ancora buone. Se peggiorerà verrà riportato in ospedale per le cure. Intanto ha fatto ricorso conto il decreto di espulsione che gli è stato notificato il 20 ottobre. Non vuole tornare in Tunisia dove non avrebbe più parenti e nemmeno una casa.

Ospedale? Cucirgli anche la bocca posteriore e poi metterlo sul primo aereo verso casa sua. Il fatto che questi possano anche fare ricorso è demenziale: le espulsioni vanno militarizzate e tutto il procedimento tolto alla giustizia civile.

E poi, sappiamo come si cuciono le labbra:

Ecco come i clandestini fingono di cucirsi la bocca in 4 mosse – FOTO




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