Governo invia 35 immigrati a casa loro, scoppia rivolta a Ravalle

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In seguito alla recente decisione del prefetto (governo) di far arrivare 35 richiedenti asilo in paese, Ravalle, (vicino di casa di Stienta al di la del Po, frazione del Comune di Ferrara) si è riunita in un’assemblea pubblica informativa, con l’obiettivo principale di fare un punto della situazione e ribadire l’inadeguatezza della scelta da parte delle autorità.

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Nonostante il focus dell’incontro fosse il delirante “fare qualcosa per il paese, senza alcuna appartenenza politica senza essere razzisti, perché qui abbiamo integrato già diverse famiglie”, tra i numerosi presenti al dibattito, c’è stato anche chi ha voluto esprimere tutta la propria paura per “il rischio che ce li portino con i pullman di notte, mentre noi aspettiamo la verità”.

E se fosse così, la parola d’ordine è stata una sola: “Fatevi dire quando vengono, che facciamo subito le barricate”.

Tra gli interventi che si sono alternati nel corso dell’incontro, significativo è stato quello del leghista Carlo Piccinini, che in settimana aveva già portato avanti una linea moderata contro un nuovo rischio barricate: “Se si fa accoglienza, bisogna avere basi in cui contestualizzarla. La nostra zona soffre già di punti d’accoglienza per profughi e richiedenti asilo, al punto che mi sembra davvero sproporzionato accoglierne altri 35 in paese. Non abbiamo gli strumenti necessari a integrare, favorendo piuttosto il rischio di ghettizzazione all’interno di una comunità che ha caratteristiche totalmente diverse da chi arriverà”.

“Noi – ha proseguito ancora Piccinini, soffermandosi successivamente sulle condizioni dell’immobile deputato all’accoglienza – vogliamo che i migranti abbiano il loro percorso di integrazione, che di certo non è possibile in questo modo. La struttura incaricata di ospitarli è aperta a un altissimo rischio di effetto dinamico e possiede tutta una serie di vincoli storici e architettonici che ne bloccano l’aumento degli alloggi. In più c’è un problema legato alla rete fognaria, che mette a rischio le persone”.

Intanto, proprio quest’oggi, una delegazione di cittadini sarà accolta da Alan Fabbri per discutere la situazione, con la speranza – o almeno così si augurano gli abitanti di Ravalle – di “sapere la verità e magari trovare il modo di organizzare un’assemblea pubblica con lo stesso sindaco, il prefetto e tutti noi” perché per il momento “è inutile stare a fare diverse supposizioni”. Durante la serata però non sono mancate nemmeno le proposte sul da farsi, che hanno visto protagonista una platea piuttosto contrariata e ferma sulle proprie posizioni, attiva per cercare anche di trovare un rimedio concreto al problema.

Insomma, dopo le barricate di Gorino, il Pd torna al governo e riprova a mandare fancazzisti nella zona. Per punire anche chi, a Ferrara, ha deciso di votare Lega.




2 pensieri su “Governo invia 35 immigrati a casa loro, scoppia rivolta a Ravalle”

  1. caro Piccinini e normale che avrete problemi di fognatura perché i luridi schifosi immigrati mica defecano come noi italiani
    defecano come e peggio degli elefanti e temo che ottureranno tutte le vie fognarie con una spesa che il comune non potrà sostenere.
    ricordo a Alan Fabbri e Piccinini che Salvini vi a dato delle direttive ben precise ” non accogliere spazzatura “

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