Sbarchi low-cost: 1.000 euro per arrivare in Italia

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Quattro scafisti sono stati fermati dalla polizia di Stato dopo lo sbarco del 17 ottobre di 164 clandestini a Pozzallo. Dove oggi la Diciotti ne ha scaricati altri 70.

Si tratta di tre algerini e un tunisino di età compresa tra i 28 e i 35 anni. Secondo i testimoni sono loro che hanno condotto l’imbarcazione, partita dalle coste libiche.

I migranti sono dapprima sbarcati a Lampedusa tra il 12 e il 16 ottobre, ma subito dopo sono stati trasferiti nell’hotspot di Pozzallo. Il tunisino è accusato di avere condotto una barca in legno con oltre 100 immigrati a bordo; i tre algerini un’altra barca in legno con circa 60 immigrati a bordo. Sono state raccolte le dichiarazioni dei clienti che hanno individuato gli scafisti che fino a poco prima della partenza erano in contatto telefonico con i complici in Libia.

I testimoni hanno raccontato di aver pagato circa mille euro a testa per la traversata e descritto con molta precisione il ruolo degli scafisti anche nei rapporti con i complici in Libia avendo ascoltato diverse telefonate tra loro.

Col sistema delle navi madre e la presenza delle Ong risparmiano sui costi e possono imbarcare più clienti. Anche per questo il ‘sistema Salvini’ funzionava: rendeva il traffico troppo costoso, quindi meno conveniente.

Ora però i porti sono aperti.




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