Circolare governo silenzia i poliziotti: “Non lamentatevi sui social”

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Minacce agli agenti

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No alle “esternazioni” dei poliziotti sui social “dal contenuto inappropriato” o “con profili di natura penale e / o disciplinare”.

E’ una circolare del Dipartimento di Pubblica Sicurezza a sottolineare “l’inevitabile rischio di commistione tra sfera privata e ruolo istituzionale”, manifestando la necessità che gli agenti dimostrino ”riserbo e particolare cautela nell’esprimere, anche via web, opinioni, valutazioni anche di taglio critico, specie in ordine ai fatti che interessano l’opinione pubblica “.

Lo stato giuridico dei poliziotti, osserva la direttiva firmata dal Capo della Polizia Franco Gabrielli, “richiede un comportamento ineccepibile ed esemplare anche nella partecipazione a discussioni sui forum sociali online ispirato all’equilibrio, alla ponderatezza, al rispetto delle altre opinioni e ai doveri inerenti alla funzione svolta “.

Esternazioni come messaggi apparentemente innocui o anche un ‘like’ a post di commenti su fatti e personaggi di cronaca possono essere “travisate e amplificarsi a dismisura” oltre che offrire “a terzi una percezione dissonante o addirittura contraria ai valori rappresentati dalla divisa”.

Inutile dire a cosa fa riferimento l’ex prefetto che manganellava i cittadini di Roma che si opponevano all’arrivo, a casa loro, di decine di finti profughi:

La circolare del governo Pd alle questure: non divulgate i crimini dei profughi

La verità non si deve sapere. Perché la verità rende liberi.




3 pensieri su “Circolare governo silenzia i poliziotti: “Non lamentatevi sui social””

  1. Le notizie di prima mano non divulgate dai media, già silenziati dai dittatori europeisti, potrebbero comunque renderle note loro, quelli che hanno a che fare ogni momento con la malavita clandestina. Percepisco una minaccia bella e buona nelle parole di Gabrielli “natura disciplinare e penale” Quindi ma pare che ora siano ad un bivio, se stare col popolo che chiede giustizia e libertà o continuare a leccare i piedi ad un governo abusivo che non rispetta nessun italiano, tantomeno loro.

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